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Delitto e castigo
al Vaticano: sembrerebbe il titolo di apertura del
quotidiano dell’ultima ora, invece è la trama
dell’opera dell’italianissimo Carlo Santi, Il
Quinto Vangelo (Ciesse Edizioni, pp. 480, €
21,00), un thriller mozzafiato che si snoda tra le
mura della città più famosa e più visitata al mondo.
Il Vaticano inteso come «una monarchia assoluta,
uno stato privo di democrazia in quanto non
concedeva e non professava la libertà di religione»,
con leggi interne e disposizioni gerarchiche, la cui
grandezza dipende, oltre che dalla quantità di
pellegrini provenienti da tutto il mondo, dai tesori
contenuti negli archivi.
L’atmosfera
idilliaca di pace e di laboriosità che si respira al
suo interno viene interrotta dall’assassinio del
Vice Prefetto della Biblioteca Vaticana; non è tanto
la sua morte a portare scompiglio nei corridoi della
residenza papale, ma la posizione fetale del povero
Monsignor Paolini al ritrovamento del cadavere
dentro la tomba di Papa Pio X e la scomparsa, o
meglio il furto, di un importante codice custodito
nell’immenso archivio della biblioteca.
Il compito di
risolvere questo mistero e di scoprire i
responsabili della morte del Vice Prefetto, e delle
guardie svizzere della sua scorta, è affidato
direttamente dal Pontefice a Tommaso Santini, il
Maestro, il Risolutore, presidente del Santo
Consiglio per le Soluzioni, e, fondamentalmente, «un
prete, sollevato dai suoi compiti ecclesiastici, ma
pur sempre un prete». Per il ruolo che ricopre
Santini opera in tutta segretezza, «costretto a
vivere per sempre nell’anonimato senza possibilità
di essere se stesso per non tradirsi o essere
tradito» ma, per quanti sforzi faccia la sua
copertura è costantemente minata dalla sgradita
collaborazione di un magistrato romana, Sonia Casoni.
Santini, una volta
ricevuta l’indulgenza plenaria, si mette sulle
tracce di un’importante organizzazione chiamata
“Crepuscolo”, ritenuta responsabile del furto del
codice, interessata a svelare al mondo intero
l’esistenza di un manoscritto che la Chiesa da
millenni nasconde, in quanto rivoluzionerebbe le sue
stesse basi: il Quinto Vangelo, quello
scritto da Maria Maddalena.
Si narra infatti
che Gesù, dopo la crocifissione, sarebbe risorto e
apparso proprio alla persona che avrebbe amato di
più, sua moglie e compagna, dandole le istruzioni
per dare vita alla nuova Chiesa. Questo cambia già
l’immagine di Maria Maddalena, considerata secondo
la nostra cristianità una prostituta o una poco di
buono. «Il Vangelo di Maria Maddalena descriveva
precisamente la vita di Gesù durante tutti i suoi
trentatrè anni […], era stato scritto sotto
dettatura da Gesù stesso per cui il Vangelo di Maria
Maddalena era l’unico che si potesse definire
completo», non quindi i quattro che
conosciamo noi, che vedono Pietro fondatore della
Chiesa.
La caratteristica
del Vangelo è quella di poter essere letto
attraverso un codice: «solo chi possedeva e
conosceva quel codice poteva decifrare il
manoscritto». Ecco da qui la necessità del
Crepuscolo di sottrarlo al Vaticano che, per ovvi
motivi, avrebbe voluto nasconderne l’esistenza,
considerando il Vangelo un segreto alquanto
scomodo per la Chiesa, poiché dovrebbe ammettere,
sulla base di quanto scritto, la presenza delle
donne all‘interno del loro organico e, cosa più
importante, farebbe crollare le basi che hanno retto
fino a quel momento la fede cristiana.
Il Maestro Tommaso,
conscio della sua fede e ricco di compagni
importanti per le sue ricerche, non ha vita facile:
vede la morte di alcuni suoi collaboratori, mette a
repentaglio la propria vita per l’unico obiettivo di
recuperare codice, manoscritto e frammenti. Il
magistrato, sotto sotto innamorata di Santini, si
rivelerà un valido aiuto nel suo compito. La
tensione, la corsa all’ultimo minuto, l’impotenza di
fronte ad un’organizzazione criminale di vaste
dimensioni, pronta a ricattare la Chiesa,
condurranno tutti i personaggi, laici e non, verso
un’unica soluzione: la presenza di una spia
all’interno del Vaticano. Il tradimento si paga
caro, quando vi sono anche delle morti di mezzo,
ancora di più. L’astuzia di Santini permetterà alla
Chiesa di poter mantenere il segreto al sicuro
ancora per qualche altro po’ di tempo, sempre che
non decida di volerlo rendere pubblico.
Alcuni aspetti
della storia ricordano un po’ la Chiesa nella
realtà, come se dovesse sempre nascondere qualcosa,
sarà una coincidenza? Chissà, magari tra qualche
tempo verrà fuori davvero l’esistenza di un
Quinto Vangelo!
Maria Ficarra
(www.excursus.org,
anno III, n. 26, settembre 2011)
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