Anno III             

n.19                    Febbraio 2011

Quanti libri tiene il mondo / non saziar l'appetito mio profondo / quanto ho mangiato! e del digiun pur moro (Tommaso Campanella)                                                     Direttore responsabile: Luigi Grisolia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Eventi

 

 
 

Van Gogh tra campagna e città.

Una mostra al Vittoriano di Roma

di Giuseppe Licandro

 

 

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Dall’8 ottobre 2010 al 6 febbraio 2011, presso il Complesso del Vittoriano di Roma, si è tenuta l’interessante mostra pittorica “Vincent Van Gogh. Campagna senza tempo - Città moderna”, curata da Cornelia Homburg e promossa dal Ministero dei Beni Culturali sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana.

 

Sono state presentate oltre settanta opere – tra dipinti, acquarelli e lavori su carta di Vincent Van Gogh, insieme a una quarantina di quadri di alcuni grandi pittori del Secondo Ottocento che ne influenzarono la vena creativa (tra cui Paul Cézanne, Paul Gauguin, Jean-François Millet, Camille Pissarro, Georges Seurat). 

 

L’esposizione si è focalizzata su alcuni quadri meno famosi dell’artista olandese, ma non per questo meno suggestivi, mirando a porre in risalto due inclinazioni, apparentemente contraddittorie, che convissero nella sua personalità: da un lato l’amore per il mondo rurale e le tradizioni contadine, dall’altro l’irresistibile attrazione verso la città e la vita moderna.

 

Van Gogh propose una visione trasfigurata e statica della vita agreste, collocandola quasi in una dimensione atemporale, in base alla convinzione che il mondo contadino, pregno di solidi vincoli umani e di valori positivi, fosse essenzialmente immutabile: i suoi coltivatori francesi e olandesi, intenti a seminare o a mietere, infondono sicurezza e tranquillità, pur nella consapevolezza della fatica che ne segna e ne accompagna quotidianamente l’esistenza.

 

Egli, tuttavia, non ritrasse il mondo contadino secondo una prospettiva naturalistica e oggettivistica, ma volle invece metterne in evidenza i valori umani più autentici.

Di contro, l’estroso pittore rappresentò in altri quadri la vita cittadina, sinonimo di progresso e dinamicità, senza peraltro indulgere nella descrizione di borghi affollati o animati da febbrili attività, ma soffermandosi a riprodurre soprattutto i vicoli delle periferie, i ponti sui fiumi o le passeggiate nei parchi, con lo sguardo rivolto alla gente comune.

 

Il contrasto campagna-città trova una raffigurazione perfetta nell’olio su tela Il seminatore (1888), conservato nell’Hammer Museum di Los Angeles, nel quale si nota in primo piano un agricoltore, dipinto di giallo, intento a seminare su un campo colorato di blu, mentre sullo sfondo s’intravedono le ciminiere di una fabbrica, simbolo della modernità che, avanzando, toglie spazio alla vita agreste.

 

La mostra romana ha posto in relazione Van Gogh con i maggiori artisti del proprio tempo, proponendo la rilettura da lui fornita di alcune tele di suoi illustri colleghi, in particolare I bevitori o Le quattro età dell’uomo, da lui dipinto nel 1890, poco prima di suicidarsi, ispirandosi a un quadro di Honoré Daumier.

 

Van Gogh in quest’opera raffigura quattro personaggi di differente età, malvestiti e trasandati, intenti a bere in piedi davanti a un tavolo, posto in mezzo a un prato, su cui poggia una brocca, mentre sullo sfondo s’intravedono i contorni di una città industriale, esprimendo con pochi dettagli il senso del tempo che scorre inesorabile e la sofferenza di chi vive ai margini della società.

 

Di notevole spessore, infine, due autoritratti del 1887 (in uno l’artista è abbigliato da contadino, nell’altro da gentiluomo di città) e il quadro Cipressi con due figure femminili (1889), in cui si può apprezzare la sua originale tecnica pittorica, vicina a quella divisionista e caratterizzata dall’uso di forti pennellate sovrapposte, che lo rese celebre dopo la morte, facendolo assurgere a precursore dei movimenti artistici del Primo Novecento.

 

Giuseppe Licandro

 

(www.excursus.org, anno III, n. 19, febbraio 2011)

 

 

 

 

 

 

 

Redazione:

Silvia Tropea (coordinatrice)

Marta Altieri, Linda Basile, Massimiliano Borelli, Silvia Caristi, Maria Ficarra, Annalice Furfari,

Marco Gatto, Serena Intelisano, Roberto La Fauci, Giuseppe Licandro, Carmine Zaccaro

 

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