Ernest Hemingway: il Papa della letteratura


di STEFANIA BOSCHINI – Avventuriero, creatore di romanzi e racconti, Ernest Hemingway ha raggiunto lettori di tutto il mondo narrando eventi storici, mondani e autobiografici, raccontando di personaggi profondi che affrontano timori, dubbi e ostacoli.

Nato in un sobborgo vicino a Chicago, lo scrittore conosce l’amore per l’aria aperta appassionandosi a molte attività sportive, soprattutto la caccia e la pesca, temi ricorrenti in tutte le sue opere. Ma il talento più grande risiede nella scrittura e in particolar modo nel campo giornalistico; ne sono prova i reportage ricchi di vicende politiche e militari dei suoi anni. Nel 1918, con l’entrata in guerra degli Stati Uniti, non potendo arruolarsi a causa di un difetto all’occhio, diventa autista di autoambulanze della Croce Rossa, trasferendosi in Italia sul fronte del Piave.

Dopo essersi ferito mentre soccorreva un soldato colpito a morte, Ernest Hemingway ritorna in America per un breve periodo, fino a quando non decide di andare a Parigi, capitale culturale nella quale la frequentazione di salotti intellettuali contribuisce al suo abbandono della scrittura antiaccademica. Numerosi eventi coinvolgono il suo destino, si sposa più volte, diventa padre, si trasferisce continuamente senza mai smettere di scrivere opere che lo rendono sempre più famoso, tanto che viene soprannominato “Papa”. Si può affermare che Hemingway vive ogni istante della sua vita partecipando a numerose imprese, viste come una sfida alla morte, che gli permettono di creare personaggi sempre più veritieri.

La vita di Ernest Hemingway è turbolenta, costellata da incidenti aerei e automobilistici, fratture e infezioni. Compie safari per vedere fino a che punto può spingersi il suo coraggio, si reca in Spagna per raccontare la guerra civile e, quando gli Stati Uniti scendono in campo nella Seconda Guerra Mondiale, lo scrittore si rende utile: la sua Pilar diventa ufficialmente una nave-civetta di pattugliamento anti-sommergibili nazisti, al largo delle coste cubane. Nel 1944 partecipa alla guerra su iniziativa della bellicosa moglie Martha che gli procura un incarico alla Raf, l’aeronautica militare inglese, descrivendo così le sue gesta. Tutte queste vicende non possono che influenzarne la scrittura, la quale diventa più aspra pur mantenendo sempre il suo segno distintivo che porterà l’autore americano a vincere il premio Nobel per la letteratura. Nel 1961 ormai malato e invecchiato, timoroso di non riuscire più a scrivere, decide di togliersi la vita suicidandosi con il suo fucile.

Hemingway non può essere considerato solo uno scrittore talentuoso, ma devono essere riconosciuti anche i suoi meriti quale servitore del suo e del nostro Paese, contribuendo a diffondere in tutto il mondo politiche e vicende di nazioni sotto regimi totalitari. Ha reso partecipi i lettori di numerose avventure e bellezze naturali: attraverso le strade di Parigi, navigando al largo e controcorrente, temendo i leoni della savana e gli uomini del fronte nemico. Influenzato da scrittori come Sherwood Anderson, Gertrude Stein ed Ezra Pound, Ernest fa uso di una scrittura asciutta, scegliendo un vocabolario quotidiano e la purezza nel descrivere le emozioni. Nonostante il suo successo sia legato a una quindicina di libri, sono i racconti che ne fanno emergere la dote narrativa: ciò è evidente in In out time, nel quale affronta la guerra e la violenza, in Uomini senza donne, dove presenta temi complessi quali volgarità, omosessualità, aborto e anti-femminismo, e in I quarantanove racconti del 1938, considerata come opera di maggior successo in quanto “portfolio” di tutti i suoi scritti compresi gli inediti.

Tra i romanzi più riusciti e meglio conosciuti vi è Fiesta, considerato il testo della “generazione perduta” che ha vissuto la crisi dei valori dopo la Prima Guerra Mondiale. Opere importanti sono anche Addio alle armi, romanzo di guerra in cui lo scrittore è stato abile nel ricreare in modo verosimile la tragedia di Caporetto, prendendo spunto dall’esperienza personale, e, di argomento affine, Per chi suona la campana, che narra della guerra civile in Spagna. Il romanzo breve Il vecchio e il mare è invece il suo ultimo capolavoro, nel quale obbiettività e coraggio vengono rappresentati come forze indistruttibili dell’uomo. Degni di menzione sono infine Festa mobile, Il giardino dell’Elba e Isole nella corrente.

«Ogni giorno leggevo il libro dal principio al punto dov’ero arrivato a scrivere, e ogni giorno smettevo che andava ancora bene e sapevo che cosa sarebbe successo dopo. Il fatto che il libro fosse tragico non mi rendeva infelice perché ero convinto che la vita è una tragedia e sapevo che può avere soltanto una fine» [1].

Ernest Hemingway è stato, ed è ancora oggi, un grande scrittore in grado di influenzare notevolmente tutte le generazioni di autori e lettori.

Stefania Boschini Ernest Hemingway

NOTA BIBLIOGRAFICA

[1] – Ernest Hemingway, Addio alle armi, Mondadori, Milano, 2016, pp. 3-4.

       

(www.excursus.org, anno IX, n. 82, aprile 2017)