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«E sembra un
sabato qualunque, un sabato italiano, il peggio
sembra essere passato… La notte è un dirigibile che
ci porta via lontano…».
Così inneggiano i
versi della canzone di Sergio Caputo che ci
accompagnano nel panorama della quotidianità
messinese, dove il sabato italiano lo si può
vivere al Caffè Letterario “Circolo Pickwick” di
Messina, col duo acustico Chef De La Musique,
composto da Roberto La Fauci (voce e chitarra
acustica) e Roberto Mento (percussioni). Due cuochi
immaginari che hanno presentato il loro repertorio
tutto italiano e cantautorale, servito su piatti di
portata.
Prendendo spunto
infatti dal loro nome, i brani sono stati cantati in
un ordine che ha fatto quasi pensare alla sequenza
antipasto, primo, secondo e dessert. Questo evento
innovativo – svoltosi sabato 20 marzo – ha mescolato
musica e letteratura: le parole cantate e le parole
stampate si sono fuse per una sera, per dare luogo
ad un connubio unico che, tuttavia, non ha escluso
gli altri sensi: la vista stuzzicata dalla
variabilità cromatica delle copertine dei libri e
dalle luci della sala; il tatto esaltato dalle trame
lisce o ruvide dei libri, dei tavoli, dei quadri;
l’olfatto stimolato dall’odore del cappuccino del
bar a quello, più profondo e penetrante, della
cultura e del relax. L’idea di fare musica
all’interno di una libreria forse potrebbe risultare
strana, ma non per questo meno interessante: sta a
noi lettori decidere in quel preciso momento quale
senso esaltare in mezzo a svariati stimoli. Il suono
melodico della chitarra, la limpidezza della voce,
il battere ritmico delle percussioni e dello shaker
echeggiano nell‘ampia sala, e tra una canzone e
l’altra si può girovagare all’interno del negozio,
sfogliando con mani curiose libri che potrebbero
catturare la nostra attenzione, osservare mostre di
quadri ed assistere alle loro presentazioni,
chiacchierare ed anche fruire del bar annesso.
Quella sera, i
nostri Chef hanno spaziato in un contesto musicale
molto ampio, da Sant’Andrea dei Denovo a
Camicie rosse di Fiorella Mannoia, passando per
Franco Battiato col suo Centro di gravità
permanente. L’atmosfera ben presto si è
riscaldata, i musicisti hanno alimentato il fuoco
corale dei presenti, i passanti dalla vetrina sono
rimasti incuriositi dalla musica proveniente
dall’interno: i più audaci, al ricordo di qualche
canzone alla quale sono fedeli sono entrati e hanno
apprezzato, i meno sono sgusciati via alla ricerca
di un loro sabato italiano. Ma noi, da appassionati,
da ricercatori della cultura, da fan presenti anche
quando gli Chef smontano i loro strumenti, non
potevamo mancare…
E la serata
prosegue con Niccolò Fabi e le sue Il negozio di
antiquariato e la bellissima Mimosa; o
con Lauzi col suo Poeta; Mario Venuti
e Carmen Consoli brindano con noi al ritornello di
Mai come ieri; Herbert Pagani ascolta la sua
Albergo a ore cantata da chi di musica, in
questi anni, ne ha fatta parecchio. Si arriva alla
fine della serata con le orecchie soddisfatte da
tutte queste canzoni, con la certezza di aver
trascorso un sabato qualunque in
compagnia di ottima musica che ha lasciato una
scarica di adrenalina nelle nostre vene, un riparo
decisamente confortevole ed il desiderio di seguire
questi amati Chef nelle cucine che calcheranno in
futuro, con i loro profumatissimi ed innovativi
piatti.
Maria Ficarra
(www.excursus.org,
anno II, n. 9, aprile 2010)
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