Anno III             n. 25                   Agosto 2011

  Alcuni libri sono immeritatamente dimenticati; nessuno è ricordato immeritatamente (Wystan Hugh Auden)                                                  Direttore responsabile: Luigi Grisolia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il punto

 

 

 

Il linguaggio giornalistico: tecniche

e norme per una corretta notizia

di Luigi Grisolia

Dal titolo alla struttura, dal giornale alla Tv,

una puntuale analisi in un saggio Discovery

 

 

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Una puntuale analisi, partendo dal presupposto imprescindibile che «non può esistere né mai esisterà un solo “linguaggio giornalistico” in quanto la varietà di “contenitori”, nei quali viene ad essere quotidianamente impiegato, trasforma non soltanto il contenuto ma anche la forma stessa attraverso la quale viene veicolato al grande pubblico» (p. 5), è quella offerta dalla giornalista Damiana Spadaro nel suo ebook Il linguaggio giornalistico e le sue forme. Dal quotidiano alla televisione ad internet (Discovery Edition, pp. 136, €  16,00, disponibile anche in formato cartaceo).

 

Modelli e tecniche di scrittura degli articoli vengono letteralmente “sviscerati” nel primo capitolo: non soltanto le classiche cinque W di derivazione americana, ma anche le regole per la realizzazione di titolazioni, lead, focus, struttura ed impaginazione. Tutta una serie di norme che il buon giornalista è tenuto a seguire, ma senza dimenticare che le varie scelte discenderanno dalle intenzioni e dall’interpretazione che lo stesso giornalista darà al fatto che vuole raccontare, che vuole quindi trasformare in notizia.

 

Naturalmente, non manca una sezione dedicata al linguaggio, ponendo in primo piano le caratteristiche che distinguono la notizia dalla storia: maggiore energia creativa, maggiore spazio alle opinioni del giornalista, la ricerca di un difficile equilibrio tra informazione ed intrattenimento, una godibile lettura. Dalla tecnica della scrittura soggettiva deriva la personalizzazione della notizia, basata su due differenti tipologie di punti di vista interni (i protagonisti e i testimoni) e di cui maestri sono stati giornalisti del calibro di Oriana Fallaci ed Indro Montanelli. Le peculiarità che deve avere il linguaggio – chiarezza, estrema concisione e densità informativa – dipendono ovviamente anche dalla correttezza grammaticale e sintattica e dalla corretta gestione delle fonti. La Spadaro non si sottrae a trattare i due aspetti, e in particolare per quanto concerne il primo offre delle utilissime dritte in relazione all’uso di maiuscole e minuscole, accenti, apostrofi, avverbi, sigle, verbi e così via.

 

L’ultima parte del capitolo è dedicata alle tecniche riguardanti la realizzazione di un’intervista e un’analisi delle quattro tipologie fondamentali di notizie (politica, economica, culturale e scientifica).

 

L’autrice si dedica poi a descrivere le norme per la redazione di un servizio o di una notizia per un telegiornale, premettendo però alla trattazione una sorta di breve e giustamente polemico capitolo introduttivo, intitolato Le derive del giornalismo che gira intorno alle negatività provocate dalla “spettacolarizzazione” della notizia. Scrive infatti la Spadaro: «La notizia che vuole fare scalpore non mira ad informare il lettore, bensì tenta di confonderlo, di manipolarlo, di indurre in lui un’idea o un pregiudizio contro qualcosa o qualcuno» (p. 90): titoli fortemente emotivi ed esagerati, un lead fortemente polemico, una scrittura soggettiva dal lessico retorico e ridondante, una punteggiatura piena di punti esclamativi ed interrogativi sono elementi caratterizzanti di una tecnica che finisce per trasformare la notizia (o presunta tale) in non-notizia, secondo un modello che ricalca quello dello scoop sensazionalistico.

 

È molto importante, sottolinea la Spadaro, tenere bene a mente la differenza, quando si lavora all’interno della redazione di un telegiornale, tra notizia e servizio. La prima consiste nella «presentazione di un fatto condensato in 10 o 15 righe e presentato senza immagini» mentre il secondo nella «presentazione di un fatto condensato in 30 o 40 righe e presentato con l’ausilio di immagini» (pp. 96 e 98). È chiaro che l’elemento fondamentale di diversità è dato dalle immagini, che, laddove presenti, pongono il problema del raccordo tra testo e immagini, la cui soluzione passa per il rispetto dei ruoli e della deontologia. Nella realizzazione di una notizia o di un servizio, inoltre, bisogna anche tener presente se si sta lavorando per un Tg nazionale o per un Tg locale, soprattutto dal punto di vista del linguaggio da utilizzare.

 

Infine, l’autrice chiude il suo interessante libro con una serie di riflessioni sui rapporti tra internet e il giornalismo, concentrandosi, tra l’altro, sulle caratteristiche che distinguono il quotidiano on line da quello cartaceo: aggiornabilità, interattività, multimedialità, specializzazione, individualizzazione, facilità di ricerca, facilità di archivio e reperibilità.

 

Luigi Grisolia

 

(www.excursus.org, anno III, n. 25, agosto 2011)

 

 

 

 

 

 

 

Redazione:

Silvia Tropea (coordinatrice)

Alessia Abrami, Marta Altieri, Linda Basile, Silvia Caristi, Maria Ficarra, Annalice Furfari,

Marco Gatto, Serena Intelisano, Roberto La Fauci, Giuseppe Licandro, Carmine Zaccaro

 

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