Anno III             

n.18                    Gennaio 2011

Quanti libri tiene il mondo / non saziar l'appetito mio profondo / quanto ho mangiato! e del digiun pur moro (Tommaso Campanella)                                                     Direttore responsabile: Luigi Grisolia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Eventi

 

 
 

Una nuova libreria a Messina:

"Doralice" a Contemplazione

di Luigi Grisolia

 

 

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È stata inaugurata il 28 novembre, a Messina, in via Consolare Pompea 429/431, Villaggio Contemplazione, la Libreria “Doralice”. Due luminosi e accoglienti locali costituiscono questo nuovo spazio culturale, gestito dalle giovani Viviana Montalto e Maria Riganello, che si affaccia davanti al meraviglioso scenario dello Stretto.

Abbiamo avuto il piacere di scambiare due parole con Viviana.

 

Aprire una libreria in Sicilia, dove meno di una persona su tre legge un libro nel corso di un anno e in un momento in cui le librerie indipendenti sono in grosse difficoltà. Com’è nata l’idea?

È stato da sempre il mio sogno. Le statistiche purtroppo sono vere, ma io e Maria abbiamo deciso di scommettere. Certo, non aveva senso una libreria in centro città: non saremmo sopravvissuti un solo giorno davanti alla concorrenza. Ma qui siamo in periferia, in una zona molto abitata ma priva di centri culturali. Vogliamo essere anche un punto d’incontro per i residenti, un luogo dove scambiare quattro chiacchiere sfogliando qualche pagina. Messina è una città con gravi difficoltà, ha bisogno di giovani che scommettano, sono troppi quelli che, al contrario, scelgono di andare via sicuri di non aver futuro nel luogo dove sono nati. È una cosa bruttissima. Aggiungo, infine: è esatto, si legge poco. Ma quelle poche persone che leggono, leggono tanto e di tutto. Lo abbiamo potuto appurare in queste prime settimane.

 

Da dove nasce il nome “Doralice”?

Una simpatica casualità. Io e Maria siamo state a lungo indecise, non riuscivamo a trovare un nome che soddisfacesse entrambe, considerato anche il fatto che volevamo evitare nomi banali o scontati (tipo “Peter Pan” o “Amici del Libro”). Allora ho fatto una ricerca su Internet. E ho trovato il nome “Doralice”, che significa “dono del mare”. Mi è piaciuto subito, una parola dolcissima. E poi noi siamo davanti al mare, “guardiamo” lo Stretto. Ho chiamato subito Maria, è piaciuto immediatamente anche a lei.

 

Qual è la tua idea di libraio?

Partiamo da un presupposto: la libreria è il libraio. E viceversa. Un libraio deve saper consigliare, aiutare, capire i clienti. Ma deve anche saper “lasciarli stare”, che non è così facile come potrebbe sembrare. Un buon libraio, inoltre, deve essere pronto a scommettere sulle piccole case editrici o su qualche autore sconosciuto e tentare di promuoverli. Questo perché, com’è noto, in Italia abbiamo tanti piccoli editori che pubblicano opere pregevoli ma che hanno grosse difficoltà di visibilità, oltre che di distribuzione.

 

Quindi fare il librario non significa «vendere l’anima», come ha scritto Romano Montroni?

Non per forza. Sicuramente significa mettere a disposizione l’anima. Bisogna essere molto aperti, pronti a sentire le parole dei clienti, ma, appunto, senza essere invadenti.

 

Sono previste attività culturali (presentazioni di libri, mostre, reading poetici, corsi) all’interno della libreria?

Certamente. Ne abbiamo già svolte diverse. Al momento, è in corso una bella mostra fotografica, intitolata “Re Frame”, delle opere di Davide De Domenico, Davide Patania, Barbara Lanza e Gianmarco Vetrano. Abbiamo ospitato anche i Time Trio, in una serata molto affascinante all’insegna del jazz. E il pomeriggio del 28 dicembre Luca Stella ha intrattenuto i bambini con la recitazione della fiaba di Pollicino. Per il futuro, tra l’altro, stiamo organizzando un laboratorio di scrittura creativa e un laboratorio di origami.

 

Darete spazio anche ai piccoli editori, soprattutto locali?

Senza dubbio. Lo accennavo già prima, del resto. A disposizione dei clienti ci sono già, tra gli altri, Pungitopo di Marina di Patti (Me) e la messinese Mesogea (Gruppo Gem). Ma vorrei ricordare anche i volumi di Gaffi Editore  e della Prospettiva Editrice (entrambe di Roma, che utilizzano carta riciclata), Keller (Trento), Marcos y Marcos (Milano). E per i bambini la Carthusia di Milano e la Sinnos di Roma, che pubblicano splendide fiabe in edizione bilingue.

 

Qual è stato, finora, il riscontro da parte dei residenti?

Devo dire ottimo. Molta gente è venuta addirittura a ringraziarci per l’idea di aprire una libreria in questa zona. Adesso non devono andare più in centro città con la macchina, in mezzo al traffico, per acquistare un libro, ma possono farsi una passeggiata sul lungomare e venire da noi. È piaciuto anche l’arredo dei locali, ci hanno detto che l’atmosfera è molto accogliente.

 

Di più i clienti che arrivano con idee chiare sui volumi da acquistare o quelli che, al contrario, chiedono un consiglio?

Di solito la gente sa già cosa vuole comprare: quel libro segnalato sull’inserto culturale de la Repubblica o quel volume presentato in Tv. Ma spesso queste stesse persone chiedono anche un consiglio.

 

I tre libri più venduti in questo primo mese di attività?

La caduta dei giganti di Ken Follett, Il sorriso di Angelica di Andrea Camilleri e Una ragazza da Tiffany di Susan Vreeland. Oltre ovviamente, soprattutto dato il periodo natalizio, ai libri di cucina di Benedetta Parodi (Benvenuti nella mia cucina) e Antonella Clerici (Le ricette di casa Clerici). Ma vorrei segnalare anche un altro testo vendutissimo: Sciroccu, malanova e piscistoccu. Sulla cultura del pescestocco a Messina, pubblicato dalla citata Pungitopo.

 

Tre libri che consigli assolutamente: un classico, un contemporaneo e una novità delle ultime settimane.

Tra i classici, senza dubbio la Divina Commedia, un’opera immortale. Tra i contemporanei, Neve di Maxence Fermine: una storia bellissima. Infine, tra le novità vorrei consigliare il testo di Antonio Tabucchi, Viaggi e altri viaggi.

 

Un’ultima domanda. Cosa pensi degli e-book?

Sono comodi. In viaggio, un conto è portarti dieci volumi, un altro un piccolo e-book reader. Ma non potranno mai sostituire il libro cartaceo, il suo fascino. Tanto per fare un esempio, a letto, la sera, sarà sempre più bello portarsi un libro, entrare in contatto fisico con le pagine e sentirne l’odore, che un freddo tablet elettronico.

 

Grazie. E, soprattutto, in bocca al lupo!

Grazie a voi. E crepi!

 

Luigi Grisolia

 

(www.excursus.org, anno III, n. 18, gennaio 2011)

 

 

 

 

 

 

Redazione:

Silvia Tropea (coordinatrice)

Marta Altieri, Linda Basile, Massimiliano Borelli, Silvia Caristi, Maria Ficarra, Annalice Furfari,

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