Anno II             

n.12                    Luglio 2010

LA LEGGE-BAVAGLIO NEGA AI CITTADINI IL DIRITTO DI ESSERE INFORMATI                                                     Direttore responsabile: Luigi Grisolia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Eventi

 

 
 

Innovazione e sviluppo nei territori

periferici: un convegno a Patti (Me)

di Serena Intelisano

 

 

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In Italia, sebbene alla volte le sia data poca “voce”, esiste una coscienza sociale, esiste un diverso modo di pensare, esiste la voglia di cambiare.

In un mondo in cui l'economia è sempre più spesso sull'orlo della crisi, in cui l'ambiente viene costantemente violentato dall'uomo, si sente la necessità di dare una svolta al nostro modo di agire. Oggi più che mai l'innovazione e lo sviluppo devono avere come principi fondamentali quelli della sostenibilità e della responsabilità sociale.

 

Possono le realtà periferiche essere promotrici di sviluppo e innovazione? È possibile un cambiamento su larga scala partendo dal basso, cioè dai piccoli gesti quotidiani?

Questo è stato il tema dell'evento tenutosi il 28 maggio a Patti (Me). All'interno dello storico “Caffè Galante” (1929), un esempio di architettura liberty nel centro storico della cittadina messinese, che aveva tra i suoi clienti abituali il poeta Salvatore Quasimodo, si è cercato di capire quali possibilità di sviluppo hanno i centri periferici e qual è oggi la realtà siciliana.

 

Padrone di casa è stato Nino Galante, presidente del Club “Amici di Salvatore Quasimodo” e promotore del progetto “Caffè Galante” che mira al restauro del locale, alla sua riapertura come caffè letterario, centro culturale e di promozione civica, luogo di incontro e di intrattenimento e alla produzione di pasticceria e gelateria tipiche locale.

 

Il primo intervento, in video collegamento, è di Stena Paternò, portavoce di “Hub Sicily”, un'associazione che sta cercando di trapiantare nell’isola l'esperienza internazionale di “The Hub”, ovvero di una rete di spazi di lavoro dinamici e flessibili per chi sa che un altro mondo è possibile. Nato a Londra nel 2005 oggi può contare venti spazi in tutto il mondo: in Italia esiste anche “The Hub Milano”. Questi spazi sono allestiti in maniera funzionale alle esigenze di tutti, fungono da incubatori sociali, club privati, luoghi per attività culturali, e tanto altro. Sono stati creati per offrire a giovani imprenditori strumenti di lavoro e fonti di ispirazione.

 

Diventando membro di “The Hub”, non affitti solo una scrivania, ma puoi interagire con gli altri membri (5.000 in tutto il mondo) potendo usufruire della loro esperienza.

I settori in cui operano gli aderenti spaziano dalle energie rinnovabili al design sostenibile, alla bioarchitettura, all'educazione, ai diritti umani. Importante quindi per diventarne membro è condividere le stesse idee, soprattutto quella di “cambiare il mondo”.

 

Tornando in Sicilia, “Hub Sicily” è composta da cinque giovani siciliani, uniti dalla comune esperienza di esser andati via dall'isola per lavorare, e di essere poi tornati per cercare di riprodurre le esperienze fatte fuori. L'intento di questi giovani è di mettere insieme le peculiarità, le diversità della Sicilia per farne scaturire la ricchezza. Per far ciò è necessaria la rottura del modo di pensare egoistico del “coltivare il proprio orto”, e condividere, fare rete, scambiare le proprie conoscenze. Certo l'associazione è ancora in cerca di uno spazio fisico e si sta scontrando col problema di riuscire a raccogliere interesse, ma si può senz'altro dire che i primi passi sono stati mossi.

 

Il secondo intervento è di Leontine Regine, coordinatrice del Comitato “Fa la cosa giusta-Sicilia” e vicepresidente dell'Associazione “Siquillyàh”, associazione nata con l'obiettivo di promuovere iniziative mirate a tessere una rete di connessione improntata sulla collaborazione e lo scambio solidale tra tutti coloro che vogliono la trasformazione sostenibile della Sicilia, favorendo la cultura del “bene-essere” in tutte le sue accezioni e per tutte le forme di vita.  L'associazione si propone quale catalizzatore della nascita di attività e di micoreconomie non convenzionali che pongano al centro del proprio agire l'individuo piuttosto che la merce.

 

Il Progetto “Fa la cosa giusta”, promosso dall'Associazione “Terre di mezzo”, si propone di diffondere sul territorio nazionale i valori e i contenuti della sostenibilità ambientale e sociale, dando vita in diverse città italiane ad eventi in grado di valorizzare le specificità del territorio, in sinergia con il tessuto istituzionale, associativo e imprenditoriale locale.

All'interno di questo percorso si inseriscono i Gas (Gruppi di Acquisto Solidale), realtà emergente anche in Sicilia (sono circa sessanta in tutta l’isola). Una realtà importante è quella del Consorzio “Le galline felici”, tra i primi aderenti a “Siquillyàh”, che da otto anni rifornisce i Gas del centro-nord.

