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Esiste un numero infinito di modi di leggere un
libro: forse per definirlo bisognerebbe moltiplicare
ogni libro per ogni lettore, per ogni momento della
vita.
Ci si può immergere profondamente nella storia
narrata, abitarne le atmosfere, aprirsi
completamente e acriticamente e lasciarsi invadere,
in una sorta di osmosi, dalle emozioni in gioco:
gioire, incuriosirsi, disperarsi con i personaggi,
in una totale identificazione, e lasciare che
ricompaiano nei propri sogni − mediati dai contenuti
della propria vita. Un libro ci può turbare,
scuotere nelle viscere, segnare o trasformare la
nostra personalità, o − “incontrato” al
momento giusto − ci può
portare fuori da un tunnel.
Ma c’è anche un modo più mediato e riflessivo di
porsi di fronte ad esso, osservandolo come un
oggetto “altro da sé”, di cui fare esperienza; un
oggetto con una sua genesi, una sua vita, che
scaturisce − in qualche modo − dalle vicende di
quella del suo autore. Un libro può essere come un
messaggero, portatore di temi e di domande, di
spunti di conoscenza e riflessione, un “prodotto”
della cultura del suo tempo, o del nostro.
Un confortevole equilibrio
I
due diversi atteggiamenti appena descritti
(partecipazione totale o distanza critica) sono in
realtà complementari, e perché un libro diventi
veramente un’esperienza viva e vitale di conoscenza
e di consapevolezza sono forse indispensabili
entrambi.
L’approccio che si sperimenta visitando il blog
letterario di Massimo Maugeri,
Letteratitudine
(www.letteratitudine.blog.kataweb.it)
si pone in un misurato equilibrio tra essi, di
fronte al libro che di volta in volta
viene presentato all’attenzione. Infatti, ogni
visitatore del blog può riportare la sua esperienza
personale di lettura o anche un episodio della
propria storia personale, prendendo a pretesto gli
argomenti trattati nel libro − ed è spesso stimolato
a farlo dalle domande che portano al dibattito − ma
allo stesso tempo nello spazio comune si discute
sullo stile e il ritmo dei racconti, si ricostruisce
la genesi di un immaginario e ci si sofferma sul
significato e le implicazioni più estese dei temi
oggetto della lettura, allargando la prospettiva
alla storia e alla cultura del nostro tempo anche
attraverso i molti materiali messi a disposizione −
recensioni, articoli, link, interviste, brani tratti
dai testi − e attraverso il confronto tra i
lettori/ospiti del blog, il più delle volte animato
e arricchito dalle voci di scrittori, giornalisti,
critici letterari, personaggi della cultura o dagli
autori stessi.
Il tutto si svolge in un clima serio, ma lieve e
garbato, in cui trova spazio anche l’ironia e
qualche simpatica schermaglia.
La virtù che colpisce di più in questo blog è
proprio la pacatezza, la misura, l’equilibrio e, al
tempo stesso, la precisione
con cui è presentato, condotto, moderato, non solo
dal suo fondatore, che pure resta la voce dominante,
ma anche da
un team di scrittori/collaboratori preparati e
abili, solo per citarne alcuni:
Roberto Alajmo, Andrea Di Consoli, Antonella
Cilento, Gordiano Lupi, Luciano Comida.
E
quasi senza accorgersene, frequentando con assiduità
Letteratitudine − ed è difficile non farlo,
una volta che si
sia visitato −, oltre a essere informati sulla
vastità delle offerte del panorama letterario,
selezionate con intelligenza, si può apprendere e
fare proprio un “metodo” di confrontarsi con la
lettura, una delle esperienze più ricche e
arricchenti che la nostra vita contempla.
Identikit del fondatore
Massimo Maugeri, scrittore catanese nato nel 1968,
collabora alle pagine culturali di diversi
quotidiani e riviste (tra cui La Sicilia,
Il Mattino e L’indice dei libri del mese);
nel 2005 ha pubblicato il romanzo Identità
distorte (Prova d’Autore), vincitore del
prestigioso Premio Letterario Internazionale “Nino
Martoglio”.
Nel 2006 inizia la sua avventura con il blog
Letteratitudine, a cui fa seguito un’ampia
attività di scambi e di iniziative congiunte con
altri blogger, come è nella natura del web:
Dirimpettai, un dialogo con il blog della
scrittrice Francesca Mazzucato
(Books
and other sorrow
http://scritture.blog.kataweb.it/);
l’adesione al blog letterario collettivo La
poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/);
la partecipazione, insieme a circa cento personalità
dell’economia e della cultura costituenti la
comunità virtuale dei Living Mutants Society,
al progetto “Le Aziende In-visibili”, curato da
Marco Minghetti, per la produzione di un’opera
narrativa “collettiva” (Le Aziende In-Visibili,
Scheiwiller, 2008), ispirata a Le città
invisibili di Italo Calvino.
