Anno I              n.4                     Novembre 2009

Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come gli ambiziosi, per istruivi. No, leggete per vivere (Gustave Flaubert)                                                     Direttore responsabile: Luigi Grisolia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Culturalmente...

 

Letteratitudine, come dire

 letteratura + beatitudine!

 di Luciana Rossi

Panoramica sul blog letterario  

 di Massimo Maugeri, scrittore:

 un sereno spazio di confronto

 

 

 

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Esiste un numero infinito di modi di leggere un libro: forse per definirlo bisognerebbe moltiplicare ogni libro per ogni lettore, per ogni momento della vita.

Ci si può immergere profondamente nella storia narrata, abitarne le atmosfere, aprirsi completamente e acriticamente e lasciarsi invadere, in una sorta di osmosi, dalle emozioni in gioco: gioire, incuriosirsi, disperarsi con i personaggi, in una totale identificazione, e lasciare che ricompaiano nei propri sogni − mediati dai contenuti della propria vita. Un libro ci può turbare, scuotere nelle viscere, segnare o trasformare la nostra personalità, o − “incontrato” al momento giusto − ci può portare fuori da un tunnel.

 

Ma c’è anche un modo più mediato e riflessivo di porsi di fronte ad esso, osservandolo come un oggetto “altro da sé”, di cui fare esperienza; un oggetto con una sua genesi, una sua vita, che scaturisce − in qualche modo − dalle vicende di quella del suo autore. Un libro può essere come un messaggero, portatore di temi e di domande, di spunti di conoscenza e riflessione, un “prodotto” della cultura del suo tempo, o del nostro.  

 

Un confortevole equilibrio

I due diversi atteggiamenti appena descritti (partecipazione totale o distanza critica) sono in realtà complementari, e perché un libro diventi veramente un’esperienza viva e vitale di conoscenza e di consapevolezza sono forse indispensabili entrambi.

 

L’approccio che si sperimenta visitando il blog letterario di Massimo Maugeri, Letteratitudine (www.letteratitudine.blog.kataweb.it) si pone in un misurato equilibrio tra essi, di fronte al libro che di volta in volta viene presentato all’attenzione. Infatti, ogni visitatore del blog può riportare la sua esperienza personale di lettura o anche un episodio della propria storia personale, prendendo a pretesto gli argomenti trattati nel libro − ed è spesso stimolato a farlo dalle domande che portano al dibattito − ma allo stesso tempo nello spazio comune si discute sullo stile e il ritmo dei racconti, si ricostruisce la genesi di un immaginario e ci si sofferma sul significato e le implicazioni più estese dei temi oggetto della lettura, allargando la prospettiva alla storia e alla cultura del nostro tempo anche attraverso i molti materiali messi a disposizione − recensioni, articoli, link, interviste, brani tratti dai testi − e attraverso il confronto tra i lettori/ospiti del blog, il più delle volte animato e arricchito dalle voci di scrittori, giornalisti, critici letterari, personaggi della cultura o dagli autori stessi.

Il tutto si svolge in un clima serio, ma lieve e garbato, in cui trova spazio anche l’ironia e qualche simpatica schermaglia.

 

La virtù che colpisce di più in questo blog è proprio la pacatezza, la misura, l’equilibrio e, al tempo stesso, la precisione con cui è presentato, condotto, moderato, non solo dal suo fondatore, che pure resta la voce dominante, ma anche da un team di scrittori/collaboratori preparati e abili, solo per citarne alcuni: Roberto Alajmo, Andrea Di Consoli, Antonella Cilento, Gordiano Lupi, Luciano Comida.

E quasi senza accorgersene, frequentando con assiduità Letteratitudine − ed è difficile non farlo, una volta che si sia visitato −, oltre a essere informati sulla vastità delle offerte del panorama letterario, selezionate con intelligenza, si può apprendere e fare proprio un “metodo” di confrontarsi con la lettura, una delle esperienze più ricche e arricchenti che la nostra vita contempla.

 

Identikit del fondatore

Massimo Maugeri, scrittore catanese nato nel 1968, collabora alle pagine culturali di diversi quotidiani e riviste (tra cui La Sicilia, Il Mattino e L’indice dei libri del mese); nel 2005 ha pubblicato il romanzo Identità distorte (Prova d’Autore), vincitore del prestigioso Premio Letterario Internazionale “Nino Martoglio”.

