Anno IV             n.30                    Gennaio 2012

Ogni poesia è misteriosa; nessuno sa interamente ciò che gli è stato concesso di scrivere (Jorge Luis Borges)                                                     Direttore responsabile: Luigi Grisolia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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        Poesia e Critica

 

Giorgio Scianna: locchio

 sulla generazione di oggi

di Pamela La Camera

Lanalisi dellesistenza: il sospetto

 e le zone dombra che nella realtà

 di ogni giorno dominano la vita.

 In due romanzi editi da Einaudi

 

  

 

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Giorgio Scianna è uno degli scrittori delle ultime generazioni che meglio espone, nei suoi libri, una visione illuminante della realtà contemporanea. I suoi romanzi, infatti, indagano prevalentemente il mondo di oggi, descrivendo personaggi che aiutano a interpretare i nostri tempi. Leggendo le sue opere si ha la sensazione che dietro la quotidianità, dietro i gesti rassicuranti che facciamo tutti i giorni, si nasconda qualcosa di inesplicabile, che necessita di un’attenta ed acuta analisi.

 

Il romanzo Fai di te la notte (Einaudi, 2007, pp. 204, € 14,50) è un intrigante racconto in cui domina il sospetto. La storia si svolge nell’ambiente universitario di Pavia: Clara, genetista al Policlinico, è sposata con Sergio, un abile e noto ortopedico, e ha due figli, Francesco e Tommaso, rispettivamente di dieci e cinque anni. A completare il quadro familiare c’è poi papà Giò, suocero di Clara, malato terminale legato, quasi in modo morboso, a sua nuora.

 

Il sospetto altera il clima di apparente normalità borghese della famiglia. Clara è diffidente nei riguardi del marito, che ha un insolito e sconvolgente comportamento: si chiude in una camera scura e compie strani riti. Si scoprirà così la discendenza di Sergio, per linea paterna, dai “marrani”, generazioni di ebrei falsamente convertiti al cristianesimo, che in modo occulto continuano a praticare le preghiere clandestine sin dalla fine del Quindicesimo secolo.

 

Ma proprio la narrazione della storia dei “marrani”, opportunamente ricostruita su fonti bibliografiche, non si concilia sempre con i personaggi del romanzo che sembrano, invece, quasi “sospesi” nel loro ruolo rispetto al contesto storico, fortemente drammatico. L’autore contrappone in modo molto marcato due diverse dimensioni: da una parte, la vita di provincia segnata da villette a schiera, piscine e barbecue; e dall’altra, la vicenda lugubre di roghi.

 

Il libro è scritto molto bene, con un linguaggio chiaro e scorrevole, la solitudine di Clara è ben raccontata, ma la trama, in certi passaggi, risulta un po’ forzata, probabilmente proprio a causa della suddetta contrapposizione. Il tema della sospensione e delle parole mancate, ovvero, troppo spesso, non dette, rendono il romanzo, nel suo complesso, incompleto, quasi come se lo scrittore volesse lasciare spazio all’immaginazione del lettore. Aspetto, quest’ultimo, che risulta evidente anche dallo stile, caratterizzato dall’uso continuo dei puntini di sospensione.

 

La tensione principale è resa mediante la narrazione della storia dentro la storia che racconta le allusioni letterarie mai rivelate, la rappresentazione dei sentimenti contrastanti in una stessa persona. Sotto questo punto di vista, Fai di te la notte è davvero un capolavoro.

                

Il tema della sospensione, dell’attesa, è presente anche nella più recente opera di Scianna Diciotto secondi prima dell’alba (Einaudi, 2010, pp. 210, 17,00), libro di ampio respiro nel quale si intrecciano molteplici elementi. È lo stesso autore che definisce il romanzo incentrato sulle parole non dette, che «pesano sia nel rapporto con gli altri ma anche in quello con se stessi»: si tratta di persone che «agiscono eticamente, ma che poi finiscono per farsi del male tra loro». L’incipit naïf inaugura un racconto che gradualmente diviene un vero e proprio romanzo di formazione. La trama coinvolge e rapisce il lettore con un vorticoso gioco di suspense, i personaggi sono chiari modelli di familiarità quotidiana, la scrittura è scorrevole, chiara e diretta.