Identi-blog
Ma torniamo a Letteratitudine, che appena
nato subito si distingue tra i litblog (literary
blog) per il suo successo, tanto da diventare
uno dei blog d’autore del Gruppo “L’Espresso”, un
riconoscimento notevole.
Oggi Letteratitudine è anche un volume (Letteratitudine.
Il libro, pubblicato da Azimut e curato dallo
stesso Maugeri), il promotore di un premio
letterario dai toni giocosi, ma sostenuto da
un’ampia partecipazione dei lettori/votatori, il
Letteratitudine Book Award (che abbiamo
rilanciato anche su Excursus – clicca
qui –: vincitore per il 2009 è stato il romanzo
2666,
edito da Adelphi, di Roberto Bolaño)
e un canale su YouTube (www.youtube.com/Letteratitudine).
Il progetto si basa su un’idea molto semplice: ecco
come la spiega proprio Maugeri, in un’intervista
rilasciata nel settembre 2007 allo scrittore
Gianfranco Franchi, per l’agorà virtuale/blog
collettivo Lankelot (www.lankelot.eu):
«Avevo un obiettivo: parlare il meno possibile di me
e delle mie cose e dare spazio agli altri, ai libri;
ai dibattiti sui libri, sulla cultura, sui fatti di
attualità che avessero attinenze letterarie.
L’idea consisteva nel creare qualcosa che fosse a
metà strada tra il blog individuale e il blog
collettivo. Un sito da poter indicare come “mio
blog”, ma anche come “nostro blog”. Un luogo
d’incontro virtuale dove scrittori, lettori,
librai, giornalisti, letterati ecc. potessero
incontrarsi veramente (il gioco ossimorico è
voluto). Uno spazio capace di privilegiare il
confronto finalizzato alla crescita. Non qualcosa di
“alto” o esclusivo. Tutto il contrario. Immaginavo
una specie di caffè letterario (come quelli di una
volta), però aperto a tutti. Avvicinare la gente
alla cultura, ai libri, alla letteratura. Creare una
comunità che cooperasse per il reciproco scambio di
conoscenze. Questi gli obiettivi».
Dare spazio, avvicinare, aprire, incontrarsi, creare
nessi nuovi e originali tra cultura, letteratura e
attualità, creare sinergie tra luoghi virtuali,
cooperare per la crescita di tutti: la “rete” offre
grandi potenzialità, come intuisce Massimo Maugeri,
e tutto sta a saperle sfruttare al meglio. Ecco
perché un blog è come un bambino da guidare per
mano, spingerlo avanti a esplorare nuovi territori,
ma senza oltrepassare mai il limite delle sue
capacità, senza finire per scrivere “sopra le
righe”, invece che in mezzo ad esse. Ed ecco vi
sorgono voci, opinioni, commenti, brevi aneddoti,
stralci poetici, regalati da persone di estrazione
diversa, in momenti diversi. C’è chi scrive da un
albergo, o da un treno, chi risponde in fretta preso
tra mille impegni, chi si dilunga a riflettere
magari nel buio di una serata solitaria in una casa
vuota. Una ricchezza straordinaria.
«Vorrei conoscere. E far
conoscere. Ma soprattutto… vorrei
unire:
sguardi, punti di vista, voci. Esperienze.», afferma
ancora Maugeri nell’introduzione a
Letteratitudine chiama mondo, lo spazio del blog
dedicato agli eventi e alle notizie che riguardano
la cultura italiana all’estero. Esistono tanti modi
per farlo, eccone alcuni resi possibili da
Letteratitudine.
Appuntamento con l’autore
Non vi piacerebbe starvene comodamente seduti sul
divano di casa vostra a parlare di letteratura con
Dacia Maraini, o Paolo Di Stefano, o altri autori?
Potete farlo. Oltre ad essere intervistati, gli
autori dei libri presentati nel blog − ed è questo
forse uno dei tratti più originali di questa
iniziativa − sono generalmente invitati a
partecipare al dibattito virtuale, rispondendo alle
domande dei lettori/visitatori, ma anche aggiungendo
liberamente quanto hanno da dire sui temi proposti.
