Anno II            

n.15                     Ottobre 2010

 La lettura fa l'uomo completo [...] e lo scrivere fa l'uomo esatto (Francesco Bacone)                                                   Direttore responsabile: Luigi Grisolia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Letteratura

 

        

Una falsa perfezione

cela un orrendo segreto

 di Maria Ficarra

Un volume de I Libri di Emil

 affronta a tinte forti il mistero

 scabroso dell'esistenza di Elisa

 

 

 

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Elisa fa la traduttrice di testi letterari e, nel tempo libero, «l’autrice di libri di storia moderna», è una donna bellissima ma «non ama ostentare la propria bellezza, soprattutto quando gli uomini le puntano gli occhi addosso». Il mondo perfetto di Elisa (di Salvatore Scalisi, I Libri di Emil, pp. 146, € 14,00) rappresenta il suo guscio impenetrabile, un’isola nella quale vive accompagnata perennemente dalla sua fedele ombra, il maggiordomo nonché tuttofare Mario, sessantenne dall’aspetto tozzo, e dalla sua gatta Stilly. Ma l’unica perfezione che si può riscontrare è esclusivamente estetica e riguarda la villa dove abita, talmente perfetta che ne esiste un’altra identica, la sua gemella.

 

La vita di Elisa trascorre quasi solitaria, ad eccezione di due presenze costanti, sempre chiusa in casa e per sua stessa scelta: lei è, infatti, «follemente innamorata delle [mie] mura domestiche per pensare, anche se per pochi giorni, di abbandonarle». Le sue uniche uscite si limitano a prendere il sole in giardino, «fare una nuotata nelle acque della piscina e “volare” sull’altalena» perché lei, fondamentalmente, è rimasta ancora un po’ bambina. All’interno della casa si respira fin dall’inizio un’aria di mistero, di ambiguità, amplificata dal suo particolare rapporto con Mario: oltre a darsi reciprocamente del tu, hanno l’abitudine, quando capita, di cenare insieme, di invertire i ruoli e di intraprendere conversazioni che non rispecchiano i classici canoni delle loro posizioni. Inoltre manifestano una sorta di diffidenza verso il mondo esterno perché «sappiamo entrambi che è meglio così, non ci si può fidare di nessuno».

 

Parallelamente a questo incedere misterioso ma, al tempo stesso, affascinante, il destino vuole che Elisa conosca, in sedi separate, due persone: Lorenzo ed il suo cane Juri, e Monica col suo gatto, Disastro, che la segue come fosse un cagnolino. La passione per gli animali favorisce il loro incontro e questa nuova amicizia stravolge positivamente la sua esistenza finora condotta entro le mura domestiche. Man mano che il rapporto evolve, si scopre che Lorenzo è il costruttore della villa nella quale abita Elisa; Monica invece ha vissuto da piccola nella casa gemella. Sembra quasi più che una semplice coincidenza…

 

La presenza sempre più frequente di questi nuovi ospiti è sempre circondata dall’alone misterioso di Mario, che «per sua natura non mi lascia mai da sola, soprattutto a tarda ora, e in compagnia di sconosciuti»: o compare all’improvviso ad esaudire i desideri dei presenti come se li leggesse a distanza, o osserva i loro comportamenti dalla vetrata del salone, immobile. La sua figura è guardata con timore e sospetto, «di solito per lui non ci sono vie di mezzo, o lo si ama o lo si odia».

 

Il filo conduttore della storia è il passato, qualcosa che aleggia all’interno della casa e attraversa come una scossa elettrica tutti i personaggi. È il tema dominante nelle conversazioni tra Elisa ed il suo “innamorato” Lorenzo. Anche la relazione tra lei e Mario, a dispetto della loro impalpabile perfezione, sembra nascondere qualcosa («spesso sono stata tentata di dire la verità, la nostra verità»), andando a toccare un tasto dolente che si nasconde ancora dentro una stanza della casa, quella di Monica. Le vite di Monica e Lorenzo, separate a causa di “alcuni peccatucci”, stanno per ripercorrere di nuovo gli stessi binari, perché la morsa del passato è tornata a farsi sentire più forte che mai: «un senso di oppressione si insinua nell’uomo, come di chi, improvvisamente, si avvia a percorrere la strada che lo conduce all’inferno». Questi binari incontreranno però la resistenza di Elisa.

 

L’apparenza, solitamente, inganna. In questo caso è difficile distinguerne i confini: i rapporti interpersonali sono combinati in modo da confondere sulla loro reale natura. È soltanto lo shock finale che apre la mente all’unica realtà possibile ed immaginabile.

 

«Sai di chi sono la bambina io?

Non ho idea.

Di Mario. Sono la bambina di Mario, il mio collaboratore domestico. La sua bambina».

 

Maria Ficarra


(www.excursus.org, anno II, n. 15, ottobre 2010)

 

  

 

 

 

 

Redazione:

Silvia Tropea (coordinatrice)

Linda Basile, Massimiliano Borelli, Silvia Caristi, Maria Ficarra, Annalice Furfari,

Marco Gatto, Serena Intelisano, Roberto La Fauci, Giuseppe Licandro

 

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