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Si è tenuta dal 10
al 16 agosto, a Sant’Alessio Siculo (Messina), una
mostra internazionale d’arte, organizzata
dall’Accademia Euromediterranea delle Arti ed
ideata, curata e presentata dal critico Maria Teresa
Prestigiacomo.
Un vicesindaco
attento alla cultura, come Rosanna Fichera, e
un’amministrazione che pone al primo posto i valori
della stessa, hanno determinato l’accoglienza di
tale mostra al Museo Archeologico della cittadina
jonica, nei locali della piccola ma splendida Villa
Genovesi, un piccolo scrigno che è stato un nobile
ed importante contenitore per opere di artisti del
calibro di Jean Henri Cargol, franco-spagnolo, di
Sarah Angelico, di Doina Botez, di Ben Amor, che
esporranno le loro produzioni accanto ad affermati
pittori come Alfredo Borrelli, Maurizio Boscheri,
Francesca Cacciola, Rosalba Caminiti, Giuseppe
Cascella, Maria D’Ambra, Leonardo Falzone, Gianluca
Glerean, Stefania Gubbiotti, Giacomo Lo Presti,
Layla Manazza, Manuela Morena, Maria Pane,
Mariangela Sarchiello, Cinzia Sipala, Alfio Torrisi
e la giovanissima Chiara Arrigo, creatrice di
oggetti e di piccole sculture con tecnica Raku.
La mostra si è
aperta con un vernissage il 10 agosto alle ore
20.00, alla presenza della Fichera, dell’assessore
alla Cultura della Provincia di Messina Mario
D’Agostino, degli artisti, ed in particolare di
Cargol, presidente, assieme alla Prestigiacomo,
della Societé des Beaux Arts de Béziers nonché
direttore artistico del Festival del Cinema della
medesima cittadina francese. La serata è stata
caratterizzata dal reading poetico di Alfio Torrisi,
che ha letto alcune poesie da lui stesso musicate
con la sua inseparabile chitarra.
Poi, alle 21.00,
nello spazio antistante al Museo, Marisa Sturiale,
cugina del Nobel Salvatore Quasimodo, ha presentato
il suo ultimo libro Pupe di pezza (Abramo
Editore, pp. 304, € 18,00).
Per l’occasione,
abbiamo intervistato Maria Teresa Prestigiacomo, che
ci ha brevemente illustrato le caratteristiche dei
vari artisti presenti all’importante evento.
Sarah Angelico
– «Domina la sua tela astratta; dal caos cromatico
riconduce all’0rdine, con la strategia di chi,
pittrice e scultrice, governa forme e volumi in una
perfetta armonia d’insieme».
Ben Amor
– «Tunisino, racconta dei villaggi del suo paese e
delle case assolate del nord dell’Africa».
Alfredo Borrelli
- «È una vecchia guardia della pittura astratta;
creativo ed originale per la sua tecnica
polimaterica, ha al suo attivo numerose mostre in
Italia e all’estero, tra cui a Parigi».
Maurizio
Boscheri
– «Autore in permanenza presso la Galleria di
Dominique Rémond a Parigi, è noto per le sue pitture
amimalier, in cui rende omaggio con una
tecnica iperrealista alla rana, animale fortunato
della sua collezione».
Doina Botez
– «Intreccia dinamicamente un Tango argentino con la
forza della sua possente tecnica».
Francesca
Cacciola
– «Rappresenta la naivetè, e racconta di
paesi incantati, di favole bambine che ormai trovano
posto solo nei suoi ricordi».
Rosalba Caminiti
– «È artista dall’animo bambino; scultrice e
pittrice, riesce bene a tradurre i suoi sentimenti
in opere, emozionando, per la sua semplicità, il
pubblico».
Jean Henri
Cargol –
«Ci presenta la Spagna, quella del Flamenco, degli
zapateadores che intrecciano danze e suoni,
grida andaluse e soni di nacchere; una sola opera
per sprigionare arcane atmosfere andaluse del
pittore nativo del villaggio di Cantallops, a 50 km
di Girona. Di recente, tra l’altro, nell’aprile
2009, è stato protagonista al Teatro Vittorio
Emanuele della Mostra Cinema e Pittura a Messina».
