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Una nuova rivista di impegno etico
e civile, per diffondere la cultura
di Luigi Grisolia
Un progetto
editoriale di ampio respiro,
basato, senza
retorica, sulla Costituzione
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l'Editoriale in PDF
Una qualsiasi azione
nasce da una ragione. Allora la domanda è: perché
una nuova rivista? Ma, soprattutto, qual è la
mission di questa nuova rivista? La prima
risposta è semplice, immediata: amore per la
cultura. Chi lavora in questa redazione, a
cominciare dallo scrivente, è animato da
un’inesauribile voglia di conoscenza e, specialmente,
senza alcuna presunzione, ma in relazione alle
competenze, sviluppate in anni di studio o lavoro,
di ciascun collaboratore e autore, dalla voglia di
diffondere conoscenza.
Scriveva Gramsci:
«La cultura [...] è organizzazione, disciplina del
proprio Io interiore; è presa di possesso della
propria personalità, e conquista di coscienza
superiore, per la quale si riesce a comprendere il
proprio valore storico, la propria funzione nella
vita, i propri diritti, i propri doveri». Ciò
significa che la cultura non è fine a se stessa, ma
è arricchimento dello spirito, del proprio essere,
evoluzione intellettuale e spirituale. E allora ben
venga un’altra rivista culturale! (e qui, lo
ammettiamo, pecchiamo di presunzione...).
Ci occuperemo, come
le nostre rubriche testimoniano fin dai loro nomi,
di Attualità, di Storia, di
Politica, di Letteratura e quant’altro
riterremo opportuno trattare e discutere. Il mezzo
principale saranno i libri: offriremo una panoramica
delle novità e dei volumi esistenti. Ma non solo:
articoli di riflessione e dibattito (tramite Il
punto), interviste, consigli, notizie sugli
avvenimenti culturali.
Excursus
sarà tutto questo: uno sguardo, piccolo, un
excursus appunto, su un certo argomento, su una
determinata tematica. Questo è il numero 0: molti
obiettivi, speriamo, saranno realizzati con il tempo
e la crescita.
Naturalmente ciò
avverrà sotto la guida di alcuni valori
irrinunciabili: quelli sanciti dai Principi
fondamentali e dalla Prima parte della
nostra Costituzione, quelli sui diritti e le
libertà fondamentali. Non si tratta di una frase
retorica. Vogliamo qui affermare, in un periodo
storico in cui troppe volte, direttamente o
indirettamente, spuntano volontà di disattenderla o,
peggio ancora, cambiarla, l’assoluta validità di
questo impianto, e come buoni cittadini – libertari,
egualitari e laici – di puntare l’attenzione su tale
validità. Cercheremo di farlo con i nostri articoli,
con le nostre idee, con Excursus. Un impegno
etico e civile, insomma, che ci sembra
imprescindibile per evitare che la nostra rivista
nasca e viva come un mero contenitore di parole,
senza un’anima.
Teniamo a precisare
subito, a scanso di equivoci, che non siamo di
quelli che predicano l’immobilismo legislativo.
Tutt’altro. Alla nostra società servono riforme,
riforme importanti, che dovrebbero essere condivise
e rappresentative (ahinoi, al momento non lo sono, a
causa della pochezza della nostra classe dirigente).
E anche una seria riforma costituzionale, che si
basi però sulla Costituzione stessa, e cioè
sui Principi fondamentali e sulla Prima
parte.
E, emblematicamente,
la rivista esordisce proprio quando, caso unico tra
gli Stati Occidentali, nella classifica sulla
libertà di stampa elaborata annualmente
dall’organizzazione indipendente statunitense
“Fredoom House”, l’Italia viene, vergognosamente,
declassata da Paese libero e Paese parzialmente
libero. Le motivazioni sono impietose: «la libertà
di parola è stata limitata da nuove leggi, dai
tribunali, dalle crescenti intimidazioni subite dai
giornalisti da parte della criminalità organizzata e
dei gruppi di estrema destra, e a causa
dell’eccessiva concentrazione della proprietà dei
media». E vengono citate le norme che favoriscono
l’attuale Presidente del Consiglio (in primis
la legge “Gasparri”) e i troppi procedimenti a
carico di giornalisti che, unica colpa, hanno il
coraggio di dire le cose come stanno. È confortante vedere
il Belpaese al 73esimo posto, a pari merito con
Tonga e meno libero di Benin, Sudafrica, Ghana,
Suriname. Ci sono, è vero, altri Paesi Occidentali
che non se la passano benissimo, ma intanto sono
considerati “totalmente liberi” e stanno sempre
meglio di noi (la Spagna è 49esima, la Francia
38esima, il Regno Unito 27esimo, gli Stati Uniti
24esimi, la Germania 18esima: al primo posto
l’Islanda, seguita da Finlandia. Norvegia, Danimarca
e Svezia). Mah!
