|
INTERVISTA A RAFFAELE LINDIA
Com’è nata l’idea di un Salone del Libro in una città come Messina,
spesso tacciata di appiattimento culturale?
Proprio per
combattere questo “appiattimento”. Messina, come
ogni città, necessita di continui eventi culturali
per la sua crescita. Per far diventare i bambini
giovani ed i giovani adulti. Sempre, senza sosta. A
Messina siamo indietro. Ma la città ne ha bisogno.
Ha fame, e la Notte della Cultura lo ha dimostrato.
Reggio Calabria è a soli tre chilometri di acqua ed
è avanti di dieci anni rispetto a noi in fatto di
manifestazioni culturali. Perché? Per una coscienza
diversa sulla cultura e, conseguentemente, sugli
investimenti fatti nell’ultimo decennio in questo
settore. Messina ancora non ha maturato questa
attenzione e questa sensibilità.
Avete trovato subito il sostegno delle istituzioni cittadine?
Non immediatamente,
ma il sindaco Giuseppe Buzzanca si è mostrato
entusiasta quando sono riuscito a descrivergli il
progetto e ci ha aiutati. Poco, ma almeno lui tra
tutti lo ha fatto. Cosa che non hanno fatto molti
altri politici o rappresentanti delle istituzioni
provinciali, regionali o nazionali. Anche il rettore
è stato molto sensibile. E con lui il prorettore.
Sono stati tre giorni molto intensi, con diverse presentazioni di libri e
ospiti importanti quali Pino Aprile, Nicola Gratteri
e Melo Freni. Abbiamo anche notato un’ampia
partecipazione della gente. Un bilancio quindi
positivo?
Senza dubbio. Più di
quello che ci aspettavamo. Magari il numero dei
visitatori, per quanto soddisfacente, poteva essere
maggiore, ma le condizioni climatiche ci hanno
purtroppo bruciato il venerdì e parte del sabato.
Mentre la domenica la partecipazione è stata davvero
positiva, soprattutto per quel che riguarda la
qualità dei visitatori. Questo dato è anche avallato
dalle vendite: non erano semplici visitatori ma
persone che hanno seguito le presentazioni e
acquistato libri. Molti. Infatti gran parte degli
espositori hanno abbondantemente recuperato il costo
della trasferta e della partecipazione.
Per lei sicuramente una grossa soddisfazione. Vuole raccontarci un
episodio o descriverci un momento in cui si è
particolarmente emozionato?
Mi sono emozionato
diverse volte. Diciamo ogni volta che qualcuno,
soprattutto estraneo, mi fermava tra gli stand per
farmi i complimenti per la manifestazione. Non c’è
però un singolo episodio, forse perché essendo una
mia creatura ho vissuto ogni istante con grande
emozione. Ma posso dire che quello che è rimasto
dopo: l’intensità dei rapporti nati e consolidati
durante l’organizzazione dell’evento con persone
come Franz Riccobono, Rosa Gazzara, Saverio Di Bella
ed altri. Anche se c’è l’amarezza di quello che ho
letto su molti giornali, con critiche nate da dati
infondati o giudizi sommari. Critiche su mancanze
non fatte, ma ricevute, come l’assenza delle scuole.
Noi le abbiamo invitate tutte, in ogni modo e con
insistenza. Poi ho letto su molti giornali on line
che non abbiamo curato bene questo aspetto. È brutto
non poter ribattere. Ci sono giornalisti che pensano
che la critica senza l’approfondimento dei fatti sia
cronaca. Facile quando non si può replicare.
Il successo del Salone dimostra che, in realtà, sul piano culturale
Messina c’è: ha solo bisogno di essere stimolata.
Alcuni editori presenti ci hanno infatti detto di
aver notato molta “fame di sapere”. Non crede?
Messina deve solo
volersi più bene. Cosa vuol dire “stimolare
Messina”? La città è fatta di persone. Stimolarla
vuol dire partecipare. Essere attivi. Assecondare
chi fa le cose. Se non impariamo a volerci bene e a
desiderare questo non cresceremo mai. Siamo troppo
bravi a distruggere. Tutto il mondo è paese, si
dice, ma conosco luoghi che hanno cittadini che
amano la propria città. Soprattutto amano i propri
figli e costruiscono un futuro culturale per loro e
per le generazione future.
Già in
cantiere la seconda edizione?
Certamente.
Innanzitutto provvederemo alla correzione degli
errori organizzativi, cosa normale in una prima
edizione. Poi avremo molti più ospiti, più editori e
più eventi. E, questo è ciò che mi fa maggiormente
piacere, più amici saranno coinvolti
nell’organizzazione. Accoglieremo tutti, stando
attenti però alla reale concretezza delle
collaborazioni.
Luigi Grisolia
(©
2011 Luigi Grisolia - Excursus - Speciale Salone
Libro Messina) |