La tela di Carlotta – E. B. White

di TATIANA SANDROLINI – Nella fattoria della famiglia Arable nasce un maialino più piccolo e debole dei suoi fratelli, tanto da indurre il capofamiglia a volerlo abbattere. La piccola Fern, figlia del contadino, si oppone con tutte le forze a questa crudeltà, finendo per adottare l’animale e per prenderlo sotto la sua custodia. Il maialino viene chiamato Wilbur e diventa il simpatico protagonista de La tela di Carlotta (traduzione di Donatella Ziliotto, illustrazioni di Antongionata Ferrari, Mondadori, pp. 208, € 9,50), famoso romanzo di E. B. White, dal quale è stato tratto un adattamento cinematografico.

Graziato alla nascita, il piccolo maialino trascorre le giornate in maniera spensierata nella grande fattoria degli Arable e cresce sotto gli occhi protettivi di Fern, che non si separa mai da lui: «Fern amava Wilbur più di qualsiasi cosa al mondo. Le piaceva accarezzarlo, dargli da mangiare, metterlo a nanna».

Un giorno Wilbur, divenuto troppo grande per rimanere con gli Arable, viene condotto in un’altra fattoria, di proprietà degli zii di Fern, più adatta e meglio preparata a ricevere l’animale ormai cresciuto. Gli intenti della famiglia sono quelli di far ingrassare il più possibile il maiale per poi ucciderlo a fine anno, al fine di ottenere una scorta di carne.

Con il passare del tempo Wilbur inizia a sentirsi sempre più solo: fa fatica a legare con i tanti animali con i quali divide la fattoria e Fern non riesce più a recarsi da lui quotidianamente. I giorni diventano sempre più uguali e noiosi e il voler trovare un vero amico diventa per il protagonista quasi un’ossessione.

Quando tutto sembra perduto ecco che si fa avanti una vocina: «Cerchi un amico, Wilbur? […] Sarò io il tuo amico è tutto il giorno che ti osservo, e mi piaci […] Mi trovo proprio sopra la tua testa». Ecco come il nostro amico incontra per la prima volta Carlotta, un ragnetto grigio di estrema intelligenza e saggezza. Tra i due animali si instaura un profondo legame di amicizia, nonostante provengano da mondi diversi e abbiano caratteristiche assolutamente opposte.

Durante la narrazione Wilbur si trova nuovamente di fronte alla morte, una minaccia che aleggia tra le pagine e angoscia il lettore. Il ragno decide di mettercela tutta per trovare il modo di salvare il suo amico. Si arma di pazienza e astuzia, cercando lo stratagemma migliore per convincere il contadino a risparmiare il maialino.

Riuscirà Carlotta ad aiutare il suo amico? Troverà qualche espediente per impedire l’inevitabile e salvare Wilbur da morte certa?

E. B. White propone un libro adatto sia ai bambini che agli adulti: non si è mai troppo grandi per apprezzare i grandi insegnamenti celati nel racconto. Il linguaggio è semplice e quotidiano, espediente che facilita la comprensione anche da parte dei più piccoli. La storia di Wilbur e Carlotta ci insegna quanto sia importante l’amicizia, quella vera e disinteressata, quel rapporto di fiducia e affetto che si instaura tra soggetti non per forza simili. Una semplice parola detta in un momento di sconforto o un semplice gesto compiuto con sincerità, possono essere di vitale importanza per qualcun altro, possono persino salvarlo.

La tela di Carlotta ci insegna a vivere la vita con entusiasmo e ottimismo, senza farci sopraffare dallo sconforto e dalla paura; non bisogna mai arrendersi alle brutte situazioni nelle quali si può inevitabilmente incappare e non bisogna nutrire sentimenti negativi quali delusione o afflizione. Al contempo, non bisogna fermarsi alle apparenze o giudicare gli altri senza averli prima conosciuti, si potrebbe rinunciare a un grande legame senza saperlo. E. B White

Attraverso il testo il lettore si misura con la cattiveria e l’opportunismo degli altri e impara ad accettare i difetti altrui, come accade con il personaggio del topo Templeton, meschino e calcolatore che in fin dei conti si rivelerà molto utile alla causa di Wilbur.

White tratta anche il tema della morte con estrema dolcezza e delicatezza, insegnando a gestire il dolore e a colmare il terribile vuoto che essa provoca, con amore e positiva proiezione verso il futuro.

L’avventura di Wilbur rapisce i lettori con la sua semplicità, ironia e saggezza; in essa lo stile fiabesco si amalgama alla perfezione con la realtà più vivida e quotidiana. L’aura magica che si respira tra le righe aiuta a superare la drammaticità di alcuni eventi e ci ricorda l’importanza di vivere in pace con noi stessi, una pace che deriva da una vita vissuta con coscienza e amore profondo, verso gli altri e la vita: «Perché hai fatto questo per me? […] Non lo meritavo: non ho mai fatto nulla per te, io. Mi sei stato amico […] e questa è già di per se stessa una cosa eccezionalmente importante […] Aiutandoti, ho forse cercato di elevare la mia vita di un poco».

Tatiana Sandrolini E. B White

(www.excursus.org, anno IX, n. 87, novembre-dicembre 2017) E. B White