Anno IV              n.30                     Gennaio 2012

La biblioteca di un uomo è una specie di harem (Ralph Waldo Emerson)                                                     Direttore responsabile: Luigi Grisolia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il vaso di Pandora

 

 

Un viaggio nelle negatività  

 del mondo contemporaneo

 di Luigi Grisolia

I racconti di Massimo Maugeri,   

 editi da Perdisa Pop, sollevano

 quesiti e impongono riflessioni

 

 

 

 

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Terrorismo, razzismo, immigrazione, pregiudizi, disoccupazione, miseria, cinismo, dolore, virtualità. Viaggio all’alba del millennio (Perdisa Pop, pp. 224, € 15,00) di Massimo Maugeri è un viaggio nella realtà odierna, analizzata nelle sue negatività, nelle sue difficoltà, nelle sue problematiche. Un raccolta di racconti “complessa” perché “complessa” è la società, così in bilico tra rassegnazione, ineluttabilità e, in alcuni casi, pietà.

 

I racconti dell’autore focalizzano tutto ciò, attraverso una scrittura scorrevole, coinvolgente, ricercata. E soprattutto senza cadere nella banalità: un rischio forte quando si affrontano certe tematiche. Invece le parole di Maugeri non solo fanno riflettere ma spesso indignano e spingono il lettore a chiedersi perché.

 

Perché la società costringe Cetti, donna povera ma onesta, a calpestare la propria dignità? Perché la società ha spinto le persone ad essere diffidenti l’una dell’altra? Perché la società permette che un bambino venga buttato in mare come spazzatura? Perché la società fa sì che bisogna che un nero ti salvi la vita per capire che è un essere umano uguale a te? E così via.

 

Un sapiente uso delle parole permette al lettore di immedesimarsi nelle scene e nelle vicende e l’autore si destreggia efficacemente tra diverse tecniche narrative: alcuni racconti si basano sul dialogo, mentre altri alternano momenti descrittivi, narrazione pura e monologhi dei personaggi. Ho un regalino per te e Mind Games sono dei gioielli, piccoli thriller psicologici costruiti esclusivamente attraverso i dialoghi dei protagonisti. Nel primo, la scena è unica: un ragazzino punta la pistola verso la madre. Nel secondo, un avvocato nasconde, dietro un vero e proprio crollo mentale, una terribile verità.

 

La città di Elio Fante è il lungo racconto che chiude il libro. In cinquanta pagine ritroviamo i personaggi dei precedenti racconti o sappiamo come è andata a finire (il ragazzino, alla fine, ha sparato?). Ma soprattutto è il racconto che, a nostro avviso, fornisce una risposta a tutte le domande sollevate: i problemi della società odierna sono riconducibili, in ultima analisi, a un senso di vuoto e di solitudine. Sono la perdita delle radici, la scomparsa dei rapporti umani, l’incapacità di relazionarsi con gli altri a far sì che Elio Fante, alla fine, si ritrovi da solo. Ma, attenzione, Elio non vuole rimanere solo: è costretto a restare solo. Perché Clara, nonostante una zanzara premonitrice, si è sposata e può incontrare i vecchi amici solo di nascosto dal marito; perché Lucio deve terminare la sua masterizzazione illegale di cd e dvd; perché Jenny – grazie alla quale Elio ha scoperto di non sapere nulla di Catania, la sua città – ha fretta di andare via; perché Cinzio vive la rimpatriata come un obbligo («Quand’è la prossima volta che ci dobbiamo incontrare?»).

 

Le domande di Maugeri esprimono l’urgenza di comprendere l’inferno della vita per poterlo combattere, per riuscire a cogliere la bellezza della vita e contrastarne le negatività. Esprimo la necessità di un vero e proprio risveglio delle coscienze. L’autore fa infatti dire a uno dei suoi personaggi: «Corri il rischio di sentire le notizie senza nemmeno ascoltarle. In pratica finisci con il non pensare più. Capisci cosa intendo? E comunque, diciamo la verità: per quanto possano essere brutte o negative, le notizie ormai non ci scalfiscono più. A furia di leggere, ascoltare e vedere le stesse cose, per quanto orribili, ci siamo assuefatti. Si è attivato un processo di mitridatizzazione delle coscienze».

 

È un’urgenza che possiamo definire “calviniana”. Del resto, il grande scrittore de Le città invisibili accompagna la lettura e indica al lettore, a Maugeri stesso, a tutti, qual è la soluzione in questo marasma sociale e culturale: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Che poi è lo scopo ultimo dei racconti. «Ci sono istanti magici che ci scivolano dalle dita come gocce di pioggia. Sgraniamo gli occhi, apriamo i palmi e li scopriamo già asciutti»: dobbiamo invece catturare quegli istanti e da essi ripartire.

 

Luigi Grisolia

 

(www.excursus.org, anno IV, n. 30, gennaio 2012)

 

 

                 

 

 

 

 

Redazione:

Silvia Tropea (coordinatrice)

Alessia Abrami, Marta Altieri, Silvia Caristi, Maria Ficarra, Annalice Furfari,

Marco Gatto, Maria Gerace, Serena Intelisano, Pamela La Camera, Roberto La Fauci,

Giuseppe Licandro, Marco Mazzi, Domenica Riggio, Carmine Zaccaro, Ivana Vaccaroni

 

 

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