Ed è interessante vedere come, ognuno con la sua
propria voce, impronta e testimonianza offre nuovi
spunti di approfondimento per la lettura, o comunque
trasmette il “timbro”, la “tonalità” della vita
personale da cui è scaturito quel particolare
romanzo e il significato che ha avuto per l’autore
stesso.
Per arricchire e rendere più efficace questo dialogo
e stimolare la partecipazione di tutti, il libro
viene prima brevemente introdotto da un commento,
seguono poi nella maggior parte dei casi una
recensione, la quarta di copertina, o un breve
stralcio del testo, il rimando a un articolo o
un’intervista con l’autore. Insomma, un quadro
completo e sufficienti informazioni anche per chi
non l’abbia letto per intervenire nel blog con
qualche domanda da «giornalista culturale», volta a
comprendere meglio cosa il libro ha da offrire.
Poi viene lanciato il sasso della “provocazione”: le
domande, suggerite da Maugeri, a cui i partecipanti
sono chiamati, se vogliono, a rispondere.
Si tratta di domande che partono dall’occasione
letteraria, ma possono spingersi anche più lontano,
fino all’intimità dell’esperienza individuale, alle
problematiche più attuali o addirittura fino agli
“interrogativi epocali” del nostro secolo.
Ne scaturisce un dibattito molto
piacevole e vivace, tra toni personali e toni
generali, in cui si può intervenire, o semplicemente
stare a guardare. Alcuni scrivono dei brevi brani
che hanno tutte le caratteristiche di un
racconto o poesia: Letteratitudine =
letteratura + moltitudine?
Per chi fosse curioso di vedere coi propri occhi,
ecco ad esempio il link all’incontro
con Dacia Maraini (post dell’11 maggio 2008) sul suo
libro Il treno dell’ultima notte (Rizzoli,
pagg. 432, euro 19,00):
http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2008/05/11/il-treno-dellultima-notte-incontro-con-dacia-maraini.
Nel blog trovano naturalmente spazio anche dibattiti
basati su temi d’attualità, come accennato: tra
questi ricordiamo il tempestivo Letteratitudine
chiama scuola, “postato” il 28 settembre 2009,
in piena apertura dell’anno scolastico: un forum
permanente dedicato a “scuola e dintorni”, a 360
gradi. Il dibattito è animato e condotto, insieme a
Maugeri, da Maria Luisa Riccioli e Maria Rita
Pennisi, due scrittrici e insegnanti, oltre che
frequentatrici del blog. Subito un successo, anche
per l’importanza e la varietà degli argomenti
toccati, che vanno dal rapporto tra genitori e
insegnanti, agli obiettivi educativi prioritari,
dalle considerazioni sulle ultime controverse
iniziative legislative che hanno toccato la scuola,
alla crisi di valori che investe la nostra società
attuale, dalle proposte di lettura ai temi della
multiculturalità.
Dinamismo incessante
Cercare di descrivere un blog è una missione persa
in partenza, perché la rete è lo spazio dinamico per
eccellenza e la varietà e la vastità dei temi e
degli agganci è davvero impressionante.
Vi sono i Post permanenti, forum sempre
aperti su temi di interesse letterario e non, come,
ad esempio, il Dibattito sul romanzo storico,
ma anche il sondaggio su I dieci libri più belli
di tutti i tempi, senza trascurare I pro e i
contro di Facebook, passando – non senza rischi,
ovviamente – per una panoramica sulla
Responsabilità legale della scrittura in rete.
Altre rubriche animano questo appassionante “caffé
letterario virtuale”: tra le più originali
segnaliamo Le recensioni incrociate in cui
due scrittori vengono invitati a recensire
reciprocamente un libro dell’altro; un esperimento
che risulta in una frammistione di temi e stili e
nel leggere le recensioni ci si ritrova in una
composizione di voci e di toni molto godibile, quasi
un gioco caleidoscopico di metamorfosi e di colori.
A dimostrazione del fatto che la varietà dei punti
di vista è davvero infinita.
O ancora, trova spazio la
presentazione di eventi,
magari congiunta
a quella di libri di argomento affine, come nel caso
di “Oronzo Macondo” (organizzato dall’omonima
associazione culturale pugliese sul tema
“Letteratura e Rete”) e il libro
Potere di link. Scritture e letture dalla carta
ai nuovi media (Bonanno editore) della
giornalista e docente di giornalismo
Rosa Maria Di Natale.
Chi vuole, può anche servirsi dello spazio messo a
disposizione per segnalare propri eventi o
pubblicazioni, in una sorta di bacheca virtuale,
semplicemente inserendo i dati in un menu
predisposto.
