Anno III            

n.20                     Marzo 2011

 La lettura fa l'uomo completo [...] e lo scrivere fa l'uomo esatto (Francesco Bacone)                                                   Direttore responsabile: Luigi Grisolia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Letteratura

 

        

Adolescenza e bravate

 di una simpatica canaglia

 di Serena Intelisano

In un villaggio di pescatori

 le avventure e le esperienze

 di Gabriele. Da Pungitopo

 

 

 

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Divertente. Se dovessimo scegliere un aggettivo per descrivere Pace (Pungitopo, pp. 164, € 12,00), il primo romanzo del messinese Graziano Delorda, è proprio questo. Leggendo questo libro il lettore si farà non poche risate, così come certamente se le sarà fatte lo stesso autore durante la stesura del romanzo. Il titolo riprende il nome di una località della Riviera Nord di Messina, il Villaggio “Pace”. Qui si consumeranno le marachelle di Gabriele Germanà, il protagonista, assieme al gruppo di “simpatiche canaglie” (e un po' teppistelli...) dei suoi amici.

 

Gabriele ha sette anni quando i suoi genitori decidono di lasciare Roma per tornare nella loro terra d'origine andando ad abitare, appunto, al Villaggio “Pace”. Già deve essere strano trasferirsi dalla capitale a Messina, figuraratevi andare a vivere in una zona decentrata della città.  La famiglia Germanà, una famiglia medio-borghese, si troverà in un contesto diverso da quello abituale, immerso nelle case popolari, con persone più semplici, ma non per questo sarà difficile integrarsi. Il fatto poi che il padre del protagonista abbia scritto “Dott.” davanti al nome nella targhetta al portone di casa darà luogo a simpatici equivoci che porteranno il vicinato a chiedere consigli di salute al “Dottor Germanà”.

 

L'arrivo di Gabriele a Messina non è però privo di traumi, dopotutto la Città Eterna era l'unica realtà che conosceva bene, lì aveva i suoi amichetti, le sue abitudini; lui stesso afferma: «Roma... come suonava bene e rassicurante». Ricominciare da capo vuol dire farsi nuovi amici e... cambiare scuola! Questo luogo rappresenta quasi una sorte di iniziazione alla vita: nel Villaggio “Pace” vige la legge del più forte, bisogna sgomitare per farsi rispettare e per emergere. Tuttavia quello che subito colpisce il piccolo protagonista è la bellezza dello Stretto di Messina: «Anche il corridoio era inondato dalla luce del sole e, spettacolo nello spettacolo, il finestrone della sala da pranzo mostrava un sacco di mare azzurro, tantissimo e vicino». E a poco a poco Gabriele apprezzerà non solo il paesaggio, ma anche il vivere in un luogo quasi a parte della città, una piccola località a misura di bambino dove poter tranquillamente giocare per strada, avventurarsi nella vicina campagna e addirittura andare a scuola da solo!

 

Graziano Delorda ci presenta una piccola realtà facilmente riconoscibile in qualsiasi altro villaggio periferico di qualunque altra città del Sud. Chi non ha mai sentito chiamare con un particolare soprannome un vicino o il ragazzo del bar della zona? A “Pace” c'erano per esempio Dino “Opastotta”, “Unnimalupreistoricu”, Grazia “Menzabucca”, Petru “Settipanzi”, Melu “Fochitesta”. Lo stesso Gabriele era soprannominato “Pippo Franco” e “Nasipompa”, dopotutto «ognuno aveva le sue 'nciurie e se le portava con stile».

 

Durante gli anni di residenza a “Pace”, i mitici Ottanta, Gabriele, attratto dai compagni più irrequieti e volgari, si accompagnerà a delle vere e proprie canaglie, con cui ne combinerà di tutti i colori, e proprio loro saranno a svelargli uno dei grandi “misteri” della vita: come veniamo al mondo? Insieme a loro vivrà gli anni della pre-adolescenza in cui l'unico pensiero fisso per un ragazzino è il sesso. Il sesso sognato, immaginato, desiderato. Con i suoi “compari”,  Gabriele non si accontenterà solo di guardare i giornaletti per adulti, ma cercherà di rendere concreta quest'esperienza “da grandi”, e chissà come andrà a finire...

 

Pace è un romanzo pieno di trovate e di battute divertenti, la lingua mischia un po' il dialetto e un po' lo stile fumettistico (lo stesso Delorda, in una recente presentazione, ha confessato il suo debito verso i fumetti, in particolare Zagor): ed infatti il racconto è ricco di onomatopee, ma la struttura narrativa si presenta più complessa di come potrebbe sembrare in apparenza. Per esempio, una particolarità, voluta dall’autore, sta nel fatto che Pace si apre e si conclude con un sogno, un sogno fatto da Gabriele la prima notte passata nella sua nuova casa di “Pace” all'inizio del romanzo, e un sogno fatto dallo stesso protagonista, ormai tredicenne, la prima notte nella nuova abitazione di Messina, proprio nel finale. Questi due sogni sembrano indicare entrambi la fine di un'era e l'inizio di una nuova. Nel mezzo troviamo il simpatico racconto del passaggio dall'infanzia all'adolescenza di un ragazzino in cui tutti noi, chi più chi meno, può trovare dei punti di contatto con le proprie esperienze personali. Specialmente i trentenni si ricorderanno della musica di quegli anni, dei programmi tv, dei giochi e delle mode!

 

In conclusione, Graziano Delorda ci fa rivivere un periodo importante nell’esistenza di tuti noi, con le sue avventure, le prime scoperte, le prime amicizie, facendoci tuffare in un mondo di ricordi, ma senza mai far trapelare un pizzico di malinconia, perchè ogni età ha sempre qualcosa di nuovo e di eccitante: l'importante è viverle appieno.


Serena Intelisano

 

(www.excursus.org, anno III, n. 20, marzo 2011)

 

 

  

 

 

 

 

Redazione:

Silvia Tropea (coordinatrice)

Marta Altieri, Linda Basile, Massimiliano Borelli, Silvia Caristi, Maria Ficarra, Annalice Furfari,

Marco Gatto, Serena Intelisano, Roberto La Fauci, Giuseppe Licandro, Carmine Zaccaro

 

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