Natuzza Evolo – Boggio e Lombardi Satriani

di GAETANINA SICARI RUFFO – Il saggio di Luigi M. Lombardi Satriani, intitolato Natuzza Evolo. Il dolore e la parola (Armando Editore, pp. 320, € 27,00) offre sulla vicenda straordinaria innumerevoli spunti interpretativi e documenti inediti. L’autore, noto antropologo, si è appassionata alla vita di Natuzza diversi anni fa, e ne ha scritto più volte in varie riviste; il libro, inoltre, contiene una rappresentazione teatrale di Maricla Boggio (Maria dell’Angelo), portata in scena a Regina Bianchi con la regia di Ugo Gregoretti.

L’evento miracolistico di Natuzza Evolo di Paravati, piccolo paese del vibonese, è molto famoso in Calabria e non solo. È stata donna di umili origini, analfabeta, oggetto di attenzione per la sua fede profonda, che fin dal 1939 parlava con Dio e la Madonna, vedeva e colloquiava con il suo Angelo Custode, aveva fama di mediatrice per alleviare le sofferenze dei malati e dei più deboli. Era custode, soprattutto, di particolari fenomeni scritti con il sangue sulla sua pelle come fosse carta, del tutto inspiegabili: nel tempo della Quaresima, con impresse stimmate sul volto, sulle mani, al costato, con sudorazioni frequenti di sangue, esperienze dalla Passione di Cristo, vissuta sul proprio corpo dopo intense meditazioni culminanti il Venerdì Santo, capace di colloqui con i defunti spesso su richiesta dei fedeli accorsi in grandissimo numero e che lei riceveva  tutti i giorni.

Si è parlato di bilocazione e di altre manifestazioni mistiche straordinarie. Nel 1984, dopo lunghissimi anni vissuti con modestia come popolana incolta, moglie e madre normale di cinque figli, ma ispirata da una forza misteriosa, fonda  l’Associazione Cuore Immacolato di Maria suffragio delle anime, poi divenuta Fondazione, che s’impegna a realizzare sul territorio, in prosieguo, una struttura, quale forma concreta di assistenza per i malati ed i bisognosi di cure.

La storia della Mistica, per quanto incredibile possa apparire, è suffragata da testimonianze dirette nel corso degli anni non solo da semplici persone credulone, ma da medici, psichiatri e studiosi laici, come Lombardi Satriani, che hanno testimoniato il suo carisma e lo hanno pure rappresentato televisivamente Nell’estate del 1984 una troupe di Raitre organizzò un film, nell’ambito della trasmissione Delta, proiettato in anteprima all’Università della Calabria e successivamente in altre strutture universitarie e culturali da cui sono scaturiti innumerevoli dibattiti, tutti documentati nel libro.

Il linguaggio di Natuzza, assolutamente popolare e semplice, era dettato da un grande amore per il prossimo e per i sofferenti. Non si è mai montata la testa, né ha speculato sui suoi “poteri” per arricchirsi e trarre vantaggio: ha solo aiutato, sempre, chi le si rivolgeva e l’ha fatto con molta pietà ed umiltà per pura dedizione umana ,volendo combattere il dolore.

Il sociologo Lombarrdi Satriani  si è occupato di lei perché ne aveva sentito parlare fin da quando era ragazzo, in quanto originario di San Costantino di Briatico, a pochi chilometri da Paravati e poi ha voluto sperimentare il “fenomeno Natuzza” non solo attraverso il consenso di migliaia di persone a lei devote, ma con gli strumenti della sua conoscenza scientifica, ha verificato direttamente la emografia (gli scritti con il sangue delle sudorazioni), le stimmate, il parlare con i morti, la trasmissione del pensiero, la trance, e tutti gli altri fenomeni paranormali. Alla fine, ha concluso che non si possono spiegare a livello razionale, anche se si comprendono, a livello territoriale, come vincoli che uniscono strettamente vita e morte e che trovano nel sangue il mezzo per esplicitarsi come nelle culture precristiane il tramite per far colloquiare le comunità nella compresenza dell’oltretomba. A lui non importa fare il testimone della verità cristiana, ma assicurare che il fenomeno è in buona fede, mirato a far del bene, alleviare i mali del corpo attraverso l’elevazione dello spirito e comunicare il linguaggio universale dell’amore.

Specificare quanto in questi fenomeni sia frutto di suggestione psicologica, o di modificazione della natura non è dato sapere scientificamente, ma non tutto è scienza. Esso rappresenta un caso particolare di partecipazione non solo alla comunità calabrese, di cui  ha i tratti salienti comportamentali, ma di tutta la collettività umana di cui vuole attenuare il dolore.

Gaetanina Sicari Ruffo

(www.excursus.org, anno XI, n. 91, marzo-aprile 2019)