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La Società Italiana di Scienza Politica (Sisp) si è
data appuntamento a Venezia per il convegno annuale
sulla disciplina, giunto alla ventiquattresima
edizione.
Ospiti delle sedi dell’Università “Iuav” del
capoluogo lagunare, docenti e studiosi di Scienze
Politiche, ma anche esperti e amministratori, si
sono riuniti dal 16 al 18 Settembre per presentare e
discutere ricerche e analisi sui temi principali
della materia.
Il programma prevedeva sessioni plenarie, dedicate a
riflessioni generali sullo stato della disciplina e
numerosi panels, raggruppati in dodici
sezioni tematiche, nei quali i partecipanti hanno
potuto approfondire studi specialistici, in linea
con i differenti interessi di ricerca che convivono
nella Scienza Politica. Dalle grandi questioni di
Relazioni Internazionali agli Studi sull’Opinione
Pubblica, passando per le sezioni dedicate alla
Politica dell’Unione Europea e alle Regioni, i
panels hanno pertanto affrontato tutti i livelli
dell’analisi politologica, coprendo tutta la vasta
gamma di specializzazioni della disciplina.
La prima sessione plenaria è stata introdotta dai
saluti di benvenuto di Amerigo Restucci, rettore
dell’Università “Iuav”, Luciano Vettoretto,
direttore del Dipartimento “Iuav” per la Ricerca e
Mauro Calise, presidente Sisp. A seguire, la
prolusione di Ilvo Diamanti su Fenomenologia
politica del senso comune, presieduta da
Leonardo Morlino, presidente dell’Ipsa. Il professor
Diamanti, noto al grande pubblico per i suoi
editoriali sul quotidiano la Repubblica, ha
catturato l’attenzione di studenti e colleghi con
un’accattivante analisi delle dinamiche del senso
comune applicate alle grandi questioni di politica e
attualità.
Dopo una breve pausa, i lavori sono proseguiti con
un appassionante confronto tra Sergio Fabbrini e
Luca Verzichelli dal titolo Quo Vadis Scienza
Politica, presieduto da Luciano Bardi, chair
dello European Consortium of Political Research (Ecpr).
La tavola rotonda è stata l’occasione per riflettere
su alcuni punti cruciali dello stato della Scienza
Politica in Italia. Animata dagli interventi di
illustri docenti della disciplina, il dibattito ha
posto problemi importanti quali lo sviluppo degli
studi sul sistema politico globale, in parallelo con
quelli sul sistema politico italiano ed europeo e il
necessario confronto della scienza politica italiana
con la ricerca a livello europeo e internazionale.
Non sono mancati i riferimenti alle difficoltà
intrinseche che sta attraversando il mondo della
ricerca nel nostro Paese, da cui le scienze sociali
non sono immuni, e che colpiscono in particolar modo
i giovani studiosi. Dottorandi, assegnisti,
ricercatori, infatti, sembrano essere sempre più,
come qualcuno li ha definiti nel corso del
dibattito, “volontari” della ricerca, che impegnano
il loro tempo, passione ed energia in un mondo,
quello accademico, che oggi presta troppa poca
attenzione al loro futuro. Precariato, rigidità di
un sistema avaro di opportunità e povero di
meritocrazia, tuttavia, colpiscono non solo le vite
di tanti giovani studiosi, ma anche il futuro della
disciplina, che non potrà permettersi di competere
appieno con le altre realtà accademiche a livello
internazionale, finché non imparerà a comprendere
l’importanza di investire sulle nuove, meritevoli
risorse. Non è un caso che un buon numero di
contributi ai panels della Sisp siano
arrivati proprio dai giovani ricercatori, dottorandi
e post-doc, autori di ricerche spesso aggiornate e
innovative e che rappresentano una speranza per lo
sviluppo futuro della disciplina. Quest’ultima,
infatti, se, da una parte, ha bisogno di reggersi
sull’esperienza e patrimonio culturale dei “vecchi”
maestri, necessita d’altra parte di puntare sulle
nuove leve, giovani cresciuti in un clima
multiculturale e cosmopolita, che possono portare
entusiasmo e linfa nuova alla ricerca politologica.
La seconda sessione plenaria, infine, ha avuto luogo
venerdì 17 Settembre, ospitando un’interessante
tavola rotonda su Urban Studies in Contemporary
Political Sciences, presieduta da Donatella
Calabi, prorettore dell’ateneo veneziano, cui hanno
partecipato Pier Luigi Crosta, Paul Kantor, Patrick
Les Galés, Robert Leonardi e Raffaella Nanetti.
A conclusione, l’assemblea dei soci, nel corso della
quale è stato conferito il Premio “Carlo Maria
Santoro” per il miglior paper 2009 a Francesco Moro,
post-doctoral fellow all’Istituto di Scienze Umane
(Sum) di Firenze.
Linda Basile
(www.excursus.org,
anno II, n. 15, ottobre 2010)
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