Anno II            

n.14                     Settembre 2010

 La lettura fa l'uomo completo [...] e lo scrivere fa l'uomo esatto (Francesco Bacone)                                                   Direttore responsabile: Luigi Grisolia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Letteratura

 

        

Navigando Controvento

nel mare della vita

 di Silvia Caristi

In un romanzo Marcos y Marcos

 la storia di São: vince gli ostacoli

 e dà valore alla propria esistenza

 

 

 

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Approda nelle librerie italiane l’ultima opera di Ángeles Caso, la prima tradotta in italiano, Controvento (Marcos y Marcos, pp. 282, € 17,00), con la quale si è aggiudicata in Spagna il Premio “Planeta”, vendendo più di duecentomila copie. La Caso è una scrittrice che alterna al romanzo storico racconti di pura fantasia, ma questa volta al centro del suo lavoro c’è una vicenda molto reale, tratta dalla dura esperienza di vita della baby-sitter capoverdiana di sua figlia.

 

L’autrice permette al lettore di affacciarsi su una cultura, quella capoverdiana appunto, distante dalla nostra per diversi aspetti, su un mondo fatto di cose semplici, ma anche di stenti, di malattie che spesso possono portare alla morte, specie dei più piccoli, per mancanza di denaro per il sostegno delle cure. Un mondo in cui l’istruzione ha una valenza relativa, e se una bambina povera, abbandonata dalla madre e senza un padre, come São, la nostra protagonista, vuole riscattarsi da quella vita misera, sognando di studiare medicina per salvare quei bambini che non sopravvivono... beh, non può farlo.

 

São, infatti, capirà ben presto a sue spese che le umili origini nel suo Paese non offrono l’opportunità di avere ambizioni e di volare in alto, e decide così di seppellire il suo sogno «in quella terra rossa vicino all’eremo, da cui si vedeva il mare, su cui aveva creduto di navigare un giorno verso il suo futuro»; ma, andando avanti nella lettura e conoscendo progressivamente São, si capirà presto che ciò non è indice di rassegnazione, perché lei invece quel mare lo affronterà e sarà il mare della sua vita, fatto di tante difficoltà, e quindi navigherà Controvento, affinché «la sua esistenza abbia un valore», pur non facendo il medico. Infatti lascerà i luoghi della sua infanzia per andare incontro ad una nuova realtà, quella europea, raffigurata da due capitali come Lisbona e Madrid.

 

La scrittrice non fa semplicemente affacciare il lettore su questo mondo, ma è come se lo prendesse per mano mostrandogli i suoi colori, sui quali spicca in maniera preponderante il rosso del vulcano, della terra, dell’albero di fuoco rosseggiante. E poi lo guida per le strade, lo accompagna in umili abitazioni facendogli sentire gli odori del caffè, delle torte di granturco che rosolano sul fuoco, della terra acre in cui si rotolano i bambini e quello della pioggia che scende di colpo quando soffiano gli alisei. Sono i colori e gli odori che accompagnano São durante la sua infanzia e la vedono diventare donna.

 

Inoltre Controvento è una sorta di romanzo corale, in cui attorno alla protagonista ruotano altre figure femminili, come Benvinda, Liliana e Natercia, anch’esse native di questa lontana isola africana e non meno coraggiose di São, che rappresentano un mondo meno comodo e agiato della nostra Europa, che invece si rispecchia nella vita dell’io narrante, una donna benestante, molto depressa, metodica e sempre incerta, ma che troverà in São la forza per riemergere e cominciare a vedere la realtà sotto una nuova luce.

 

Ángeles Caso con quest’opera pone l’accento su diversi argomenti sempre molto attuali: l’assenza di un genitore, ma anche quello, nel caso della storia di cui si fa portavoce l’io narrante, della presenza di un padre violento e le conseguenti ripercussioni nella vita dei bambini, che da adulti sentiranno il peso di questo bagaglio. E sopra tutti affronta il tema dell’immigrazione e del coraggio di abbracciare e seguire tale scelta con tutte le difficoltà che questa può comportare, compresa l’umiliazione di essere scherniti per il colore della pelle, episodi che purtroppo ancora oggi accadono e nei quali anche la nostra São si imbatte, in maniera inaspettata, perché «quelli che tornavano dall’Europa non raccontavano queste cose. Non spiegavano che essere negro in mezzo a tutti quei bianchi era come portare una luce sempre accesa, e che c’era gente che provava l’impulso di spegnerla a sassate».

 

Ma Controvento è anche un romanzo di denuncia contro gli abusi sulle donne e che va ad evidenziare quelle violenze che possono nascere: da una possessività maniacale, dal delirio di onnipotenza proprio di una mente insana, da storie di alcolismo, ma che, comunque, hanno come base, il più delle volte, una forte ignoranza radicata, che genera in questi uomini una tale aggressività e violenze efferate. La stessa Caso in un’intervista rilasciata a il venerdì de la Repubblica sottolinea: «Purtroppo sono personaggi reali. Ci sono tanti, troppi uomini violenti con le loro donne. In Spagna, nei primi cinque mesi del 2010, sono state uccise venticinque donne dai loro compagni. Bisogna parlare di queste tragedie senza censurarsi».

 

Visti gli argomenti trattati sono diversi i messaggi che questo romanzo trasmette, ed è chiaro quello diretto alla nostra società, rappresentata dalla voce narrante, che abituata ad avere tutto appare come indebolita rispetto a chi, pur non avendo niente, ha però il coraggio e la forza interiore di lasciare il proprio Paese in cerca di una vita migliore.

 

Silvia Caristi

 

(www.excursus.org, anno II, n. 14, settembre 2010)

 

 

  

 

 

 

 

Redazione:

Silvia Tropea (coordinatrice)

Linda Basile, Massimiliano Borelli, Silvia Caristi, Maria Ficarra, Annalice Furfari,

Marco Gatto, Serena Intelisano, Roberto La Fauci, Giuseppe Licandro

 

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