Anno IV            

n.30                     Gennaio 2012

 La lettura fa l'uomo completo [...] e lo scrivere fa l'uomo esatto (Francesco Bacone)                                                   Direttore responsabile: Luigi Grisolia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

      HOME        CHI SIAMO         IN ARRIVO         COLLABORA          LINK AMICI          ARCHIVIO      

 

 

Letteratura

 

        

Laccusa come pretesto  

 per la maturità interiore

 di Roberta Gugliandolo

In un noir targato Dario Flaccovio,   

 un uomo incolpato di assassinio

 cambierà interamente la sua vita

 

 

 

   Leggi l'articolo in PDF

 

Nella stanza di un albergo di basso rango, al centro di Roma, viene ritrovato il corpo senza vita di Clara. Clara era una donna bellissima con la quale il protagonista trascorreva brevi ore della sua esistenza, entro le piccole stanze di quello squallido hotel. L’uomo a una stella di Angelo Simone (Dario Flaccovio Editore, pp. 196, € 13,50) è una storia che presenta la vita di un comune uomo disorientata dalla fatalità.

 

Un destino che si mette contro la grigia quotidianità di un impiegato d’ufficio, il quale si ritrova coinvolto nel delitto della propria amante. Una serie di coincidenze faranno del protagonista il principale indiziato, costretto a divenire latitante e a lasciarsi alle spalle la sua vita precedente. Quella di un uomo soffocato dall’inerzia, incapace di separarsi dalla moglie, di cui non è più innamorato, e dare così una svolta alla sua esistenza.

 

Se da un lato quest’avvenimento sconvolgerà del tutto la vita di un “vinto” dei tempi moderni, dall’altro lo porterà a scoprire una realtà completamente nuova, fino ad allora invisibile. L’autore ci porta, attraverso un viaggio in discesa, tra gli strati sociali più bassi. In una sorta di ripresa del pensiero di Thomas Hardy, «L’amore conduce l’uomo alla sua rovina», il nostro uomo è costretto a diventare un barbone, travolto dalla nostalgia di un amore perduto. I cambiamenti portano sempre disgrazie, o è a causa di questi che si riscopre il coraggio di riconoscersi?

 

La Roma dei madonnari, dei clochard, delle ebbrezze notturne è descritta sotto la luce bohemien della vita di strada. Questo scenario si intreccia con un altro, forse superiore, forse più elegante, forse brillante, ma quanto l’apparenza può ingannare sotto le vesti della ricchezza? Quanto la bellezza di una donna può abbagliare a tal punto da non voler conoscere altro di lei? Così l’uomo a una stella è un naufrago in un mondo composto da, almeno, cinque stelle. In un gioco di circostanze dove il falso trova rifugio nei dettagli della quotidianità ed il vero sembra troppo sottile per potersi vedere, Angelo Simone crea la scena del suo giallo, dove la suspense cresce con il procedere delle righe.

         

Lo stile essenziale dell’autore nel descrivere le emozioni, le situazioni, i pensieri, produce un’accattivante curiosità verso i personaggi principali. Curiosità che viene solleticata durante tutta la lettura e che spinge a leggere il libro tutto d’un fiato. L’estrema freddezza con cui vengono esplicitati i pensieri dei personaggi, soprattutto quelli della donna uccisa, e la logica schiacciante con cui vengono ricostruite le azioni inseriscono il romanzo all’interno dei gialli che più caratterizzano la nostra contemporaneità.

           

Tramite l’espediente del ritrovamento del diario di Clara, il protagonista scopre nuove verità riguardo il loro rapporto. Ciò che non avrebbe mai creduto, o forse che non aveva il coraggio di credere, trova una chiara affermazione nelle pagine scritte da una donna, o meglio la sua donna. Questa scoperta porterà l’uomo, dapprima senza ambizioni, senza sogni, senza speranze di una vita migliore, a cercare di scoprire la verità, mosso da una ritrovata forza interiore. La grande metafora con cui viene descritto quest’uomo, a una stella appunto, tipica degli alberghi di basso rango, riserva invece una possibilità di riscatto per il protagonista poiché, come ha spiegato l’autore in un’intervista rilascia al settimanale siciliano Centonove, «proprio come questi alberghetti da nulla, a volte, riservano scorci inaspettati e poetici, così "L'uomo a una stella" possiede delle risorse sorprendenti anche per lui».

 

Nonostante durante la narrazione venga utilizzata la prima persona, si avverte un leggero distacco tra il protagonista e i fatti. Quest'ultimi, infatti, vengono passati in rassegna con estrema razionalità, d'immediata comprensione per il lettore. Frasi corte e periodi brevi invocano un'angosciante sensazione di pericolo dalla quale, però, è difficile distaccarsi a causa del ritmo incalzante della narrazione. Il nome del protagonista non viene mai specificato, e ciò contribuisce ad aumentare la sensazione di mistero; a questo si unisce l'inizio in medias res e la notizia del delitto riferita già nelle prime pagine.

 

Un'opera che affronta tematiche di forte attualità, collegate al dramma dell'emarginazione sociale: la lussuria senza freni, il condurre la propria vita in un'apatia totale, la rassegnazione ad un invincibile destino, la sopportazione di trascorrere lunghe e fredde notti all'aperto, perché la società ha deciso la tua fine da reietto. E, mentre le pagine scorrono, si focalizzano nella nostra mente immagini di questa realtà, talmente abitudinaria da diventare invisibile.

 

È questo il maggior punto di forza del libro, quello di far conoscere la quotidianità da un altro punto di vista, quello degli emarginati, degli esclusi, dei colpevoli. Ma si può, davvero, marchiarli con queste accezioni, oppure sono semplici nomi che la società attribuisce loro, e questi, a lungo andare, finiscono col credervi? Si diventa veramente colpevoli quando i pregiudizi altrui ti ritengono tale?

 

L'intreccio delle azioni si lega, dunque, con delle fasi d'introspezione dei personaggi, i quali vengono caratterizzati più dal punto di vista psicologico che fisico, una sorta di Ulisse di Joyce, anche se sotto l'aspetto criminale. Insomma, alla pluralità di tematiche emergenti dal libro si intreccia la concisione di uno stile asciutto, quasi schematico, mai banale.        E se attribuire stelle è un metodo di valutazione idoneo non solo per gli alberghi, come si evince dal titolo, il libro ne merita almeno cinque.

 

Roberta Gugliandolo

 

(www.excursus.org, anno IV, n. 30, gennaio 2012)

 

 

  

 

 

 

 

Redazione:

Silvia Tropea (coordinatrice)

Alessia Abrami, Marta Altieri, Silvia Caristi, Maria Ficarra, Annalice Furfari,

Marco Gatto, Maria Gerace, Serena Intelisano, Pamela La Camera, Roberto La Fauci,

Giuseppe Licandro, Marco Mazzi, Domenica Riggio, Carmine Zaccaro, Ivana Vaccaroni

 

 

Se vuoi ricevere la newsletter di Excursus, manda un'email a newsletter@excursus.org


Sito ottimizzato per la visione con Internet Explorer

 

Registrazione presso il Tribunale di Messina

n. 10 del 13 luglio 2009

 

 

2009-2012 Excursus.org - Rivista di attualità e cultura

Eccetto dove specificatamente indicato, i contenuti di questo sito

sono rilasciati sotto licenza Creative Commons 3.0

Leggi l'AVVISO LEGALE

 

 

 

Progetto grafico: Luigi Grisolia