Nel 2006 inizia la sua avventura con il blog  Letteratitudine, a cui fa seguito un’ampia attività di scambi e di iniziative congiunte con altri blogger, come è nella natura del web: Dirimpettai, un dialogo con il blog della scrittrice Francesca Mazzucato (Books and other sorrow  http://scritture.blog.kataweb.it/); l’adesione al blog letterario collettivo La poesia e lo spirito (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/); la partecipazione, insieme a circa cento personalità dell’economia e della cultura costituenti la comunità virtuale dei Living Mutants Society, al progetto “Le Aziende In-visibili”, curato da Marco Minghetti, per la produzione di un’opera narrativa “collettiva” (Le Aziende In-Visibili, Scheiwiller, 2008), ispirata a Le città invisibili di Italo Calvino.

 

Identi-blog

Ma torniamo a Letteratitudine, che appena nato subito si distingue tra i litblog (literary blog) per il suo successo, tanto da diventare uno dei blog d’autore del Gruppo “L’Espresso”, un riconoscimento notevole.

Oggi Letteratitudine è anche un volume (Letteratitudine. Il libro, pubblicato da Azimut e curato dallo stesso Maugeri), il promotore di un premio letterario dai toni giocosi, ma sostenuto da un’ampia partecipazione dei lettori/votatori, il Letteratitudine Book Award (che abbiamo rilanciato anche su Excursus – clicca qui –: vincitore per il 2009 è stato il romanzo 2666, edito da Adelphi, di Roberto Bolaño) e un canale su YouTube (www.youtube.com/Letteratitudine).

 

Il progetto si basa su un’idea molto semplice: ecco come la spiega proprio Maugeri, in un’intervista rilasciata nel settembre 2007 allo scrittore Gianfranco Franchi, per l’agorà virtuale/blog collettivo Lankelot (www.lankelot.eu): «Avevo un obiettivo: parlare il meno possibile di me e delle mie cose e dare spazio agli altri, ai libri; ai dibattiti sui libri, sulla cultura, sui fatti di attualità che avessero attinenze letterarie. L’idea consisteva nel creare qualcosa che fosse a metà strada tra il blog individuale e il blog collettivo. Un sito da poter indicare come “mio blog”, ma anche come “nostro blog”. Un luogo d’incontro virtuale dove scrittori, lettori, librai, giornalisti, letterati ecc. potessero incontrarsi veramente (il gioco ossimorico è voluto). Uno spazio capace di privilegiare il confronto finalizzato alla crescita. Non qualcosa di “alto” o esclusivo. Tutto il contrario. Immaginavo una specie di caffè letterario (come quelli di una volta), però aperto a tutti. Avvicinare la gente alla cultura, ai libri, alla letteratura. Creare una comunità che cooperasse per il reciproco scambio di conoscenze. Questi gli obiettivi».

 

Dare spazio, avvicinare, aprire, incontrarsi, creare nessi nuovi e originali tra cultura, letteratura e attualità, creare sinergie tra luoghi virtuali, cooperare per la crescita di tutti: la “rete” offre grandi potenzialità, come intuisce Massimo Maugeri, e tutto sta a saperle sfruttare al meglio. Ecco perché un blog è come un bambino da guidare per mano, spingerlo avanti a esplorare nuovi territori, ma senza oltrepassare mai il limite delle sue capacità, senza finire per scrivere “sopra le righe”, invece che in mezzo ad esse. Ed ecco vi sorgono voci, opinioni, commenti, brevi aneddoti, stralci poetici, regalati da persone di estrazione diversa, in momenti diversi. C’è chi scrive da un albergo, o da un treno, chi risponde in fretta preso tra mille impegni, chi si dilunga a riflettere magari nel buio di una serata solitaria in una casa vuota. Una ricchezza straordinaria.

«Vorrei conoscere. E far conoscere. Ma soprattutto… vorrei unire: sguardi, punti di vista, voci. Esperienze.», afferma ancora Maugeri nell’introduzione a Letteratitudine chiama mondo, lo spazio del blog dedicato agli eventi e alle notizie che riguardano la cultura italiana all’estero. Esistono tanti modi per farlo, eccone alcuni resi possibili da Letteratitudine.

 

Appuntamento con l’autore

Non vi piacerebbe starvene comodamente seduti sul divano di casa vostra a parlare di letteratura con Dacia Maraini, o Paolo Di Stefano, o altri autori? Potete farlo. Oltre ad essere intervistati, gli autori dei libri presentati nel blog − ed è questo forse uno dei  tratti più originali di questa iniziativa − sono generalmente invitati a partecipare al dibattito virtuale, rispondendo alle domande dei lettori/visitatori, ma anche aggiungendo liberamente quanto hanno da dire sui temi proposti.  