Non ci sembra
ridondante e inutile, pertanto, a chiusura di questo
editoriale di presentazione di Excursus,
nell’augurare a tutti una buona lettura e
nell’invitarvi tutti, se ne avete voglia, a proporre
alla nostra redazione i vostri spunti di riflessione
(recensioni ecc., ma anche critiche e consigli),
riportare gli articoli dei Principi fondamentali,
da cui discendono tutti gli altri, della nostra
Carta fondamentale.
Ma, prima, un’ultima
importante nota personale: lo scrivente desidera
ringraziare fortemente Fulvio Mazza, noto
giornalista, saggista e storico calabrese, in quanto
senza la lunga esperienza lavorativa al suo fianco
come caporedattore e direttore editoriale delle
testate di cui Mazza stesso è direttore responsabile
(Bottega Scriptamanent e direfarescrivere)
questa rivista non sarebbe mai potuta nascere; un
pensiero va anche alle tante persone con cui ho
collaborato in questi anni nelle redazioni delle due
testate succitate, e in particolare Marco Gatto,
Annalisa Pontieri, Germana Luisi, Francesca Rinaldi,
Luciana Rossi, Carmine De Fazio, Maria Assunta De
Fazio, Mirko Altimari, Pino Licandro, Lara Esposito,
Ausilia Gulino, Silvia Tropea, Clementina Gatto. E
tutti gli altri.
Luigi Grisolia
COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Art. 1
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul
lavoro.
La
sovranità appartiene al popolo, che la esercita
nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia
come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si
svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento
dei doveri inderogabili di solidarietà politica,
economica e sociale.
Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono
eguali davanti alla legge, senza distinzione di
sesso, di razza, di lingua, di religione, di
opinioni politiche, di condizioni personali e
sociali.
È
compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di
ordine economico e sociale, che, limitando di fatto
la libertà e l’uguaglianza dei cittadini,
impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
all’organizzazione politica, economica e sociale del
Paese.
Art. 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e
promuove le condizioni che rendano effettivo questo
diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le
proprie possibilità e la propria scelta, un’attività
o una funzione che concorra al progresso materiale o
spirituale della società.
Art. 5
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie
locali; attua nei servizi che dipendono dallo Sato
il più ampio decentramento amministrativo; adegua i
principi ed i metodi della sua legislazione alle
esigenze dell’autonomia e del decentramento.
Art. 6
La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.
Art. 7
Lo
Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel
proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I
loro rapporti sono regolati dai Patti lateranensi.
Le modificazione dei Patti accettate dalla due parti
non richiedono procedimento di revisione
costituzionale.
Art. 8
Tutte le confessioni religiose sono egualmente
libere davanti alla legge.
Le
confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno
diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in
quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico
italiano.
I
loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge
sulla base di intese con le relative rappresentanze.
Art. 9
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica
e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e
artistico della Nazione.
Art. 10
L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle
norme di diritto internazionale generalmente
riconosciute.
La
condizione giuridica dello straniero è regolata
dalla legge in conformità delle norme e dei trattati
internazionali.
Lo
straniero, al quale sia impedito nel suo paese
l’effettivo esercizio delle libertà democratiche
garantite dalla Costituzione italiana, ha il diritto
d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le
condizioni stabilite dalla legge.
Non
è ammessa l’estradizione dello straniero per reati
politici.
Art. 11
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa
della libertà degli altri popoli e come mezzo di
risoluzione delle controversie internazionali;
consente, in condizioni di parità con gli altri
Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad
un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia
fra le Nazioni; promuove e favorisce le
organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
Art. 12
La
bandiera della Repubblica italiana è il tricolore
italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande
verticali di eguali dimensioni.
[...]
(www.excursus.org,
anno I, n. 0, luglio 2009)
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