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Un appassionante viaggio nella musica, nella
discografia e più in generale nella cultura italiana
della seconda metà del secolo scorso e della prima
decade del nuovo millennio.
I sociologi Marco Bracci ed Edoardo Tabasso, con il
volume Da Modugno a X Factor. Musica e società
italiana dal dopoguerra ad oggi (Carocci, pp.
168, € 19,00), ci guidano attraverso le
trasformazioni della nostra società, guardandola
attraverso la lente della popular music, che
di decennio in decennio è diventata sempre meno
sinonimo di “canzonetta” e sempre più espressione
culturale conscia dei suoi valori e della sua enorme
potenzialità mediatica.
L’argomento “Musica Leggera” è affrontato dagli
autori con una meticolosa ricerca di date,
collegamenti, tecniche, influenze artistiche e
aneddoti. L’evoluzione della musica in Italia (e nel
mondo) viene davvero sviscerata ed analizzata nei
suoi significati più profondi e meno evidenti, ma
tutto ciò non inficia affatto la scorrevolezza del
testo, che invero procede piacevolmente, a dispetto
dell’invidiabile quantità di dati che accompagnano
la lettura.
Il libro in questione, infatti, presentato in
un’edizione agile e ben curata, ha una marcia in più
proprio nella possibilità di poter essere letto in
due modi differenti. Lo si può fare
diacronicamente, seguendo gli eventi e i
mutamenti della musica di anno in anno. Oppure in
modo sincronico, per generi, per mode, ed è
qui che il testo mostra la sua identità più
sorprendente, perché in un numero non eccessivo di
pagine è racchiuso un prontuario dinamico e ben
documentato sull’intero argomento musicale, inclusi
cenni alle strumentazioni, alle tecnologie vecchie e
nuove, alle pianificazioni commerciali, il tutto
accompagnato da succulenti retroscena che tengono
sempre viva l’attenzione del lettore.
All’interno non manca praticamente niente: c’è la
storia dei singoli artisti – Modugno, Morandi, Paoli
–, dei cantautori degli anni Sessanta e Settanta,
come Dalla, De Andrè, De Gregori, Finardi; ci sono i
complessi beat e l’esplosione del progressive
rock italiano, quale affermazione di un
approccio originale per il nostro Paese alla musica
rock colta, con un paragrafo tutto dedicato
all’avventura della Pfm; è riservata anche grande
attenzione al famosissimo duo di autori
Battisti-Mogol, alla musica che hanno saputo creare
e quanto le loro canzoni (sia interpretate dallo
stesso Lucio Battisti sia da altri interpreti, Mina
su tutti) hanno inciso sulla nostra società.
Ma non finisce qui: allargando ancora l’inquadratura
sul mondo della musica leggera, gli autori
analizzano la genesi, le intuizioni e i limiti delle
grandi e delle piccole case discografiche italiane e
internazionali, svelando le modalità di un mondo
spesso sconosciuto ai “non addetti ai lavori”. C’è
una dettagliata storia dei festival in Italia,
Sanremo in primis, nei suoi alti e bassi
attraverso un sessantennio di edizioni, ma anche il
Festivalbar, il Cantagiro, il Festival di Castrocaro,
senza dimenticare uno sguardo ai più internazionali
raduni pop come i celeberrimi Woodstock (Usa) e
l’Isola di Wight (Uk), nonché quelli avvenuti
durante gli anni Settanta in Italia, come il
Festival Pop di Viareggio o quello svoltosi alle
Terme di Caracalla a Roma.
A livello internazionale viene anche affrontato il
tema della genesi e l’evoluzione del rock’n roll,
dagli albori negli anni Cinquanta con Elvis Presley
e Bill Haley, alla British invasion degli
anni Sessanta con i Beatles e i Rolling Stones in
particolare, per poi passare alla parentesi colta
del progressive rock e del pop più elaborato
e raffinato degli anni Settanta fino alla rottura
violenta del punk, con un occhio anche alla
disco-music, al fenomeno delle prime
discoteche (nate nella Seconda Metà degli anni ’70),
alla voglia di spensieratezza e svago in
contrapposizione all’intenso impegno politico che
aveva contraddistinto i periodi precedenti; per poi
giungere agli anni Ottanta e Novanta, sempre con uno
sguardo a quanto accadeva all’interno della società
italiana e internazionale.
Appassionante e rivelatrice anche una breve ricerca
sui formati e sui supporti della musica, dal vecchio
78 giri, via via sino ad arrivare al modernissimo
formato digitale mp3, passando per 33 giri,
musicassette e quant’altro, nonché la storia delle
macchine per leggere e riprodurre questi supporti,
soprattutto quelle portatili come il mangiadischi
o il walkman.
Bracci e Tabasso non tralasciano, infine, di
esaminare il panorama degli anni 2000, le
classifiche di vendita, le nuove tendenze, i
talent show venuti alla ribalta anche in Italia
negli ultimi anni, la diffusione dei formati
digitali con la rivoluzione portata da Internet e
gli aspetti positivi e quelli negativi di tale
rivoluzione come la pirateria e il conseguente
crollo di vendite.
In conclusione possiamo certamente affermare che
questo libro è un valido aiuto per i musicofili più
accaniti, ma anche per i neofiti che magari vogliono
comprendere meglio il panorama musicale dei giorni
nostri e tutti i fenomeni che ci hanno portato alla
situazione odierna, e quanto la cosiddetta “Musica
Leggera” ha inciso profondamente sulle nostre vite e
sui nostri costumi.
Roberto La Fauci
(www.excursus.org,
anno II, n. 11, giugno 2010)
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