Anno II              n.16                     Novembre 2010

Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come gli ambiziosi, per istruivi. No, leggete per vivere (Gustave Flaubert)                                                     Direttore responsabile: Luigi Grisolia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Culturalmente...

 

Gli echi della letteratura

nell'opera di De Andrè

 di Roberto La Fauci

Un accurato libro edito da Effepi 

 analizza la genesi, le citazioni

 e i rimandi culturali nei testi

 

 

 

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Difficile se non impossibile descrivere, analizzare e commentare l’opera omnia di De Andrè, vero e proprio pilastro della musica e della cultura italiana e non. Ci prova (e ci riesce anche bene) Silvia Sanna con il suo volumetto Fabrizio De Andrè. Storie, memorie ed echi letterari (Effepi Libri, pp. 110, € 10,00). In effetti la scommessa è ardua, ed è senza dubbio faticosa qualunque operazione di sintesi dell’opera di un cantautore così prolifico e così “letterario”, quale De Andrè è, tanto che i suoi testi possono essere facilmente avulsi da qualunque accompagnamento musicale, e non perdere la loro carica emotiva, arrivando talvolta a svelare aspetti e caratteristiche che non si notavano sentendole semplicemente “cantate”.

 

La soluzione, il pretesto, il filo conduttore che sbrogli una matassa così ampia l’autrice lo trova proprio negli echi letterari, nell’indagare approfonditamente di verso in verso le sue canzoni più importanti (ma invero anche le più particolari e magari meno conosciute) tracciando una sorta di “mappa dei contatti letterari” che hanno influenzato il cantautore genovese: dalle conoscenze, dagli incontri personali  alle letture, alle traduzioni e agli adattamenti di canzoni francesi o di poesie.

 

Ne viene fuori un illuminante quadro di rimandi, di assonanze, di rielaborazioni; si potrebbe parlare anzi, in certi casi, di vere e proprie citazioni disseminate qua e là da Faber nelle sue canzoni. C’è dentro davvero di tutto: Baudelaire, lo chansonnier Brassens, il poeta e scrittore del Quattrocento Villon, Cecco Angiolieri e tanti altri. Ma questo sistema di “citazioni” non si risolve certo in un vano sfoggio di una competenza letteraria e culturale invidiabile: De Andrè infatti assorbe come una spugna le tematiche e gli spunti degli autori sopra citati e (come solo i grandi riescono a fare) le fa sue, le metabolizza fino a rielaborarle e riproporle nelle sue canzoni con la più assoluta naturalezza e disinvoltura, proprio perché appartengono ormai al suo essere e al suo sentire.

 

L’impianto portante di questo volume deriva dalla tesi di laurea della Sanna (che ormai possiamo definire fan ed estimatrice estrema di Faber) che l’ha poi ampliata, spaziando su più fronti ed alleggerendo per certi versi l’impostazione di indagine scientifica tipica di una tesi, che senza dubbio rappresentava il nucleo principale della prima stesura; la arricchisce con molti aneddoti, diverse curiosità, tantissimi riferimenti alla vita privata e pubblica di De Andrè, gli incontri con personaggi che gli hanno cambiato la vita (pensiamo per esempio alla profonda amicizia con Paolo Villaggio, o alla fruttuosa collaborazione con Fernanda Pivano, ma anche alle frequentazioni nei bassifondi e nei carruggi della sua amata Genova, tra papponi, reietti e prostitute).

 

Da qui deriva anche l’analisi dei rapporti parentali e interpersonali vissuti da Fabrizio durante la sua vita (e più precisamente nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza e quindi all’età adulta), i contrasti con il padre, con la famiglia in genere, con quella società borghese e talvolta bigotta di cui egli stesso era figlio… tutto questo si riversa inevitabilmente nei suoi testi e la Sanna coglie a pieno ogni riferimento, come quando analizza la figura femminile nella poetica di Faber, dando scorci interessanti attraverso l’analisi testuale di molte canzoni che trattano l’argomento. 

 

«Se qualcuno comincerà ad amare De Andrè dopo aver letto questo libro, non sarà stato scritto invano» scrive nelle note di copertina l’autrice, e questo suo proposito viene ampiamente sostenuto dal suo operato. L’impegno con cui sviscera verso per verso, strato per strato i brani più significativi di Fabrizio, apre un squarcio sull’universo poetico di quest’uomo che a ragione è ritenuto un caposaldo della cultura del nostro Paese.

 

Ottima prova dunque per Silvia Sanna, che col suo modo di indagare sul processo creativo, sulla genesi, sulla gestazione che stanno dietro a ogni grande canzone del suo “Maestro” De Andrè, complice anche una comodissima discografia posta nelle ultime pagine del libro, fa venir voglia di prendersi un momento di tregua dalla vita di tutti i giorni e fermarsi ad ascoltare (o a riascoltare) un buon disco (anche più di uno) dell’indimenticato e indimenticabile cantautore genovese.

 

Roberto La Fauci

 

(www.excursus.org, anno II, n. 16, novembre 2010)

 

 

                 

 

 

 

 

Redazione:

Silvia Tropea (coordinatrice)

Linda Basile, Massimiliano Borelli, Silvia Caristi, Maria Ficarra, Annalice Furfari,

Marco Gatto, Serena Intelisano, Roberto La Fauci, Giuseppe Licandro

 

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