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Giorgio Napolitano: garante dell'unità
nazionale e della nostra Costituzione
di Gaetanina Sicari
Ruffo
Il Presidente si distingue dall’alveo
rissoso
della nostra politica: è su un
altro pianeta
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Cosa spinge la
maggioranza della popolazione italiana a collocare
al primo posto del gradimento in politica l'attuale
Presidente della Repubblica Italiana?
Sicuramente non solo
il suo ruolo di fedele interprete delle linee
fondamentali della Costituzione, come si è
riscontrato altre volte, ma anche il suo saggio
equilibrio e la sua compostezza. Non se ne può più
della politica urlata nelle sedi istituzionali,
nelle piazze, nelle televisioni. È come aver
introiettato un caravanserraglio in cui chi grida di
più pretende di soppiantare l'altro lasciandolo in
silenzio. Al dialogo civile è subentrata la rissa
che non risparmia colpi a sorpresa contro ogni
ragionevolezza.
Il Presidente
Napolitano incarna l’antica tradizione nazionale
unitaria e non solo perché non fa mistero di credere
nei valori che la richiamano, ma anche per il modo
con cui si atteggia a moderatore delle parti in
contesa, ascoltandole e incoraggiandole ad abbassare
i toni e ad intendere i veri problemi della gente.
«Viaggiamo su
pianeti diversi»
Recentemente,
durante un’udienza concessa alla stampa estera al
Quirinale, alla domanda posta da alcuni
rappresentanti di cosa significhi la sua popolarità
oltre il 90 per cento, anziché gloriarsene come
fanno i vanesi, si è schermito affermando che non ci
devono essere per questo motivi che facciano
ingelosire i politici «perché – ha aggiunto
– viaggiamo su pianeti diversi». Dice
proprio ingelosire, adoperando un
vocabolo della tematica amorosa che farebbe
presupporre un rivale in amore. Ma l’amore è per
l’Italia e la sua gente che va ben oltre la
dimensione politica e la differenziazione in caste.
Una gente di cui Alessandro Manzoni aveva cantato «una
d’armi, di lingua, d’altare, di memorie, di sangue,
di cor». Altri tempi! Ma le sue leggi
vanno rispettate contro lo spettro dell’anarchia,
dello strapotere di parti che vorrebbero annientare
la vivibilità pacifica e l’intesa civile.
Difensore della
Costituzione
Nell’articolo 87
della Carta infatti si precisa che il Presidente
della Repubblica rappresenta l’unità nazionale.
Questa sua prerogativa è nota ovviamente da quando
si è costituito lo Stato Italiano, ma una cosa è la
formula che potrebbe suonare fin troppo
convenzionale ed abusata, un’altra la sua autentica
incarnazione come accade oggi sulla base di profonda
convinzione e schietta sincerità. Sarà perché nel
passato mai come oggi è stato così marcato il
divario tra Stato ed anti-Stato, o per via dei forti
incitamenti che egli rivolge ai cittadini, fatto è
che la sua funzione presidenziale è fortemente
carismatica. Al Presidente si chiede di dirimere le
questioni di accesa belligeranza politica, di
difendere la Costituzione che si avverte in
pericolo, di equilibrare i conflitti di interesse e
di allontanare il preteso contrasto tra i poteri
dello Stato. Napolitano sempre più spesso si appella
al suo ruolo di intermediatore e spende la sua opera
illuminata per il bene della collettività, ma vi
aggiunge una componente in più, la sua sensibilità
di uomo e di esperto conoscitore delle regole.
Una grande figura
di garanzia
Egli ha impersonato
in quest'anno dell’anniversario dei 150 anni
dell’Unità il vero sentimento della nazione. Sempre
presente e partecipe alle cerimonie celebrative,
l’abbiamo visto più volte commosso per i trascorsi
eroici come un primo cittadino memore e degno di
plauso. Adduce, a motivazione di questo suo impegno,
la necessità di affrontare «molte zone di
reticenza e di scetticismo» costituitesi da
alcuni anni sulla questione unitaria, perché c'è chi
rema contro, convinto che quest’ultima sia ormai
superata e dannosa. Non ci sembra però che in Europa
si discuta dell’unità delle altre nazioni
saldamente costituite, come Francia e Gran Bretagna,
oltre i limiti di una rivendicazione di autonomia
sul piano regionale in alcuni casi. In Italia i
concetti di nazionalismo e federalismo non sono ben
chiari e generalmente si intende che l’uno non possa
coesistere con l’altro, mentre secondo la Carta
costituzionale entrambi hanno ragione di convivere
con il rispetto di alcune linee programmatiche.
Per ritornare al
primo assunto l’attuale Presidente ha in sé una
forza morale degna di un Mazzini redivivo, il che,
in un momento di crisi conclamata, non è poco. Fa
infatti da argine ai marasmi fluttuanti della
cattiva politica in agguato che vorrebbe sminuire il
riconoscimento spontaneo che la gente riconoscente
gli tributa.
La sua espressione «Viaggiamo
su pianeti diversi» serve proprio a
questo, a tranquillizzare i malpensanti e
incoraggiare i sostenitori. La sua linea non è
relativa ad un accaparramento di potere
supplementare, ma indirizzata solo ad evitare lo
scontro tra contendenti forti, subdoli e manifesti,
stigmatizzando contemporaneamente che nessuna
ideologia o corrente, falsamente attribuitagli,
potrà mai farlo deviare dall’onestà del sentire e
dalla volontà di volere il bene della collettività.
«Siamo un Paese
complicato, sia dal punto di vista
istituzionale che politico», ha concluso
congedando i presenti. E su questo nessuno può
dargli torto.
Gaetanina Sicari
Ruffo
(www.excursus.org,
anno III, n. 24, luglio 2011)
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