Anno I             n. 0                    Luglio 2009

  La lettura di tutti i buoni libri è come una conversazione con gli uomini migliori dei secoli andati (Cartesio)                                                  Direttore responsabile: Luigi Grisolia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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ARCHIVIO - Il punto

 

 

 

Una nuova rivista di impegno etico

e civile, per diffondere la cultura

 

di Luigi Grisolia

 

Un progetto editoriale di ampio respiro,

basato, senza retorica, sulla Costituzione

 

 

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Una qualsiasi azione nasce da una ragione. Allora la domanda è: perché una nuova rivista? Ma, soprattutto, qual è la mission di questa nuova rivista? La prima risposta è semplice, immediata: amore per la cultura. Chi lavora in questa redazione, a cominciare dallo scrivente, è animato da un’inesauribile voglia di conoscenza e, specialmente, senza alcuna presunzione, ma in relazione alle competenze, sviluppate in anni di studio o lavoro, di ciascun collaboratore e autore, dalla voglia di diffondere conoscenza.

Scriveva Gramsci: «La cultura [...] è organizzazione, disciplina del proprio Io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri». Ciò significa che la cultura non è fine a se stessa, ma è arricchimento dello spirito, del proprio essere, evoluzione intellettuale e spirituale. E allora ben venga un’altra rivista culturale! (e qui, lo ammettiamo, pecchiamo di presunzione...).

Ci occuperemo, come le nostre rubriche testimoniano fin dai loro nomi, di Attualità, di Storia, di Politica, di Letteratura e quant’altro riterremo opportuno trattare e discutere. Il mezzo principale saranno i libri: offriremo una panoramica delle novità e dei volumi esistenti. Ma non solo: articoli di riflessione e dibattito (tramite Il punto), interviste, consigli, notizie sugli avvenimenti culturali.

Excursus sarà tutto questo: uno sguardo, piccolo, un excursus appunto, su un certo argomento, su una determinata tematica. Questo è il numero 0: molti obiettivi, speriamo, saranno realizzati con il tempo e la crescita.

Naturalmente ciò avverrà sotto la guida di alcuni valori irrinunciabili: quelli sanciti dai Principi fondamentali e dalla Prima parte della nostra Costituzione, quelli sui diritti e le libertà fondamentali. Non si tratta di una frase retorica. Vogliamo qui affermare, in un periodo storico in cui troppe volte, direttamente o indirettamente, spuntano volontà di disattenderla o, peggio ancora, cambiarla, l’assoluta validità di questo impianto, e come buoni cittadini – libertari, egualitari e laici – di puntare l’attenzione su tale validità. Cercheremo di farlo con i nostri articoli, con le nostre idee, con Excursus. Un impegno etico e civile, insomma, che ci sembra imprescindibile per evitare che la nostra rivista nasca e viva come un mero contenitore di parole, senza un’anima.

Teniamo a precisare subito, a scanso di equivoci, che non siamo di quelli che predicano l’immobilismo legislativo. Tutt’altro. Alla nostra società servono riforme, riforme importanti, che dovrebbero essere condivise e rappresentative (ahinoi, al momento non lo sono, a causa della pochezza della nostra classe dirigente). E anche una seria riforma costituzionale, che si basi però sulla Costituzione stessa, e cioè sui Principi fondamentali e sulla Prima parte.

E, emblematicamente, la rivista esordisce proprio quando, caso unico tra gli Stati Occidentali, nella classifica sulla libertà di stampa elaborata annualmente dall’organizzazione indipendente statunitense “Fredoom House”, l’Italia viene, vergognosamente, declassata da Paese libero e Paese parzialmente libero. Le motivazioni sono impietose: «la libertà di parola è stata limitata da nuove leggi, dai tribunali, dalle crescenti intimidazioni subite dai giornalisti da parte della criminalità organizzata e dei gruppi di estrema destra, e a causa dell’eccessiva concentrazione della proprietà dei media». E vengono citate le norme che favoriscono l’attuale Presidente del Consiglio (in primis la legge “Gasparri”) e i troppi procedimenti a carico di giornalisti che, unica colpa, hanno il coraggio di dire le cose come stanno. È confortante vedere il Belpaese al 73esimo posto, a pari merito con Tonga e meno libero di Benin, Sudafrica, Ghana, Suriname. Ci sono, è vero, altri Paesi Occidentali che non se la passano benissimo, ma intanto sono considerati “totalmente liberi” e stanno sempre meglio di noi (la Spagna è 49esima, la Francia 38esima, il Regno Unito 27esimo, gli Stati Uniti 24esimi, la Germania 18esima: al primo posto l’Islanda, seguita da Finlandia. Norvegia, Danimarca e Svezia). Mah!

Non ci sembra ridondante e inutile, pertanto, a chiusura di questo editoriale di presentazione di Excursus, nell’augurare a tutti una buona lettura e nell’invitarvi tutti, se ne avete voglia, a proporre alla nostra redazione i vostri spunti di riflessione (recensioni ecc., ma anche critiche e consigli), riportare gli articoli dei Principi fondamentali, da cui discendono tutti gli altri, della nostra Carta fondamentale.

Ma, prima, un’ultima importante nota personale: lo scrivente desidera ringraziare fortemente Fulvio Mazza, noto giornalista, saggista e storico calabrese, in quanto senza la lunga esperienza lavorativa al suo fianco come caporedattore e direttore editoriale delle testate di cui Mazza stesso è direttore responsabile (Bottega Scriptamanent e direfarescrivere) questa rivista non sarebbe mai potuta nascere; un pensiero va anche alle tante persone con cui ho collaborato in questi anni nelle redazioni delle due testate succitate, e in particolare Marco Gatto, Annalisa Pontieri, Germana Luisi, Francesca Rinaldi, Luciana Rossi, Carmine De Fazio, Maria Assunta De Fazio, Mirko Altimari, Pino Licandro, Lara Esposito, Ausilia Gulino, Silvia Tropea, Clementina Gatto. E tutti gli altri.

Luigi Grisolia

 

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

 

 

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

 

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

 

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

 

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

 

Art. 5

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Sato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

 

Art. 6

La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

 

Art. 7

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.

I loro rapporti sono regolati dai Patti lateranensi. Le modificazione dei Patti accettate dalla due parti non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

 

Art. 8

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.

Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.

I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

 

Art. 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

 

Art. 10

L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute.

La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha il diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.

 

Art. 11

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa della libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

 

Art. 12

La bandiera della Repubblica italiana è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

 

[...]

 

(www.excursus.org, anno I, n. 0, luglio 2009)

 

 

 

 

 

 

 

Redazione:

Linda Basile, Maria Ficarra, Marco Gatto, Serena Intelisano, Giuseppe Martino, Antonella Rosanova

 

 

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Registrazione presso il Tribunale di Messina

n. 10 del 13 luglio 2009

 

 

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