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Si è tenuto a
Napoli, il 20 novembre, nella sede dell'Istituto
Italiano per gli Studi Filosofici, alla presenza del
filosofo e avvocato Gerardo Marotta, presidente e
cofondatore dell’Istituto, ed in collaborazione con
la Società di Studi Politici, l’incontro di
riflessione “L’editore tra pedagogia e mercato”. In
occasione dello stesso è stato consegnato il Premio
“Pagano” 2010 all’editore Giuseppe Laterza,
presidente dell’omonima casa editrice, il quale,
nel corso della sua relazione, ha tracciato un
interessante itinerario del suo lavoro e di quello
dei suoi collaboratori, risalendo fino alle origini.
La sua casa
editrice, infatti, è stata fondata nel 1901, a Bari,
da Giovanni Laterza, come prosecuzione della
libreria e tipografia che la famiglia aveva a
Putignano. La sua attività si è ben presto legata
alla figura di Benedetto Croce, che ne fu il
consulente più di spicco, nonché autore fecondo
della rivista La Critica e di tutti quei noti
saggi che in fatto di cultura condizionarono
l'orientamento storico-filosofico nazionale ed
internazionale della Prima Metà del Novecento. Per
suo influsso sorsero le collane Scrittori
d'Italia, Biblioteca di Cultura Moderna e
I Classici della Filosofia Moderna. Il
carteggio dei responsabili della Laterza con il
filosofo poi sono stati pubblicati in ben quattro
volumi.
Con la direzione di
Vito, padre di Giuseppe, gli orizzonti si ampliarono
e vide la luce la collana I libri del tempo e
poi, nel 1964, una produzione economica di qualità,
l'Universale Laterza, di grande successo e
respiro. Dal 2001 la gestione passò a Giuseppe
Laterza che ora cura, nella prestigiosa sede di
Roma, la saggistica e l'editoria universitaria,
mentre il cugino Alessandro si occupa, nella sede di
Bari, dell'editoria scolastica.
Un secolo dunque di
diffusione a largo raggio di pubblicazioni
innovatrici, rispettando sempre l'impegno di
promozione sociale, civile e culturale, cercando di
estendere ultimamente gli interessi anche a realtà
transnazionali. Una scelta giusta e ben mirata che
si è accompagnata ad un significativo apprezzamento,
corredato da largo consenso ed ha fatto sì che alla
domanda crescente corrispondessero risposte
complesse ed esaurienti. Oggi la sfida di stare
all'avanguardia è aperta e mira non solo al mercato
d'incentivazione, che ha naturalmente un suo peso
sulla base dell'attuale conformazione sociale, ma
pure a sviluppare un certo dibattito culturale che
esprima l'identità più profonda della Nazione.
Iniziative
prestigiose sono state promosse in tal senso dalla
casa editrice in numerose città italiane. Si
ricordano: “I Presidi del Libro”, progetto per la
promozione della lettura, attraverso gruppi motivati
di lettori in ambiti diversi, il Festival
dell'Economia di Trento, il Festival del Diritto di
Piacenza, il Festival di Città e Territorio a
Ferrara e le “Lezioni di Storia” al Parco della
Musica di Roma che hanno coinvolto un vastissimo
pubblico.
Il noto filologo
classico, nonché storico, Luciano Canfora, che della
Laterza è uno degli autori più fecondi ed
apprezzati, ha tenuto la laudatio, collegando
i meriti dell'attività della casa editrice in un
ampio contesto socio-politico, risalendo all'eredità
dell'Illuminismo e del giacobinismo meridionale. Ha
riepilogato il quadro della condizione italiana
all'indomani dell'armistizio del 1945 e le due linee
di accreditamento culturale che si presentavano per
uscire dalla terribile crisi che si era impadronita
della nazione: la linea della cultura liberale da
recuperare, da una parte, e la nuova elaborata dal
Partito d'Azione, allora diretto da Ferruccio Parri,
nata dalla Resistenza, dall’altra. La Laterza è
stata all'altezza della situazione critica: ha
saputo accogliere entrambe con profondo senso di
responsabilità, onde evitare pericolose fratture,
non solo conservando il patrimonio del passato
perché non andasse disperso, ma valorizzando e
rilanciando i programmi di rinnovamento profondo che
si attendevano come piattaforma utile alle giovani
generazioni.
Gaetanina Sicari
Ruffo
(www.excursus.org,
anno II, n. 17, dicembre 2010)
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