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L’avvento di
internet e delle tecnologie più avanzate ha cambiato
fortemente la percezione del tempo e dello spazio.
Ma quello che più di ogni altra cosa è mutato sono i
gusti, le tendenze e le abitudini delle persone:
persino i più reticenti hanno ceduto al fascino dei
social network e dei nuovi canali di fruizione di
massa. Proprio dalla consapevolezza che il panorama
musicale, letterario e sociale si sta evolvendo,
“nascono” gli e-book: i libri digitali che,
anziché essere stampati, vengono visualizzati sul
display di un e-book reader, ovvero un
dispositivo in grado di contenere decine e decine di
titoli.
Anche il Salone del
Libro di Torino, la più importante manifestazione
editoriale italiana conclusasi lo scorso 17 maggio,
non ha potuto ignorare il fenomeno: l’edizione 2010,
infatti, si è aperta con un convegno volto a capire
quale sarà il futuro del libro. Se attualmente il
mercato dei libri digitali è ancora piuttosto
ridotto, rimanendo per ora un settore di nicchia, i
tassi di crescita relativi al 2009 fanno presagire
un boom di interesse e acquisti per la fine
dell’anno corrente: con 30 mila e-book
venduti, anche l’Italia si sta adeguando alla nuova
tendenza made in Usa, raccogliendo un 46% di
italiani favorevoli all’acquisto dei libri
elettronici.
I grandi gruppi
editoriali hanno immediatamente sentito odore di
rivoluzione e sono già corsi ai ripari per
contrastare, tra le altre, la piattaforma straniera
“Bookrepublic” che, inaugurata ad aprile,
conta già l’adesione di 15 editori fra cui il
Saggiatore e Morellini; “Edigita” (Editoria
Digitale Italiana), è la piattaforma dedicata
esclusivamente alla distribuzione di e-book
promossa da Feltrinelli, Messaggerie Italiane con
Gems e Rcs Libri; “Stealth” è la piattaforma di
“E-motion/Simplicissimus” a cui hanno partecipato
già 30 editori come Adelphi, Apogeo, De Vecchi,
Giunti e il Viaggiatore; Mondadori, invece, ha
dedicato un'intera pagina del proprio sito al suo
primo negozio online di e-book, permettendo
ai propri clienti di acquistare i libri anche in
formato elettronico.
L’obiettivo
principale di questi portali, a cui tutti gli
editori interessati possono aderire, è quello di
diffondere in maniera capillare i libri e permettere
ad ogni utente di fruire del testo elettronico.
Inoltre, servirsi di internet significa raggiungere
tutti i segmenti di mercato disponibile: le
previsioni ipotizzano per la realtà italiana degli
e-book un fatturato di 60-70 milioni di euro
nel 2015, con una quota di mercato non inferiore al
4-5%. La curiosità dei lettori, quindi, sembrerebbe
reale e con tutte le intenzioni di consolidarsi fino
a divenire un’abitudine radicata. D’altro canto le
novità, soprattutto in campo tecnologico, hanno
sempre fatto gola ai giovani consumatori che,
secondo i dati, si dicono attratti dai libri
digitali: oltre il 40% di loro ha un’età compresa
tra i 25 e i 34 anni, mentre l’interesse per
l’acquisto cala con l’aumento dell’età, complice la
poca dimestichezza con i dispositivi elettronici e,
speriamo, un attaccamento affettivo ai tradizionali
libri cartacei.
L’universo degli
e-book è talmente vasto e articolato che anche i
promotori del fenomeno stanno perdendo il controllo
della situazione: in realtà, i portali che offrono
libri digitali da scaricare sono sensibilmente
aumentati rispetto al passato, basti fare l'esempio
di siti americani come l’indiscusso gigante
Amazon.com che ha già diffuso a macchia d'olio
il suo device dedicato “Kindle”; inoltre, i
dispositivi in grado di visualizzare i testi
elettronici sono innumerevoli, persino la console di
gioco Nintendo Ds permette di leggere decine di
titoli digitali.
