Checco Zalone: spot per la ricerca sull’atrofia muscolare

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Esilarante, commovente e politicamente scorretto. Ma soprattutto geniale: Checco Zalone è riuscito a strappare una risata anche su un tema delicatissimo come quello delle malattie rare, attraverso uno spot realizzato per promuovere la ricerca sull’atrofia muscolare spinale.

Si tratta di una raccolta fondi a cura di “Famiglie SMA”, l’associazione dei genitori di bambini e adulti affetti da questa terribile malattia, che provoca la paralisi di alcuni muscoli (nei casi più gravi, i malati hanno anche grosse difficoltà a deglutire).

Nello sketch, Zalone – che ha recitato a titolo gratuito – racconta che ha cominciato a sostenere la ricerca quando, nel palazzo in cui abita, è arrivato un bambino, Mirco, affetto da SMA, il quale si muove attraverso una carrozzina motorizzata. Alcune abitudini di Mirco, all’inizio, lo infastidiscono, ma alla fine emerge il cuore del personaggio che decide di donare proprio per consentire a Mirco, e a tutte le persone colpite dalla stessa malattia, di avere un futuro migliore.

La campagna a cura di “Famiglia SMA” ha preso avvio oggi, domenica 25 settembre, e durerà fino all’8 ottobre: si può donare mandando un sms al numero 45599.  L’1 e il 2 ottobre, inoltre, i volontari saranno in tutte le piazze italiane con il nuovo gadget, la Scatola dei Sogni.

«L’obiettivo principale della campagna di raccolta fondi – si legge nel sito ufficiale – è di permettere la distribuzione del primo farmaco salvavita per i pazienti con uno stadio più avanzato di atrofia muscolare spinale: sono circa 200 persone in Italia, soprattutto neonati e bambini». Il farmaco non cura la malattia (che ha origine genetica), ma consente di prolungare la vita dei malati.

«Si tratta del primo farmaco disponibile, e quindi di un momento di svolta nella storia della SMA, poiché una delle sperimentazioni tra quelle in corso ha avuto un esito positivo tale da spingere la casa farmaceutica [Biogen, ndr] a distribuire quanto prima possibile e gratuitamente il farmaco nei casi più gravi». Per assumerlo è necessario il ricovero e lo scopo ultimo dell’associazione è raccogliere una somma di denaro tale da consentire di iniziare il più presto possibile le somministrazioni.

La redazione

(www.excursus.org, anno VIII, n. 75, settembre 2016)