Giuseppe
Cascella
– «Stravolge la
leggenda che solo le donne rappresentino i fiori;
egli, con animo gentile, ci regala un soffio di
primavere con una tecnica “nervosa” di getto, che
sembra lasciare tutto al caso».
Maria D’Ambra
– «È una pittrice dalla profonda spiritualità; i
suoi quadri, delle figurazioni astratte, nascondono
simboli, allusioni; evocano miti e leggende,
determinano una lettura che affonda le radici nel
metalinguaggio pittorico».
Leonardo Falzone
– «Offre uno spaccato dalla sua produzione
paesaggistica, singolare. C’è un tramonto sul mare,
in cui l’accurata tecnica offre immediatamente lo
spessore del valente artista che si differenzia dai
paesaggisti tradizionali, per originalità ed
armonia. Mentre l’altra opera racconta di un
paesaggio siciliano vissuto con l’animo di un
poeta».
Gianluca Glerean
– «La sua fantasia geometrica astratta e
coloratissima si combina in un affascinante trittico
in cui la geometria si fa poesia di colore».
Stefania
Gubbiotti
– «Si tratta di una
pittrice astratta, che ama il cosmo e la cosmogonia;
le sue opere sono giocate su toni chiaroscurali che
mettono in luce il Mistero dell’Universo ed invitano
a riflettere sulla condizione esistenziale
dell’uomo».
Giacomo Lo
Presti –
«Presenta delle opere coloratissime, ricercate, che
sembrano aver lasciato alle spalle le chine che
rappresentavano gli animali della Savana ma che
mostrano la grande cultura dell’artista, medico,
profondo conoscitore della vita e del mondo».
Layla Manazza
– «Esprime nelle sue due tele qui presentate la sua
gioia di vivere; la sua coloristica accesa, i suoi
tratti decisi parlano della sua voglia di esprimere
la gioia per la vita. Di meditazione ci parla il
paesaggio sul mare che recupera l’esigenza della
riflessione dell’uomo, attraverso il rapporto con la
natura».
Manuela Morena
– «Parla di mare e di sole, di segni, di profondità
marine emerse a raccontare di storie degli abissi. E
ci offre così una nuova visione rappresentativa del
mare, con impressione di piccole cose e di colori».
Maria Pane
– «Evoca racconti di Ninfe dei boschi di Naiadi e
Nereidi nascoste nelle cavità degli alberi, a
proteggerli, custodirli; il suo messaggio? Il
recupero della forza, dell’energia, della
spiritualità dell’uomo del nostro tempo attraverso
il rapporto contemplativo con la natura; esso si
traduce in opere in cui io messaggio è supportato
dalla tecnica di chi non si è lasciato tentato dalle
sirene delle mode ma ha battuto sempre una strada,
personale ed emozionale».
Mariangela
Sarchiello
– «Sperimenta da qualche tempo una pittura
polimaterica, corposa, che esprime il suo animo
passionale, forte, deciso. Non ha lasciato, però,
quelli che sono i temi dell’uomo come microcosmo
nella grande Galassia dei Sistemi Solari ed il tema
della profonda solitudine rappresentato da un astro,
forse dalla Luna».
Cinzia Sipala
–
«Manifesta la sua prepotente voglia di affermarsi
quale pittrice dalla forte personalità, dai temi
profondi ed appassionanti; il tutto ben calibrato e
composto in un’equilibrata armonia d’insieme».
Alfio Torrisi
–
«Poeta, pittore, cantautore, animo assai sensibile e
raffinato, le sue opere, che sicuramente dovranno
crescere in termini di perfezione tecnica, mostrano
profondi messaggi e sono pervase dal dolore del
poeta che s’interroga sui problemi di un mondo senza
valori, un mondo che ha perso la sua rotta».
Con delle premesse
del genere, è stato inevitabile il successo della
mostra, che speriamo si possa ripetere l’estate
prossima.
Letizia
Prestigiacomo
(www.excursus.org,
anno I, n. 2, settembre 2009)
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