 

Ed è interessante vedere come, ognuno con la sua propria voce, impronta e testimonianza offre nuovi spunti di approfondimento per la lettura, o comunque trasmette il “timbro”, la “tonalità” della vita personale da cui è scaturito quel particolare romanzo e il significato che ha avuto per l’autore stesso.

Per arricchire e rendere più efficace questo dialogo e stimolare la partecipazione di tutti, il libro viene prima brevemente introdotto da un commento, seguono poi nella maggior parte dei casi una recensione, la quarta di copertina, o un breve stralcio del testo, il rimando a un articolo o un’intervista con l’autore. Insomma, un quadro completo e sufficienti informazioni anche per chi non l’abbia letto per intervenire nel blog con qualche domanda da «giornalista culturale», volta a comprendere meglio cosa il libro ha da offrire.

Poi viene lanciato il sasso della “provocazione”: le domande, suggerite da Maugeri, a cui i partecipanti sono chiamati, se vogliono, a rispondere.

Si tratta di domande che partono dall’occasione letteraria, ma possono spingersi anche più lontano, fino all’intimità dell’esperienza individuale, alle problematiche più attuali o addirittura fino agli “interrogativi epocali” del nostro secolo.

 

Ne scaturisce un dibattito molto piacevole e vivace, tra toni personali e toni generali, in cui si può intervenire, o semplicemente stare a guardare. Alcuni scrivono dei brevi brani che hanno tutte le caratteristiche di un racconto o poesia: Letteratitudine = letteratura + moltitudine?

Per chi fosse curioso di vedere coi propri occhi, ecco ad esempio il link all’incontro con Dacia Maraini (post dell’11 maggio 2008) sul suo libro Il treno dell’ultima notte (Rizzoli, pagg. 432, euro 19,00): http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2008/05/11/il-treno-dellultima-notte-incontro-con-dacia-maraini.

Nel blog trovano naturalmente spazio anche dibattiti basati su temi d’attualità, come accennato: tra questi ricordiamo il tempestivo Letteratitudine chiama scuola, “postato” il 28 settembre 2009, in piena apertura dell’anno scolastico: un forum permanente dedicato a “scuola e dintorni”, a 360 gradi. Il dibattito è animato e condotto, insieme a Maugeri, da Maria Luisa Riccioli e Maria Rita Pennisi, due scrittrici e insegnanti, oltre che frequentatrici del blog. Subito un successo, anche per l’importanza e la varietà degli argomenti toccati, che vanno dal rapporto tra genitori e insegnanti, agli obiettivi educativi prioritari, dalle considerazioni sulle ultime controverse iniziative legislative che hanno toccato la scuola, alla crisi di valori che investe la nostra società attuale, dalle proposte di lettura ai temi della multiculturalità.

 

Dinamismo incessante

Cercare di descrivere un blog è una missione persa in partenza, perché la rete è lo spazio dinamico per eccellenza e la varietà e la vastità dei temi e degli agganci è davvero impressionante.

Vi sono i Post permanenti, forum sempre aperti su temi di interesse letterario e non, come, ad esempio, il Dibattito sul romanzo storico, ma anche il sondaggio su I dieci libri più belli di tutti i tempi, senza trascurare I pro e i contro di Facebook, passando – non senza rischi, ovviamente – per  una panoramica sulla Responsabilità legale della scrittura in rete.   

Altre rubriche animano questo appassionante “caffé letterario virtuale”: tra le più originali segnaliamo Le recensioni incrociate in cui due scrittori vengono invitati a recensire reciprocamente un libro dell’altro; un esperimento che risulta in una frammistione di temi e stili e nel leggere le recensioni ci si ritrova in una composizione di voci e di toni molto godibile, quasi un gioco caleidoscopico di metamorfosi e di colori. A dimostrazione del fatto che la varietà dei punti di vista è davvero infinita.

 

O ancora, trova spazio la presentazione di eventi, magari congiunta a quella di libri di argomento affine, come nel caso di “Oronzo Macondo” (organizzato dall’omonima associazione culturale pugliese sul tema “Letteratura e Rete”) e il libro Potere di link. Scritture e letture dalla carta ai nuovi media (Bonanno editore) della giornalista e docente di giornalismo Rosa Maria Di Natale.  

Chi vuole, può anche servirsi dello spazio messo a disposizione per segnalare propri eventi o pubblicazioni, in una sorta di bacheca virtuale, semplicemente inserendo i dati in un menu predisposto.