 

Il protagonista, Edoardo Gregotti, è un trentenne che fa parte dei cosiddetti “giovani perbene”. Lavora in uno studio di avvocati (di cui il padre è socio), è fidanzato con Marta, ed è circondato da pochi, ma selezionati amici: una vita praticamente perfetta. Nella gabbia dorata che si è costruito intorno a sé fa il suo ingresso Ksenja, bellissima donna dell’Est, che alla sera si esibisce nei locali «stringendosi al violoncello come se volesse aggrapparsi». La donna travolge improvvisamente la sua vita e lo conduce in una zona senza controllo e niente gli sembra più normale che passare la notte con lei. Si tratta di una storia clandestina, casuale, che fa crollare le certezze di Edoardo. Ad un certo punto, un evento drammatico segnerà una svolta nella sua vita.

 

La suspense è la chiave di lettura dell’intero romanzo, intorno alla quale Scianna costruisce l’impianto narrativo. Lo stesso titolo, infatti, indica proprio un’interruzione: non è più notte, ma non è ancora giorno. L’esistenza di Edoardo è spaccata tra i due momenti della sua crescita: la vita da teenager che si prolunga ad oltranza, e la piena maturità che, invece, coincide con scelte professionali e sentimentali definitive. È una suspense creata mediante il filtro di accadimenti precisi e, contemporaneamente, di zone d’ombra: Ksenja esce di scena quando di lei si conosce troppo poco e quindi si vorrebbe ancora sapere di più. È una donna affascinante ed enigmatica, bellissima, una violoncellista in abito da sera. Grazie al suo aspetto riesce a catturare Edoardo che finisce per essere ossessionato dallo scoprire quale mistero si cela dietro la donna: ciò che l’autore realizza intorno a Ksneja è una sorta di mosaico, bisogna metterne in ordine tutti i pezzi per poter comprendere questo segreto. Ma in realtà il mistero più grande e quotidiano riguarda proprio la vita di Edoardo.

 

Diciotto secondi prima dell’alba, descrive una generazione di giovani che rischiano di ridurre la loro personalità di soggetti pensanti a quella di essere solo delle persone fisiche. In ciò il romanzo rivela una forte attualità, Scianna analizza i tempi moderni ma soprattutto, le generazioni di oggi, «giovani che prima o poi saranno costretti a crescere».

 

In questo interessante affresco di attualità, infine, si inserisce anche il dibattito sul precariato che, per l’autore, non è solo una drammatica realtà sociale, ma un vero e proprio “alibi” di questa generazione. Edoardo e i suoi amici, infatti, non sono precari perché la società o il reddito insufficiente gli impediscono di compiere delle scelte concrete e responsabili, ma perché il precariato è per loro un vero e proprio status esistenziale.

 

Scianna si conferma lo scrittore contemporaneo che guarda alle generazioni attuali con disincantato realismo. Egli spoglia la logica razionale dalle vane illusioni, nostalgico delle tradizioni e dei principi più reconditi, fornisce dei modelli di vita nei quali, spesso, la mancanza di coraggio e di progetti da realizzare regna sovrana.

 

Pamela La Camera

 

(www.excursus.org, anno IV, n. 30, gennaio 2012)

 

 

        

 

 

 

 

Redazione:

Silvia Tropea (coordinatrice)

Alessia Abrami, Marta Altieri, Silvia Caristi, Maria Ficarra, Annalice Furfari,

Marco Gatto, Maria Gerace, Serena Intelisano, Pamela La Camera, Roberto La Fauci,

Giuseppe Licandro, Marco Mazzi, Domenica Riggio, Carmine Zaccaro, Ivana Vaccaroni

 

 

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