 

I Gas si basano sull'acquisto dei prodotti biologici avendo come obiettivo quello di mangiare sano. Questi partecipano alle reti di economia solidale, un'economia che parte da principi diversi e che non sta attenta solo al guadagno, ma che guarda in maniera sostenibile anche ad altri aspetti, oltre a quelli produttivi. In quest'ottica si inserisce la Guida del consumo critico e degli stili di vita sostenibile promossa dal Progetto “Fa la cosa giusta”.  I settori affrontati dalla Guida sono dieci: Alimentarsi, Bere, Abitare, Muoversi, Informare, Risparmiare/Investire, Viaggiare, Accogliere, Partecipare e Governare la Città, Liberare il Territorio-Democrazia Economica, Agire Solidale. In quest’ambito, un appuntamento importante sarà senz'altro “Sbarcogas 2010” (1-2-3-4 luglio), che si svolgerà a Petralia Sottana (Pa).

 

Penultimo intervento della mattinata del 28 maggio è stato quello di Carmelo Alia, dirigente del Dipartimento Regionale delle Attività Produttive della Regione Siciliana, che ha presentato il Progetto “Smilies” (Small Mediterranean Insular Light Industries Enhancement and Support) che si colloca all'interno del Programma di Cooperazione Transnazionale Mediterraneo (Med).

“Smilies” nasce dalla constatazione che il carattere stagionale delle principali attività delle isole Med (quali l'agricoltura, il turismo e le imprese ad esse collegate), la scarsità di alcune risorse e l'insularità, siano ostacoli per il loro sviluppo economico. Una soluzione, secondo “Smilies”, potrebbe essere la diversificazione economica da attuare attraverso lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali, basate sull'eco-sostenibilità e sulla compatibilità con le attività economiche esistenti. Il fulcro geografico del progetto è rappresentato da Creta, l'Egeo, Cipro e la Sicilia.

Gli ambiziosi obiettivi sono quelli di monitorare e migliorare l'impatto delle Pmi innovative sullo sviluppo delle isole, adottare politiche di innovazione per produrre nuovi modelli di sviluppo economico diversificato, costruire una rete mediterrane composta da Camere di Commercio, Centri di Ricerca e Sviluppo, Università, Autorità Locali e Imprese.

 

Il compito di chiudere i lavori della mattinata è stato affidato a Maurizio Giambalvo, ricercatore e consulente, fondatore di “Next” (Nuove Energie X il Territorio) e del “Laboratorio per l'Innovazione”. “Next” si occupa di strategie ed interventi di sviluppo per l’innovazione nelle organizzazioni e nei contesti sociali. I principali ambiti di azione riguardano lo sviluppo della qualità, la promozione del benessere organizzativo, la valutazione, la comunicazione e la visibilizzazione del prodotto sociale delle organizzazioni, il rafforzamento delle competenze professionali, l’analisi delle trasformazioni del welfare e, infine, i processi di sviluppo locale. Il “Laboratorio per l'Innovazione” nasce invece dall'idea che il futuro delle società contemporanee si basa sulla capacità di cogliere la sfida del cambiamento e dell'innovazione. In questo contesto città e comunità locali possono diventare protagoniste di sviluppo a patto di sapersi reinventare e di riuscire a coniugare identità tradizionali e innovazione, questo perchè la dimensione a misura d'uomo può costituire un elemento positivo nella costruzione di comunità competitive, eco-sostenibili e caratterizzate da un'alta qualità della vita.

 

E dato che cambiamento e innovazione vanno preparati e sostenuti attraverso competenze e strutture dedicate il “Laboratorio per l'Innovazione” fornisce alle imprese il servizio “Catamìati”. Si tratta di un servizio di consulenza creativa per l'innovazione d'impresa e si rivolge sia alle imprese già esistenti che vogliono innovare prodotti e servizi, si a chi vuole avviare una nuova impresa o un'attività di lavoro autonomo e quindi ha bisogno d'aiuto per  sviluppare l'idea d'impresa, valutare i canali di finanziamento, le strategie di comunicazione, ecc, con una grande attenzione rivolta al grado di innovazione, sostenibilità finanziaria, sociale e ambientale della futura impresa.

 

Con la sua esperienza Giambalvo sembra quasi rispondere alla domanda posta precedentemente, e cioè: possono le realtà periferiche essere promotrici di sviluppo e innovazione?

Se si lavora insieme, se ci si attiene a dei principi etici saldi, forse un altro mondo è davvero possibile. La strada sarà ancora lunga, ma quello che si evince è che la Sicilia in questo processo non sta a guardare.

 

Serena Intelisano

 

Ps: una versione ridotta di questo articolo è stata pubblicata l’8 giugno 2010 sul portale www.mediabeta.com/laricercadellavisibilita

 

 

(www.excursus.org, anno II, n. 12, luglio 2010)

 

 

 

 

 

 

Redazione:

Silvia Tropea (coordinatrice)

Linda Basile, Massimiliano Borelli, Silvia Caristi, Maria Ficarra, Annalice Furfari,

Marco Gatto, Serena Intelisano, Roberto La Fauci, Giuseppe Licandro

 

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