Spazio per tutti, insomma, e perfino “luoghi paralleli”, come Voce di libraio, una rubrica dedicata a questo spesso trascurato, ma fondamentale, anello della “filiera del libro”, un Laboratorio di traduzione per dare voce a chi esercita questo non facile mestiere, l’Iperspazio creativo, concepito per proporre brevi testi inediti, o La camera accanto, in cui si possono aprire dibattiti su cinema, politica e temi paralleli alla lettura.  

 

L’intervista

Tutto quanto descritto è Letteratitudine. Ma, a chiusura di questo nostro articolo, ci sembra perfetto scambiare quattro chiacchiere proprio con Massimo Maugeri.

 

Cosa ti aspetti da chi interviene e cosa cerchi di offrire nei casi in cui sei tu ad intervenire in altri blog?

Lo scambio, l’occasione di confronto, la possibilità di esprimere un’opinione e misurarla con quella degli altri. E credere che lo scambio, il confronto, il moltiplicarsi delle voci (a cui ciascuno di noi contribuisce) sia un arricchimento per sé e per gli altri. Per me è una necessità primaria, fondamentale. Anche se − per la verità − devo ammettere che la mia partecipazione alle discussioni proposte da altri blog si è rarefatta per via del grande impegno profuso nella gestione di Letteratitudine (che richiede, in media, un lavoro di tre/quattro ore al giorno).

 

Quali sono i pericoli che percepisci nel condurre e gestire un blog? Derive anarchiche? Cadute di interesse? O..?

Internet è un medium eccezionale e affascinante. Ma come ogni medium (come ogni esperienza umana, oserei dire) ha i suoi pro e i suoi contro. Sulla colonna di sinistra del mio blog compare questa scritta: «La libertà individuale, anche di espressione, trova argini nel rispetto altrui. Commenti fuori argomento, o considerati offensivi o irrispettosi nei confronti di persone e opinioni potrebbero essere tagliati, modificati o rimossi». Nella “netiquette” del sito, poi, ho scritto quanto segue: «Letteratitudine nasce fondamentalmente come luogo di incontro. Per tale motivo si basa sui principi dell’accoglienza e della cordialità. Il creatore e gestore del blog ringrazia anticipatamente tutti coloro che, con i loro interventi, daranno un contributo a mantenere un clima di accoglienza e serenità». Anche se poi aggiungo: «Naturalmente, nell’ambito delle discussioni proposte, è ammessa la polemica… purché sia sensata, utile e costruttiva; ma sempre entro i limiti dell’assoluto rispetto di persone e opinioni».

Per me i valori sopra espressi sono fondamentali, proprio per consentire − come accennavo prima − lo scambio, il confronto, il moltiplicarsi delle voci… in un contesto sereno. Altrimenti il “pericolo” è che − qualora i toni si dovessero accendere in maniera eccessiva − la discussione possa scadere nella “rissa”. Ecco: quello della “rissa” è uno dei pericoli più frequenti che si corre nella gestione di un blog con commenti aperti, non filtrati (com’è Letteratitudine).

Come ho avuto modo di dire in altre occasioni, non cerco la concordia universale, ma nemmeno un’opposizione dura a tutti i costi che si conclude con lo “sfinimento” dell’avversario. Credo sia meglio esprimere le proprie opinioni rispettando quelle degli altri (ovvero, senza dover necessariamente imporre le proprie idee agli altri).

 

Quale elemento è predominante nella scelta di un libro da presentare?

Il tema trattato è, di certo, uno degli elementi predominanti. Ci sono alcuni temi che meglio di altri si prestano per una discussione.

 

La soddisfazione più grande che ricordi tra gli eventi capitati nel blog?

Riuscire a riconoscere il talento altrui. E farlo durare, dargli spazio. La soddisfazione più grande, per me, è questa. Cito per tutti il caso di Simona Lo Iacono, scrittrice e magistrato. Ho riconosciuto subito, già dai primi commenti che rilasciava sul blog, la sua pregevole ambivalenza di artista della penna e di giurista. E ho avuto l’intuizione che le due caratteristiche potessero confluire in uno stesso spazio dove diritto e letteratura, parola e processo, finissero con il mischiarsi in un’unica voce. Così, all’interno di Letteratitudine, ho creato la rubrica Letteratura è diritto, letteratura è vita affidandola proprio a Simona Lo Iacono e fornendole l’occasione di raccontare, con approccio letterario, alcuni fatti accaduti nell’aula di tribunale da lei presieduta.

 

E la delusione più grande?