Spazio per tutti, insomma, e
perfino “luoghi paralleli”, come
Voce di libraio,
una rubrica dedicata a questo spesso trascurato, ma
fondamentale, anello della “filiera del libro”, un
Laboratorio di traduzione
per dare voce a chi esercita questo non facile
mestiere,
l’Iperspazio
creativo,
concepito per
proporre brevi testi inediti, o La camera accanto,
in cui si possono aprire dibattiti su cinema,
politica e temi paralleli alla lettura.
L’intervista
Tutto quanto descritto è Letteratitudine. Ma,
a chiusura di questo nostro articolo, ci sembra
perfetto scambiare quattro chiacchiere proprio con
Massimo Maugeri.
Cosa ti aspetti da chi interviene e cosa cerchi di
offrire nei casi in cui sei tu
ad intervenire
in altri blog?
Lo scambio, l’occasione di confronto, la possibilità
di esprimere un’opinione e misurarla con quella
degli altri. E credere che lo scambio, il confronto,
il moltiplicarsi delle voci (a cui ciascuno di noi
contribuisce) sia un arricchimento per sé e per gli
altri. Per me è una necessità primaria,
fondamentale. Anche se − per la verità − devo
ammettere che la mia partecipazione alle discussioni
proposte da altri blog si è rarefatta per via del
grande impegno profuso nella gestione di
Letteratitudine (che richiede, in media, un
lavoro di tre/quattro ore al giorno).
Quali sono i pericoli che percepisci nel condurre e
gestire un blog? Derive anarchiche? Cadute di
interesse? O..?
Internet è un medium eccezionale e affascinante. Ma
come ogni medium (come ogni esperienza umana, oserei
dire) ha i suoi pro e i suoi contro. Sulla colonna
di sinistra del mio blog compare questa scritta: «La
libertà individuale, anche di espressione, trova
argini nel rispetto altrui. Commenti fuori
argomento, o considerati offensivi o irrispettosi
nei confronti di persone e opinioni potrebbero
essere tagliati, modificati o rimossi». Nella
“netiquette” del sito, poi, ho scritto quanto segue:
«Letteratitudine nasce fondamentalmente come
luogo di incontro. Per tale motivo si basa sui
principi dell’accoglienza e della cordialità. Il
creatore e gestore del blog ringrazia
anticipatamente tutti coloro che, con i loro
interventi, daranno un contributo a mantenere un
clima di accoglienza e serenità». Anche se poi
aggiungo: «Naturalmente, nell’ambito delle
discussioni proposte, è ammessa la polemica… purché
sia sensata, utile e costruttiva; ma sempre entro i
limiti dell’assoluto rispetto di persone e opinioni».
Per me i valori sopra espressi sono fondamentali,
proprio per consentire − come accennavo prima − lo
scambio, il confronto, il moltiplicarsi delle voci…
in un contesto sereno. Altrimenti il “pericolo” è
che − qualora i toni si dovessero accendere in
maniera eccessiva − la discussione possa scadere
nella “rissa”. Ecco: quello della “rissa” è uno dei
pericoli più frequenti che si corre nella gestione
di un blog con commenti aperti, non filtrati (com’è
Letteratitudine).
Come ho avuto modo di dire in altre occasioni, non
cerco la concordia universale, ma nemmeno
un’opposizione dura a tutti i costi che si conclude
con lo “sfinimento” dell’avversario. Credo sia
meglio esprimere le proprie opinioni rispettando
quelle degli altri (ovvero, senza dover
necessariamente imporre le proprie idee agli altri).
Quale elemento è predominante nella scelta di un
libro da presentare?
Il tema trattato è, di certo, uno degli elementi
predominanti. Ci sono alcuni temi che meglio di
altri si prestano per una discussione.
La soddisfazione più grande che ricordi tra gli
eventi capitati nel blog?
Riuscire a riconoscere il talento altrui. E farlo
durare, dargli spazio. La soddisfazione più grande,
per me, è questa. Cito per tutti il caso di Simona
Lo Iacono, scrittrice e magistrato. Ho riconosciuto
subito, già dai primi commenti che rilasciava sul
blog, la sua pregevole ambivalenza di artista della
penna e di giurista. E ho avuto l’intuizione che le
due caratteristiche potessero confluire in uno
stesso spazio dove diritto e letteratura, parola e
processo, finissero con il mischiarsi in un’unica
voce. Così, all’interno di Letteratitudine,
ho creato la rubrica Letteratura è diritto,
letteratura è vita affidandola proprio a Simona
Lo Iacono e fornendole l’occasione di raccontare,
con approccio letterario, alcuni fatti accaduti
nell’aula di tribunale da lei presieduta.
