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Il 28 e 29 novembre
scorsi si è tenuto un convegno presso l’Accademia
Nazionale dei Licei di Roma, organizzato in
collaborazione con l’Animi-Società “Magna Grecia” e
l’Istituto di Studi Filosofici di Napoli, in onore
dello scomparso Giovanni Pugliese Carratelli.
Napoletano, di
famiglia calabrese, studioso di alto valore, dedicò
tutta la sua vita alla classicità del passato, ma
innestata nella modernità e nella contemporaneità.
Membro di numerose accademie e direttore di
Parola del Passato, rivista di divulgazione
delle scoperte e d’interpretazione delle stesse,
ebbe un’idea unitaria del sapere e della storia
senza fratture tra scienza ed umanesimo.
A questa sua
dimensione si è voluto richiamare il titolo del
prestigioso incontro (Antiquorum philosophia),
proprio per indicare l'ambito
onnicomprensivo dentro cui si può ascrivere il suo
pensiero, circolante dentro vari rami esplorativi,
non solo di storia, ma d’epigrafia, di archeologia,
di filologia, di religione e d'orientalistica,
com'era nel costume dei grandi utopisti mediterranei
Bruno e Campanella.
Docenti di varie
università nazionali, con a presiedere Gerardo
Bianco e Leandro Maffei, i proff. Gennaro Sasso,
Giuseppe Cambiano, Luciano Canfora, Vincenzo La
Rosa, Federica Cordano, Giorgio Camassa, Mario
Mazza, Adriano La Regina, Salvatore Settis, Alberto
Quadrio Curzio ed altri, hanno illustrato la
molteplicità dei suoi interessi e la complessità dei
suoi numerosi scritti, senza tralasciare di mettere
in luce la sua distinta personalità e la promozione
della cultura di cui fu solerte sostenitore.
Amico dei filosofi
Croce ed Omodeo,seppe intrecciare il loro pensiero a
sfumature suggestive di approfondimento e
superamento.
Appartenne al Partito d’Azione, fu antifascista e
assertore della libertà, non quella astrattamente
figurata, ma arma politica e sociale del riscatto
dei popoli, attenta all'integrazione delle classi
deboli.
A differenza del
Catone Uticense di dantesca memoria che si tolse la
vita per acquistare la libertà dello spirito, diceva
che per essa val bene vivere anche se si devono
superare aspre battaglie. Per questo si volse
spesso a considerare le linee portanti della storia
meridionale, risalendo alle radici dell'impianto
magno-greco, fino ad ascendenze cretesi ed
orientali.
Scrisse pagine
memorabili sui culti religiosi antichi, dedicò uno
studio appassionato alle “laminette auree” della
Magna Grecia (Le lamine d’oro orfiche,
Adelphi, Milano, 2002), testimonianze del culto
misterico, orfico-pitagorico, rinvenute nelle aeree
di Hipponion, Petelia, Thurii. Considerò la Scuola
di Pitagora la via maestra lungo cui si sono fatte
strada le idee antesignane del mondo occidentale:
intelligenza, memoria, verità che andrebbero
recuperate per divenire perno di un rinnovato
sviluppo.
Gaetanina Sicari
Ruffo
(www.excursus.org,
anno IV, n. 30, gennaio 2012)
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