In verità non credo di aver avuto delusioni. Ogni tanto, semmai, affiora la stanchezza e il rammarico di dover “sacrificare” buona parte del tempo che potrei dedicare alla mia scrittura per portare avanti questo blog. Ma arrivo sempre alla conclusione che ne vale assolutamente la pena.

 

Dal 2006 (anno di nascita di Letteratitudine) ad oggi, hai notato delle differenze nel modo in cui le persone, il “pubblico”, usa la rete? Quali?

C’è molta più consapevolezza e un po’ meno “esibizionismo”. E d’altra parte c’è più dispersione, più frammentazione… incrementate, da ultimo, dal grande successo di certi social network come Facebook.

 

In Italia − paradossalmente, ma doverosamente − si è recentemente scesi in piazza a manifestare per la libertà di stampa: nella tua opinione, c’è più “libertà” sul Web che sulla carta stampata e sugli altri media? In quale modo e in quale misura la grande “ridondanza” dei messaggi lanciati su Internet gioca “contro” questa libertà?

Nonostante tutto credo che Internet offra più libertà di espressione. Per me Internet è una rivoluzione, una rivoluzione vera. E mi fa piacere ribadirlo anche qui ad Excursus. Ne ero già convinto nel marzo 2007, quando pubblicai un post “importante”: una sorta di pietra miliare del mio blog. Il titolo era: La rivoluzione Internet e Pasolini.

In quel post ricordai Pier Paolo Pasolini e riportai il suo pensiero relativo ai medium di massa (come li chiamava lui). C’è un video Rai, disponibile su YouTube, in cui Pasolini − sollecitato dalle domande di un Enzo Biagi già incanutito, ma in splendida forma − sostiene che «la televisione è un medium di massa. E un medium di massa non può che mercificarci e alienarci». E poi che «nel momento in cui qualcuno ci ascolta sul video ha verso di noi un rapporto da inferiore a superiore; che è un rapporto spaventosamente antidemocratico».

Credo che Internet offra un tasso di democraticità superiore ad altri medium (dalla carta stampata alla televisione). Un ulteriore rischio (oltre a quello della rissa) è che questa democraticità, portata all’estremo (e al di là della questione della “ridondanza” e del “caos”), rischia di sconfinare nell’anarchia. Per questo è necessaria, a mio avviso, la figura di un moderatore… o meglio, un “facilitatore” delle discussioni (che si assume, tra gli altri, il compito di evitare che il dibattito “perda senso”). Di certo (a mio avviso, almeno) Internet non ci libera dal rischio di “mercificarci e alienarci”. Ma questo è un rischio insito in ogni medium, e la mercificazione e l’alienazione dipendono da come l’uomo si relaziona ad esso.

 

Qual è il rapporto, se ce n’è uno, tra i blog letterari e il mondo dell’editoria nei suoi aspetti produttivi e commerciali, secondo la tua esperienza? In che misura, ad esempio, le case editrici percepiscono le potenzialità di questi “luoghi virtuali” di discussione e di comunicazione?

Il rapporto tra blog letterari e il mondo dell’editoria è sempre più stretto. Gli addetti ai lavori e gli uffici stampa delle case editrici sanno bene che − anche in termini di divulgazione e di vendita − molto spesso le discussioni sui libri, condotte sui blog letterari importanti, “rendono” più delle classiche recensioni. E sanno che, nel prossimo futuro, il peso della percentuale di vendite via Internet sarà sempre più consistente.

 

Letteratitudine: blog, libro, premio letterario: quale sarà il prossimo passo?

Il prossimo passo è fare di Letteratitudine anche uno… spazio radio. Ma è un passo già compiuto: http://letteratitudine.blog.kataweb.it/letteratitudine-radio-hinterland/.

 

Tutto questo nasce da un libro?

Un diamante, se non ci passa la luce, è solo una pietra.

Un libro è solo un libro, ma quando lo attraversano le voci, le esperienze e le opinioni di molti, gli sguardi di approfondimento di alcuni, quando può mostrare le sue diverse sfaccettature e i suoi aspetti e lasciare che si rivelino i suoi segreti, si illumina, vive e risplende.

 

Luciana Rossi

 

Ps: nell'immagine, il "francobollo" di Letteratitudine tratto dal logo del blog.

 

(www.excursus.org, anno I, n. 4, novembre 2009)

 

                          

                 

 

 

 

 

 

Redazione:

Silvia Tropea (coordinatrice)

Linda Basile, Maria Ficarra, Annalice Furfari, Marco Gatto, Serena Intelisano,

Roberto La Fauci, Giuseppe Licandro, Giuseppe Martino, Antonella Rosanova

 

 

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