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In Italia, sebbene
alla volte le sia data poca “voce”, esiste una
coscienza sociale, esiste un diverso modo di
pensare, esiste la voglia di cambiare.
In un mondo in cui
l'economia è sempre più spesso sull'orlo della
crisi, in cui l'ambiente viene costantemente
violentato dall'uomo, si sente la necessità di dare
una svolta al nostro modo di agire. Oggi più che mai
l'innovazione e lo sviluppo devono avere come
principi fondamentali quelli della sostenibilità
e della responsabilità sociale.
Possono le realtà
periferiche essere promotrici di sviluppo e
innovazione?
È possibile
un cambiamento su larga scala partendo dal basso,
cioè dai piccoli gesti quotidiani?
Questo è stato il
tema dell'evento tenutosi il 28 maggio a Patti (Me).
All'interno dello storico “Caffè Galante” (1929), un
esempio di architettura liberty nel centro storico
della cittadina messinese, che aveva tra i suoi
clienti abituali il poeta Salvatore Quasimodo, si è
cercato di capire quali possibilità di sviluppo
hanno i centri periferici e qual è oggi la realtà
siciliana.
Padrone di casa è
stato Nino Galante, presidente del Club “Amici di
Salvatore Quasimodo” e promotore del progetto “Caffè
Galante” che mira al
restauro del locale, alla sua riapertura come caffè
letterario, centro culturale e di promozione civica,
luogo di incontro e di intrattenimento e alla
produzione di pasticceria e gelateria tipiche
locale.
Il primo
intervento, in video collegamento, è di Stena
Paternò, portavoce di “Hub Sicily”, un'associazione
che sta cercando di trapiantare nell’isola
l'esperienza internazionale di “The Hub”, ovvero di
una rete di spazi di
lavoro dinamici e flessibili per chi sa che un altro
mondo è possibile. Nato a Londra nel 2005
oggi può contare venti spazi in tutto il mondo: in
Italia esiste anche “The Hub Milano”. Questi spazi
sono allestiti in maniera funzionale alle esigenze
di tutti, fungono da incubatori sociali, club
privati, luoghi per attività culturali, e tanto
altro. Sono stati creati per offrire a giovani
imprenditori strumenti di lavoro e fonti di
ispirazione.
Diventando membro
di “The Hub”, non affitti solo una scrivania, ma
puoi interagire con gli altri membri (5.000 in tutto
il mondo) potendo usufruire della loro esperienza.
I settori in cui
operano gli aderenti spaziano dalle energie
rinnovabili al design sostenibile, alla
bioarchitettura, all'educazione, ai diritti umani.
Importante quindi per diventarne membro è
condividere le stesse idee, soprattutto quella di
“cambiare il mondo”.
Tornando in
Sicilia, “Hub Sicily” è composta da cinque giovani
siciliani, uniti dalla comune esperienza di esser
andati via dall'isola per lavorare, e di essere poi
tornati per cercare di riprodurre le esperienze
fatte fuori. L'intento di questi giovani è di
mettere insieme le peculiarità, le diversità della
Sicilia per farne scaturire la ricchezza. Per far
ciò è necessaria la rottura del modo di pensare
egoistico del “coltivare il proprio orto”, e
condividere, fare rete, scambiare le proprie
conoscenze. Certo l'associazione è ancora in cerca
di uno spazio fisico e si sta scontrando col
problema di riuscire a raccogliere interesse, ma si
può senz'altro dire che i primi passi sono stati
mossi.
Il secondo
intervento è di Leontine Regine, coordinatrice del
Comitato “Fa la cosa giusta-Sicilia” e
vicepresidente dell'Associazione “Siquillyàh”,
associazione nata con l'obiettivo di
promuovere iniziative mirate a tessere una rete di
connessione improntata sulla collaborazione e lo
scambio solidale tra tutti coloro che vogliono la
trasformazione sostenibile della Sicilia, favorendo
la cultura del “bene-essere” in tutte le sue
accezioni e per tutte le forme di vita.
L'associazione si propone quale catalizzatore della
nascita di attività e di micoreconomie non
convenzionali che pongano al centro del proprio
agire l'individuo piuttosto che la merce.
Il Progetto “Fa la
cosa giusta”, promosso dall'Associazione “Terre di
mezzo”, si propone di diffondere sul territorio
nazionale i valori e i contenuti della sostenibilità
ambientale e sociale, dando vita in diverse città
italiane ad eventi in grado di valorizzare le
specificità del territorio, in sinergia con il
tessuto istituzionale, associativo e imprenditoriale
locale.
All'interno di
questo percorso si inseriscono i Gas (Gruppi di
Acquisto Solidale), realtà emergente anche in
Sicilia (sono circa sessanta in tutta l’isola).
Una realtà
importante è quella del Consorzio “Le galline
felici”, tra i primi aderenti a “Siquillyàh”, che da
otto anni rifornisce i Gas del centro-nord.
I Gas si basano
sull'acquisto dei prodotti biologici avendo come
obiettivo quello di mangiare sano.
