Anno III             

n.26                    Settembre 2011

Quanti libri tiene il mondo / non saziar l'appetito mio profondo / quanto ho mangiato! e del digiun pur moro (Tommaso Campanella)                                                     Direttore responsabile: Luigi Grisolia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Eventi

 

 
 

Durante "Tabula Rasa" a Reggio Calabria

è stato presentato Terroni di Pino Aprile

di Gaetanina Sicari Ruffo

 

 

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Nell’ambito della rassegna giornalistica organizzata da Strill.it, testata on line di Reggio Calabria, denominata “Tabula Rasa”, dedicata ai ricorrenti scandali nazionali, si sono tenuti, nel mese di luglio, in spazi pubblici autorizzati, molteplici incontri-dibattiti tra i giornalisti organizzatori, Giusva Branca e Raffaele Mortelliti, ed esperti del mondo della stampa, anche esteri, investigatori, cronisti, inviati speciali, magistrati, scrittori per un gigantesco esame di coscienza, com’è stato definito, su eventi e personaggi che hanno messo in crisi l’opinione pubblica italiana. L’iniziativa ha avuto molto successo.

 

Per venti serate, davanti ad un attentissimo pubblico, incuriosito dalla novità dell’evento, sono stati restituiti alla ribalta personaggi noti e situazioni abnormi del passato e del presente: la  ’ndrangheta (stereotipe and reality), il terrorismo, la scomparsa di Emanuela Orlandi e i misteri del Vaticano, l’Unità d’Italia vista da Pino Aprile, autore del best seller Terroni, il Mostro di Firenze, Peppino Impastato. Per ricordare l’assassinio di quest’ultimo nel 1978 ad opera di Tano Badalamenti, erano presenti il fratello Giovanni e i giornalisti Claudio Cordova e Claudio La Camera.

 

Il 27 luglio è stato presentato Terroni (Piemme), il libro scritto dal giornalista Pino Aprile che ha suscitato numerose polemiche e scatenato gli istinti umorali dei lettori meridionali, alcuni dei quali si sono convinti di essere stati colonizzati durante e dopo la fondazione dello stato unitario italiano.

 

È un modo distorto di adoperare il revisionismo storico e di strumentalizzare la storia esagerando volutamente i dati di riporto e nascondendo le cause a monte, per incrementare unicamente sentimenti di divisione e razzismo. Si sa che la storia non è spettacolo e drammatizzazione come vorrebbe ridurla Aprile, ma memoria fondata non solo sugli effetti che ha prodotto, ma pure sulle cause che li hanno generati, costruita su documenti inoppugnabili, tuttora consultabili e non sul sentito dire o sulle opzioni preferite.

 

Il giornalista riduce una materia così complessa, a lungo studiata e comparata, da storici come Gaetano Cingari, Gaetano Salvemini, Rosario Villari ed altri alla semplice soggezione del Sud rispetto ai Savoia ed alla strumentalizzazione delle truppe regolari che condussero una vera e propria guerra civile. Coglie solo gli aspetti superficiali ed abnormi.

 

Non dice della necessità di combattere il fenomeno del brigantaggio, cui si riconducono le stragi di cui parla, che impedivano forme di vita civile nelle città meridionali, come testimoniano Vincenzo Padula e le inchieste di Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino e le Lettere meridionali di Pasquale Villari.

 

Affabula con racconti di orrori che possono sembrare gratuiti ed occasionali, ma che sono simili purtroppo in tutte le guerre che si combattono nel mondo per riportare ordine e rispetto alle leggi costituite onde evitare il marasma e l'anarchia. Senza contare che il nuovo stato unitario allora dovette sedare le rivolte suscitate oltre che dai briganti, anche dai disertori borbonici che in gran numero aizzavano e armavano le popolazioni a resistere al nuovo assetto.

 

Gaetanina Sicari Ruffo

 

(www.excursus.org, anno III, n. 26, settembre 2011)

 

 

 

 

 

 

 

Redazione:

Silvia Tropea (coordinatrice)

Marta Altieri, Linda Basile, Massimiliano Borelli, Silvia Caristi, Maria Ficarra, Annalice Furfari,

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