La lettura degli
e-book è certamente facilitata dal fatto che non
serve un dispositivo specifico per la lettura, o
almeno non ancora: il 34% delle persone afferma di
utilizzare per la visualizzazione e la lettura un
normale Pc, mentre un altro 11% si serve di iPhone e
iPod. Questo problema non si pone con le produzioni
cartacee, in cui l’unico supporto necessario è il
libro medesimo, senza imbattersi in incompatibilità
di formato. Infatti, uno dei maggiori problemi che
affligge gli acquirenti di e-book è proprio
la molteplicità dei formati disponibili in
rete e la mancanza di interoperabilità di questi con
i diversi device.
Una comodità
inconfutabile può sembrare quella di poter
conservare in un piccolo dispositivo centinaia di
libri completi e poter cambiare titolo a piacimento:
se siete abituati ad abbandonare le letture alle
prime cinquanta pagine, probabilmente fa al caso
vostro. Altrimenti risulta difficile seguire con
attenzione più di tre libri contemporaneamente,
soprattutto durante gli spostamenti in autobus o le
attese negli aeroporti affollati, come informano i
dati sui momenti di lettura più frequenti.
Inoltre,
l’impossibilità di prestare i libri ad amici e
parenti rende tutto molto più arido e vagamente
asociale, ma forse consolerà sapere che si potranno
comunque evidenziare parti significative nel
testo... ops, volevamo dire sullo schermo! Insomma,
niente a che vedere con le familiari annotazioni a
margine delle pagine di carta.
Gli amanti della
lettura non si fanno mai mancare in borsa un bel
libro perché possono sempre capitare pause o attese
per estraniarsi dalla realtà con un buon diversivo.
A queste persone non capiterà mai che, sedute
all’ombra di un albero o su una panchina, il libro
in lettura si chiuda improvvisamente per non
riaprirsi più. Invece, agli e-book accade: le
batterie non sono infinite e occorre programmare, o
almeno pensare con cura, quanti cambi di pagina si
intendono fare nell’arco di tempo prestabilito.
Il libro ha una sua
storia, un suo odore e un suo fascino: può essere
passato di mano in mano e allora acquista valore
inestimabile; può essere nuovo di zecca, ma al suo
interno si trovano le date delle eventuali ristampe
e allora si capisce quanto sia ancora attuale e
prezioso; può essere solo dato in prestito ma se è
una persona a voi cara a farlo, allora capirete
quanto siate cari voi a lui. Un libro non è solo un
insieme di pagine, è un messaggio ben preciso, anche
se a fine lettura il vostro entusiasmo non sarà
soddisfatto, guardate bene perché qualcosa vi ha
lasciato. E non sarebbe stato uguale se le pagine
non le aveste toccate, sfogliate, girate, se
l’inchiostro non vi avesse leggermente macchiato le
dita e se non aveste potuto disegnare a lato di una
frase incisiva un punto esclamativo.
Il paradosso è che
si parla di dispositivi per la lettura di e-book
che riprenderanno in modo più forte la forma
tradizionale del libro su due pagine affiancate.
Inoltre, si dice che lo schermo permetterà la stessa
esperienza di lettura della pagina stampata, grazie
all’impiego del cosiddetto inchiostro elettronico,
l’e-ink. Il messaggio veicolato è che
attraverso la tecnologia si riproduce ciò che già
esiste e che è qualitativamente migliore. Quello che
ci propongono è un supporto digitale che, sullo
schermo, ridisegna esattamente la copertina del
libro originale e le pagine, sfogliandole, producono
lo stesso rumore e seguono lo stesso movimento di un
libro cartaceo.
Ma allora qual è la
differenza? Probabilmente solo l’impoverimento delle
librerie e degli scaffali, delle biblioteche e degli
archivi, mentre serviranno molti hard disk
per contenere i titoli scaricati da internet, sempre
che dopo la lettura non vengano cancellati per far
spazio a nuovi passatempi digitali.
Jessica Ingrami
(www.excursus.org,
anno II, n. 12, luglio 2010)
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