Anno III            

n.23                     Giugno 2011

 La lettura fa l'uomo completo [...] e lo scrivere fa l'uomo esatto (Francesco Bacone)                                                   Direttore responsabile: Luigi Grisolia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

      HOME        CHI SIAMO         IN ARRIVO         COLLABORA          LINK AMICI          ARCHIVIO      

 

 

Letteratura

 

        

Sicilia crocevia di culture

 e cuore della convivenza

 di Serena Intelisano

Un affresco storico di fine ’400

tra amori, religione ed intrighi

in un romanzo della Pungitopo

 

 

 

   Leggi l'articolo in PDF

 

Il 1492 non è solo l'anno della scoperta dell'America, ma anche l'anno in cui prendono vita le vicissitudini dei personaggi de Il santo marrano (Pungitopo, pp. 128, €14,00), l'ultimo romanzo del giornalista Giuseppe Sicari. Ma chi è questo "santo marrano"? Altri non è che Sant’Angelo, il patrono della cittadina di Licata, luogo della narrazione.

 

Qui incontriamo il tenente Angelo Maniscalco, che rivolgendosi al lettore come se gli stesse innanzi, lo accompagna per tutta la narrazione raccontando i fatti che sconvolgono la tranquilla vita quotidiana del centro agrigentino. Abituato ad occuparsi di sparizioni di fichi dagli orti dei nobili, o di «voluminosi cilindri fecali» depositati davanti alla banca di don Matteo Marsala, il nostro Maniscalco ad un certo punto si troverà davanti ad uno sconvolgente caso di omicidio.

 

Infatti, la vittima, un uomo, verrà ritrovata infatti senza i genitali, e ciò sembrerebbe implicare un movente di carattere passionale... Ma quello che renderà ancora più intricato il ritrovamento di questo cadavere sarà la sua identità: all’inizio sembra che si tratti di un qualunque bazzariotu, un venditore ambulante, ma i progressi delle indagini porteranno il tenente a scoprire un’altra verità.

 

Nonostante tutta Licata si trovi in fermento per questo omicidio, lo sarà ancora di più con l'arrivo di un rappresentante della Santa Inquisizione, Padre Di Salvo, giunto per processare quanti sono accusati di apostasia, cioè di tradimento della fede cristiana.

Infatti sono tanti i marrani in paese, cioè gli ebrei che per interesse o per amore si sono convertiti al cristianesimo, e qualcuno, sotto sotto, continua a professare l'originaria confessione. È un arrivo che crea un gran trambusto, perché la numerosa comunità ebraica è ben integrata con il resto della popolazione, i cui più alti esponenti spesso si affidano alla bravura di medici ebrei anziché a quella dei colleghi cristiani, come vorrebbe il loro credo. Una convivenza pacifica insomma, degna della grande capacità dei siciliani di vivere da sempre insieme agli "altri", un melting pot che non ha fatto che arricchire la storia e la cultura regionale.

 

Questo "idillio" viene però interrotto dal decreto di espulsione voluto dall’inquisitore Torquemada (la Sicilia è dominio spagnolo) proprio nel 1492, che porterà a molteplici situazioni spiacevoli: gli ebrei saranno costretti ad abbandonare tutto, le ricchezze di una vita, gli oggetti cari, gli amori.

 

Dopo un'accurata ricerca Giuseppe Sicari riporta alla vita alcuni personaggi ricordati in documenti antichi e ne inventa altri che combaciano perfettamente con le caratteristiche dell'epoca. Quello che l'autore presenta è un vasto corollario del genere umano. Infatti,  oltre al già citato Maniscalco, troviamo: il colto medico Prospero Mussumeci, proprietario di un'antica statua agognata da molti; il ricchissimo Francesco Crispo, nuovo cristiano, i cui interessi abbracciano varie parti del mondo; la vedovella Manna che insegna ricamo; ed  una variopinta folla di personaggi minori divertenti e bizzarri, soldati, donne di malaffare, cerusici, macellai, fabbri e venditori ambulanti.

Con dovizia di particolari viene raccontata la storia di una parte di Sicilia, e l’autore lo fa curando anche il linguaggio del racconto, ricco e garbato, senza dimenticare la vena ironica che coinvolge il lettore. Ingegnoso l'uso della voce narrante che sembra colloquiare direttamente con chi legge, ponendo domande, e a volte evitando di dire "troppo", in modo da non togliere il gusto della scoperta.

 

Particolarmente ricca è la ricostruzione storica che, insieme alla pura invenzione, rende Il santo marrano una piacevole lettura, che regala diversi spunti di riflessione sul fatto che, nonostante passino i secoli, la Storia sembra non cambiare mai: il “diverso” è stato sempre considerato una minaccia da eliminare, purtroppo non solo metaforicamente.

 

Allo stesso tempo, però, il romanzo di Giuseppe Sicari ci ricorda anche come la convivenza e la multiculturalità siano una preziosa risorsa che arricchisce la storia di un popolo e aiuta la sua evoluzione. Ciò che impedisce alle persone di vivere insieme sono l'ignoranza e la paura, non le differenze.

 

Serena Intelisano


(www.excursus.org, anno III, n. 23, giugno 2011)

 

 

  

 

 

 

 

Redazione:

Silvia Tropea (coordinatrice)

Marta Altieri, Linda Basile, Massimiliano Borelli, Silvia Caristi, Maria Ficarra, Annalice Furfari,

Marco Gatto, Serena Intelisano, Roberto La Fauci, Giuseppe Licandro, Carmine Zaccaro

 

Se vuoi ricevere la newsletter di Excursus, manda un'email a newsletter@excursus.org


Sito ottimizzato per la visione con Internet Explorer

 

Registrazione presso il Tribunale di Messina

n. 10 del 13 luglio 2009

 

 

2009-2011 Excursus.org - Rivista di attualità e cultura

Eccetto dove specificatamente indicato, i contenuti di questo sito

sono rilasciati sotto licenza Creative Commons 3.0

Leggi l'AVVISO LEGALE

 

 

 

Progetto grafico: Luigi Grisolia