E la delusione più grande?
In verità non credo di aver avuto delusioni. Ogni
tanto, semmai, affiora la stanchezza e il rammarico
di dover “sacrificare” buona parte del tempo che
potrei dedicare alla mia scrittura per portare
avanti questo blog. Ma arrivo sempre alla
conclusione che ne vale assolutamente la pena.
Dal 2006 (anno di nascita di
Letteratitudine)
ad oggi,
hai notato delle differenze nel modo in cui le
persone, il “pubblico”, usa la rete? Quali?
C’è molta più consapevolezza e un po’ meno
“esibizionismo”. E d’altra parte c’è più
dispersione, più frammentazione… incrementate, da
ultimo, dal grande successo di certi social network
come Facebook.
In Italia − paradossalmente, ma doverosamente − si è
recentemente scesi in piazza a manifestare per la
libertà di stampa: nella tua opinione, c’è più
“libertà” sul Web che sulla carta stampata e sugli
altri
media? In quale modo e in quale misura la grande
“ridondanza” dei messaggi lanciati su Internet gioca
“contro” questa libertà?
Nonostante tutto credo che Internet offra più
libertà di espressione. Per me Internet è una
rivoluzione, una rivoluzione vera. E mi fa piacere
ribadirlo anche qui ad Excursus. Ne ero già
convinto nel marzo 2007, quando pubblicai un post
“importante”: una sorta di pietra miliare del mio
blog. Il titolo era: La rivoluzione Internet e
Pasolini.
In quel post ricordai Pier Paolo Pasolini e riportai
il suo pensiero relativo ai medium di massa (come li
chiamava lui). C’è un video Rai, disponibile su
YouTube, in cui Pasolini − sollecitato dalle
domande di un Enzo Biagi già incanutito, ma in
splendida forma − sostiene che «la televisione è un
medium di massa. E un medium di massa non può che
mercificarci e alienarci». E poi che «nel momento in
cui qualcuno ci ascolta sul video ha verso di noi un
rapporto da inferiore a superiore; che è un rapporto
spaventosamente antidemocratico».
Credo che Internet offra un tasso di democraticità
superiore ad altri medium (dalla carta stampata alla
televisione). Un ulteriore rischio (oltre a quello
della rissa) è che questa democraticità, portata
all’estremo (e al di là della questione della
“ridondanza” e del “caos”), rischia di sconfinare
nell’anarchia. Per questo è necessaria, a mio
avviso, la figura di un moderatore… o meglio, un
“facilitatore” delle discussioni (che si assume, tra
gli altri, il compito di evitare che il dibattito
“perda senso”). Di certo (a mio avviso, almeno)
Internet non ci libera dal rischio di “mercificarci
e alienarci”. Ma questo è un rischio insito in ogni
medium, e la mercificazione e l’alienazione
dipendono da come l’uomo si relaziona ad esso.
Qual è il rapporto, se ce n’è uno, tra i blog
letterari e il mondo dell’editoria nei suoi aspetti
produttivi e commerciali, secondo la tua esperienza?
In che misura, ad esempio, le case editrici
percepiscono le potenzialità di questi “luoghi
virtuali” di discussione e di comunicazione?
Il rapporto tra blog letterari e il mondo
dell’editoria è sempre più stretto. Gli addetti ai
lavori e gli uffici stampa delle case editrici sanno
bene che − anche in termini di divulgazione e di
vendita − molto spesso le discussioni sui libri,
condotte sui blog letterari importanti, “rendono”
più delle classiche recensioni. E sanno che, nel
prossimo futuro, il peso della percentuale di
vendite via Internet sarà sempre più consistente.
Letteratitudine: blog, libro, premio letterario:
quale sarà il prossimo passo?
Il prossimo passo è fare di Letteratitudine
anche uno… spazio radio. Ma è un passo già
compiuto:
http://letteratitudine.blog.kataweb.it/letteratitudine-radio-hinterland/.
Tutto questo nasce da un libro?
Un diamante, se non ci passa la luce, è solo una
pietra.
Un libro è solo un libro, ma quando lo attraversano
le voci, le esperienze e le opinioni di molti, gli
sguardi di approfondimento di alcuni, quando può
mostrare le sue diverse sfaccettature e i suoi
aspetti e lasciare che si rivelino i suoi segreti,
si illumina, vive e risplende.
Luciana Rossi
Ps: nell'immagine, il
"francobollo" di Letteratitudine tratto dal
logo del blog.
(www.excursus.org,
anno I, n. 4, novembre 2009)
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