Anno III            

n.21                     Aprile 2011

 La lettura fa l'uomo completo [...] e lo scrivere fa l'uomo esatto (Francesco Bacone)                                                   Direttore responsabile: Luigi Grisolia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Letteratura

 

        

Se l'amore per il lavoro

 supera ogni ostacolo

 di Serena Intelisano

Un romanzo edito da Laruffa

 racconta la storia di una vita

 dedicata alla difesa della legge

 

 

 

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Una vita in prestito. Come D.I.A. Comanda (Laruffa Editore, pp. 170, € 10,00) del sostituto commissario Francesco Saverio Di Lorenzo è la storia della dedizione totale di un uomo al proprio lavoro, un lavoro che spesso sembra annullarti come individuo, che ti proibisce di avere una vita al di fuori di esso e ti fa essere “solo” un poliziotto, ma che nonostante tutto fa sentire la difesa della legalità come l’ideale più importante per cui bisogna battersi.

 

Il protagonista è un uomo del Sud che, pieno di speranza ed entusiasmo, è entrato nella Polizia di Stato, convinto di trovarsi nel luogo dove si difende il rispetto della legge e la sicurezza dei cittadini, ma a poco a poco si trova davanti un’altra realtà colma di amarezza e insoddisfazione per il disconoscimento dei suoi meriti professionali, per poi scoprire che va avanti chi ha le spalle “coperte”, per l’incomprensione dei suoi superiori.

 

In un clima così non è facile lavorare, né essere motivati, e la situazione peggiora quando si viene catapultati in un commissariato di periferia, in cui i poliziotti sono visti come nemici, qualcuno da ostacolare, soprannominati “guardie infami” o “servi dei padroni”.

«Epiteti duri da digerire, scritte offensive e denigranti [...] che colpivano l’intimo del singolo poliziotto, l’unico ad essere veramente sacrificato all’interno di un gioco viziato da pregiudizi e rappresentazioni della realtà il più delle volte strumentali».

 

Il non essere accettato, il non essere voluto da liberi cittadini è inconcepibile per il sostituto commissario Di Franco, che vede il suo ruolo come snaturarsi.

«Il mio ideale di Commissariato è quello dove ogni cittadino si rivolge con fiducia, certo di trovare asilo e assistenza. È la casa comune dove chiunque sa di ottenere le giuste risposte. Il luogo dove la certezza del diritto e l'imparzialità sono elementi essenziali, indissolubili, e univoci. Illusioni? È probabile».

Queste parole danno lidea della genuinità dei sentimenti che il protagonista prova nei confronti del suo lavoro, sebbene questo gli costi innumerevoli rinuncie nella vita privata.

 

Il romanzo di Di Lorenzo è una sorta di confessione dolorosa nei confronti di un mondo che credeva giusto, un mondo che invece pretende senza dare: il poliziotto in quanto rappresentante dello Stato deve offrire ampie garanzie di imparzialità, professionalità e saggezza 24 ore su 24, tuttavia il protagonista riscontra un «enorme divario tra quelli che sono i doveri di una categoria sulla quale si può fare sempre e comunque riferimento e i loro diritti sacrosanti».

E per un uomo che svolge un lavoro che richiede un sacrificio enorme, costretto a tornare   a casa notte fonda, distrutto e amareggiato per aver tolto troppo tempo agli affetti familiari,  il non vedere riconosciuti i propri meriti costituisce quasi un’umiliazione.

 

Ad un tratto però la vita dell’Ispettore Di Franco cambia, e lo fa dal momento in cui viene convocato nell’Ufficio del Prefetto che gli comunica che dal giorno successivo sarebbe stato trasferito alla Dia, la Direzione Investigativa Antimafia, una sorta di Fbi italiana.

Da questo momento in poi cambia l’umore dell'Ispettore Di Franco, l’amarezza, l’insoddisfazione si allontanano e il romanzo prende un nuovo ritmo, più dinamico e coinvolgente, inizia a far parte della vita del protagonista la soddisfazione: «Man mano che mi allontanavo dal Ministero sentivo sulla pelle una goduria irrefrenabile mista ad una soddisfazione incontenibile che non potevo riversare su nessuno. Avrei voluto girdare a squarciagola ciò che mi stava capitando».

 

Di Franco viene assegnato al neonato Ufficio Pentiti, e acquista impegni più gravosi e delicati, ma ha la fortuna di trovare un gruppo di lavoro in cui predominano l'armonia e la cordialità, e soprattutto ha come superiore un valente Ufficiale dell'Arma: Umberto Pinelli.

L’enormità dei nuovi incarichi consisterà anche in colloqui investigativi con mafiosi, 'ndranghetisti e camorristi con alle spalle pesanti delitti, in questi colloqui Di Franco dovrà sfoderare una capacità di persuasione che porterà a scontri con i criminali, ma anche a conversioni di quelli che si lasciano sedurre dal miraggio di una vita tranquilla.

 

Il confrontarsi con una diversa tipologia di criminale darà luogo a molte missioni segrete e sotto il più stretto anonimato. E proprio in una di queste missioni farà la sua comparsa Monia, un’ indomita ragazza sicula, donna di un mafioso, che darà del filo da torcere a tutta la squadra, e farà quasi invaghire l’uomo di legge.

Monia sarà l’esempio di come a volte non è facile essere completamente distaccati dal proprio ruolo, la tentazione è sempre in agguato, ma l’alto senso del dovere dell’Ispettore non verrà facilmente intaccato.

 

Una vita in prestito è lo sfogo di un uomo, ma anche il modo per dar voce a quanti ogni giorno si prodigano per la difesa della legalità e si annullano come persone per garantire la giustizia e la sicurezza dei cittadini. Queste persone fanno “semplicemente” il proprio dovere.

 

«Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell’esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere» (Giovanni Falcone).

 

Serena Intelisano

 

(www.excursus.org, anno III, n. 21, aprile 2011)

 

 

  

 

 

 

 

Redazione:

Silvia Tropea (coordinatrice)

Marta Altieri, Linda Basile, Massimiliano Borelli, Silvia Caristi, Maria Ficarra, Annalice Furfari,

Marco Gatto, Serena Intelisano, Roberto La Fauci, Giuseppe Licandro, Carmine Zaccaro

 

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