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L’inaugurazione, avvenuta lo scorso 18 dicembre, ha
registrato una grossa affluenza di pubblico. La
stessa cosa è avvenuta nei giorni successivi.
Finalmente, e lo diciamo con convinzione, a Messina
ha aperto un caffè letterario. Si chiama “Circolo
Pickwick”, evidente omaggio al capolavoro di Charles
Dickens, non solo nel nome ma anche, come diremo,
nelle intenzioni.
È
certamente una bella notizia, in una città da
sempre, sotto il punto vista culturale, “complessa”,
e ancora scottata dalla chiusura della Libreria “Hobelix”,
dopo 30 anni di attività.
Il
caffè letterario si trova in Via Ghibellina, nei
locali fino a qualche tempo fa occupati dall’ottica
“Randazzo”, e dobbiamo dire che si tratta certamente
di una scelta felice. Locali ampi e luminosi
accolgono la persona che entra, che viene subito a
contatto con i libri – protagonisti principali,
certo, ma, nell’idea dei gestori, non gli unici
protagonisti, del caffè –, libri che si possono
consultare, sfogliare. Poi, in fondo, la saletta
dove potersi sedere e consumare un aperitivo o una
bevanda, sempre in compagnia dell’amico-libro. È
presente anche un delizioso spazio esterno: sarà,
immaginiamo, un toccasana nelle calde sere d’estate.
Per
l’occasione, Excursus, che ha subito offerto
il suo convinto sostegno all’iniziativa, ha
intervistato Stefano Trifirò, amministratore della
società “Agorà”, che ha in gestione il locale.
Quand’è nata l’idea di un caffè letterario?
A
luglio, come una sorta di “illuminazione”. Abbiamo
pensato, e siamo convinti, che anche a Messina ci
sia un mercato potenziale, che attende solo di
essere “stimolato”. Non vogliamo essere la “solita”
libreria, ma, prima di tutto, un punto d’incontro.
Quali
attività avete in programma?
Stiamo predisponendo un calendario degli eventi, che
partiranno già a gennaio. Presentazioni di libri,
serate musicali, degustazioni, mostre di arte. E
qualsiasi altra manifestazione che sia consona al
nostro obiettivo primario: essere un posto dove si
produce cultura, in maniera dinamica, un posto
disponibile per tutta la città.
È una
bella scommessa a Messina, città troppo spesso
tacciata di “pigrizia culturale”, non crede?
Certamente. Ma sono convinto che esista una Messina
“nascosta”, in quanto non ha la possibilità di
apparire, e che quindi aspetta soltanto che ci siano
eventi come questo per far vedere che c’è. Non si
tratta soltanto di adulti, ma anche di ragazzi a cui
non piace stonarsi andando in discoteca o girando in
macchina con la musica ad un volume assurdo.
Sì,
lo pensiamo anche noi (è, del resto, lo stesso
target a cui si rivolge
Excursus)...
Immagino Messina come una forbice. Da un parte c’è
una Messina che vive di rumore, di kitsch, di quello
che vediamo nelle strade il sabato sera. Dall’altra,
c’è una Messina benpensante e colta, fatta anche,
come dicevo poc’anzi, di studenti, di giovani, e in
generale di persone che hanno bisogno di luoghi di
questo tipo, dove poter esprimere le loro esigenze
culturali. Insomma, vogliamo essere un piccolo
spazio, dove si fa cultura in modo semplice e
dinamico, aperto a tutti.
L’augurio di Excursus è che il “Circolo
Pickwick” possa raggiungere al meglio i suoi
obiettivi, soprattutto perché la nostra città ne ha
bisogno. Intanto, ne seguiremo costantemente le
attività.
Luigi Grisolia
(www.excursus.org,
anno II, n. 6, gennaio 2010)
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