Questi
partecipano alle reti di economia solidale,
un'economia che parte da principi diversi e che non
sta attenta solo al guadagno, ma che guarda in
maniera sostenibile anche ad altri aspetti, oltre a
quelli produttivi. In quest'ottica si inserisce la
Guida del consumo critico e degli stili di vita
sostenibile promossa dal Progetto “Fa la cosa
giusta”.
I
settori affrontati dalla Guida sono dieci:
Alimentarsi, Bere, Abitare, Muoversi, Informare,
Risparmiare/Investire, Viaggiare, Accogliere,
Partecipare e Governare la Città, Liberare il
Territorio-Democrazia Economica, Agire Solidale. In
quest’ambito, un appuntamento importante sarà
senz'altro “Sbarcogas 2010” (1-2-3-4 luglio), che si
svolgerà a Petralia Sottana (Pa).
Penultimo
intervento della mattinata del 28 maggio è stato
quello di Carmelo Alia,
dirigente del Dipartimento Regionale delle Attività
Produttive della Regione Siciliana, che ha
presentato il Progetto “Smilies” (Small
Mediterranean Insular Light Industries Enhancement
and Support)
che si colloca all'interno del Programma di
Cooperazione Transnazionale Mediterraneo (Med).
“Smilies” nasce dalla constatazione che il carattere
stagionale delle principali attività delle isole Med
(quali l'agricoltura, il turismo e le imprese ad
esse collegate), la scarsità di alcune risorse e
l'insularità, siano ostacoli per il loro sviluppo
economico. Una soluzione, secondo “Smilies”,
potrebbe essere la diversificazione economica da
attuare attraverso lo sviluppo di nuove attività
imprenditoriali, basate sull'eco-sostenibilità e
sulla compatibilità con le attività economiche
esistenti. Il fulcro geografico del progetto è
rappresentato da Creta, l'Egeo, Cipro e la Sicilia.
Gli
ambiziosi obiettivi sono quelli di monitorare e
migliorare l'impatto delle Pmi innovative sullo
sviluppo delle isole, adottare politiche di
innovazione per produrre nuovi modelli di sviluppo
economico diversificato, costruire una rete
mediterrane composta da Camere di Commercio, Centri
di Ricerca e Sviluppo, Università, Autorità Locali e
Imprese.
Il
compito di chiudere i lavori della mattinata è stato
affidato a Maurizio Giambalvo, ricercatore e
consulente, fondatore di “Next” (Nuove Energie X il
Territorio) e del “Laboratorio per l'Innovazione”.
“Next” si occupa di strategie ed interventi di
sviluppo per l’innovazione nelle organizzazioni e
nei contesti sociali. I principali ambiti di azione
riguardano lo sviluppo della qualità, la promozione
del benessere organizzativo, la valutazione, la
comunicazione e la visibilizzazione del prodotto
sociale delle organizzazioni, il rafforzamento delle
competenze professionali, l’analisi delle
trasformazioni del welfare e, infine, i processi di
sviluppo locale. Il “Laboratorio per l'Innovazione”
nasce invece dall'idea che il futuro delle società
contemporanee si basa sulla capacità di cogliere la
sfida del cambiamento e dell'innovazione. In questo
contesto città e comunità locali possono diventare
protagoniste di sviluppo a patto di sapersi
reinventare e di riuscire a coniugare identità
tradizionali e innovazione, questo perchè la
dimensione a misura d'uomo può costituire un
elemento positivo nella costruzione di comunità
competitive, eco-sostenibili e caratterizzate da
un'alta qualità della vita.
E
dato che cambiamento e innovazione vanno preparati e
sostenuti attraverso competenze e strutture dedicate
il “Laboratorio per l'Innovazione” fornisce alle
imprese il servizio “Catamìati”. Si tratta di un
servizio di consulenza creativa per l'innovazione
d'impresa e si rivolge sia alle imprese già
esistenti che vogliono innovare prodotti e servizi,
si a chi vuole avviare una nuova impresa o
un'attività di lavoro autonomo e quindi ha bisogno
d'aiuto per sviluppare l'idea d'impresa, valutare i
canali di finanziamento, le strategie di
comunicazione, ecc, con una grande attenzione
rivolta al grado di innovazione, sostenibilità
finanziaria, sociale e ambientale della futura
impresa.
Con
la sua esperienza Giambalvo sembra quasi rispondere
alla domanda posta precedentemente, e cioè: possono
le realtà periferiche essere promotrici di sviluppo
e innovazione?
Se si
lavora insieme, se ci si attiene a dei principi
etici saldi, forse un altro mondo è davvero
possibile. La strada sarà ancora lunga, ma quello
che si evince è che la Sicilia in questo processo
non sta a guardare.
Serena Intelisano
Ps:
una versione ridotta di questo articolo è stata
pubblicata l’8 giugno 2010 sul portale
www.mediabeta.com/laricercadellavisibilita
(www.excursus.org,
anno II, n. 12, luglio 2010)
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