Anno II            

n.13                     Agosto 2010

 La lettura fa l'uomo completo [...] e lo scrivere fa l'uomo esatto (Francesco Bacone)                                                   Direttore responsabile: Luigi Grisolia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Letteratura

 

        

Quando la sete di potere

abbraccia forze occulte

 di Serena Intelisano

Un intenso thriller che ha come

 sfondo il mondo dell'esoterico

 in un romanzo edito da A.Car

 

 

 

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«Conosciamo davvero chi abbiamo accanto?». Questo è quanto recita la retrocopertina di Jodi (A.Car Edizioni, pp. 170,   12,00) dello scrittore romano Fabio Monteduro, al suo quarto romanzo. Il mistero che avvolge chi ci sta accanto, la doppia vita che un essere umano può condurre all'oscuro di chi lo circonda, sono al centro di questo intenso thriller, che si mescola all'horror cercando di creare un perfetto connubio tra i due generi, con un risultato carico di suspense e stupore.

 

Jodi è un thriller perché abbiamo una serie di strani omicidi, opera di un misterioso e sinistro serial killer, e polizia e magistratura a caccia del colpevole.

Jodi è un horror, sopratutto sul finale che non mancherà di stupire il lettore, perché ha come sfondo il mondo dell'occultismo, delle società segrete, i cui adepti quasi fanno un patto col diavolo per soddisfare la propria sete di potere.

L'autore, grazie al suo stile, che è stato definito “cinematografico”, ci regala una lettura scorrevole e che quasi ci permette di “vedere” la storia narrata, ideale per una trasposizione cinematografica.

 

Il romanzo è diviso in due diversi archi temporali. Il primo, col quale si apre la storia è il 2007, e qui subito Monteduro ci presenta la protagonista: Jodi. È una bella donna che ha tutto: un lavoro estremamente remunerativo, un marito che la ama, una comoda casa. Insomma conduce una “bella vita”. Ma tutto questo sta per cambiare per sempre. È davvero la donna che tutti credono che sia?

 

Il secondo arco temporale si riferisce al passato, ed inizia cinque anni prima. Qui Jodi sembra essere messa in secondo piano (ma è veramente così?) da altri protagonisti, su tutti il commissario Spada. Personaggio che fa subito simpatia, incarna la figura del poliziotto ideale (lontano dalle immagini che spesso la cronaca ci propone), serio, leale, onesto, che ama talmente il suo lavoro da incaponirsi su un'inchiesta difficile, osteggiato da “poteri forti”, e che non abbandonerà fino a quando non ne verrà a capo. Al suo fianco l'ispettore Vanni, di cui l'autore calcherà l'accento toscano. I due si troveranno per le mani una serie di strani e inquietanti omicidi, opera probabilmente di un serial killer, e tutti accomunati da un numero, l'11. Questo particolare farà convincere il commissario Spada che non si tratta dell'opera di un “semplice” pazzo, ma di uno spietato assassino che ha in mente un piano preciso, e che lo condurrà in un mondo oscuro: quello delle logge massoniche, delle società segrete, dell'occultismo.

 

Sorprendente la scelta di Monteduro per l'arma dei delitti perché inusuale, e molto interessanti sono i segreti della numerologia che stanno dietro gli omicidi. La numerologia, ovvero lo studio della possibile relazione mistica o esoterica tra i numeri e le caratteristiche o le azioni di oggetti fisici ed esseri viventi, ha da sempre incuriosito gli uomini. Che ci si creda o meno, sono affascinanti i segreti che ricoprono i numeri, spesso si dà tutto per scontato, si pensa che le cose che accadono siano semplici coincidenze, ma se dietro tutto ci fosse un altro significato?

 

Il romanzo si chiude, nell'ultimo capitolo, con un ritorno al presente. I misteri del passato riemergono all'improvviso, quasi per caso, facendo avvicinare tutti i protagonisti incontrati durante la lettura, i quali verranno condotti verso un finale “sorprendente”.

 

Leggendo Jodi è inevitabile non accorgersi di come Fabio Monteduro abbia strizzato l'occhio all'attualità nel suo racconto. In particolare, il lettore leggendo la descrizione dei delitti, compiuti all'Università di Roma, e quella dei primi sospettati, per associazione di idee sicuramente penserà ai tristi fatti di qualche anno fa che videro la tragica morte di una studentessa romana, Marta Russo.

Così come trattando l'argomento delle società o associazioni segrete ci si rende conto di come queste facciano da sempre parte della storia del nostro Paese, come ne stiamo avendo prova proprio nelle ultime settimane con lo scandalo della P3.

Una piacevole e scorrevole lettura quella di Jodi, che sa prendere gli amanti del giallo e non, riuscendo a coinvolgere i lettori incuriositi da questi misteriosi omicidi e a trasmettere  la voglia di venirne a capo insieme al commissario Spada.

Da tempo ormai l'Italia possiede abili scrittori “noir” che nulla hanno da invidiare ai cugini esteri, e certamente Fabio Monteduro rientra tra questi.

 

Serena Intelisano

 

(www.excursus.org, anno II, n. 13, agosto 2010)

 

 

  

 

 

 

 

Redazione:

Silvia Tropea (coordinatrice)

Linda Basile, Massimiliano Borelli, Silvia Caristi, Maria Ficarra, Annalice Furfari,

Marco Gatto, Serena Intelisano, Roberto La Fauci, Giuseppe Licandro

 

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