Anno II              n.7                     Febbraio 2010

Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come gli ambiziosi, per istruivi. No, leggete per vivere (Gustave Flaubert)                                                     Direttore responsabile: Luigi Grisolia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Culturalmente...

 

Gli autori del Belpaese

 sono conosciuti a Londra?

 di Serena Intelisano

Al via un nostro viaggio in giro

per le librerie dei Paesi esteri. 

Prima tappa: la capitale inglese

 

 

 

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Londra, dicembre 2009. L’Italia è considerata all’estero come una sorta di Paese delle meraviglie, gli stranieri amano la nostra cultura, la nostra storia, la nostra arte, la nostra cucina.

Quasi con un pizzico di presunzione, convinti di riscontrare lo stesso amore anche per la nostra letteratura, ci siamo recati da Waterstone’s, una delle librerie londinesi della grande catena che ha aperto il suo primo negozio nel 1982 ed è oggi la principale azienda del settore nel Regno Unito, per scoprire quali autori facciano capolino tra gli scaffali.

La libreria si trova ad Euston, quartiere che possiamo definire la “mente” di Londra in quanto vi ha sede il luogo del “sapere”, ovvero l’University College London, un prestigioso ateneo britannico fondato nel 1826.

Quindi già ci possiamo fare un’idea sulla clientela, ovvero studenti, docenti, il personale che ruota attorno alle facoltà, ma anche uomini e donne d’affari, perché in zona sono presenti molti uffici

 

Quello che ci colpisce subito di Waterstone’s è la grandezza della struttura, composta da ben tre piani. Entriamo allora in quello che potrebbe essere il paradiso di ogni avido lettore, fatto di libri, libri e ancora libri.

 

Tante le sezioni tematiche. Iniziamo a curiosare tra gli scaffali in cerca di autori italiani,ma non vi nascondiamo che, al contrario delle nostre aspettative, non è così facile trovarli. Ma ecco che, all’improvviso, vediamo il primo nome noto: Umberto Eco, il suo The name of the rose è presente in varie sezioni. Poi sarà la volta di Italo Calvino e Beppe Fenoglio.

La delusione però non è poca, poiché tranne Giancarlo De Cataldo con The father and the foreigner, non vediamo altri autori contemporanei, ma solo i classici. Convinti che sia troppo poco ci rechiamo al piano superiore, dove c’è un’intera sezione dedicata alla Letteratura Italiana, i cui libri, tuttavia, non sono tradotti in inglese.

 

Stavolta troviamo gli autori contemporanei, tra cui Dacia Maraini, Margaret Mazzantini, Loriano Machiavelli, Valerio Massimo Manfredi, Carlo Lucarelli, Saverio Lodato, Luciana Littizzetto, Primo Levi, Giovanni Liccardo, Gianni Celati, Massimo Carlotto, Romano Canosa, Alessandro Cannevale, Erri De Luca, Luciano De Crescenzo, Andrea De Carlo, Carlo Collodi, Andrea Camilleri, Alessandro Baricco, Claudio Fava, Fruttero & Lucentini, Ilaria Bernardini, Enzo Biagi. Ma uno sguardo così passivo non ci basta, abbiamo bisogno di saperne di più, di conoscere chi tra gli autori italiani venda di più, e con quale costanza gli inglesi leggano i nostri scrittori.

 

Così decidiamo di parlare con la responsabile del reparto che, ovviamente, non può non essere italiana. Non ci meravigliamo affatto quando ci dice che tra gli autori, i cosiddetti “long sellers” compaiono i grandi nomi di Italo Calvino, Primo Levi, Tomasi di Lampedusa. Giorgio Bassani viene richiesto ma non tanto quanto Calvino; più raramente Alberto Moravia e Luigi Pirandello. Giovanni Verga trova parecchi lettori vista la sua presenza in tutti i corsi di Letteratura Italiana, al pari di Dante Alighieri.

Tra gli autori di oggi un grande successo è stato riscosso da Gomorra di Roberto Saviano  così come Gianrico Carofiglio, da quando è stato tradotto in inglese (Involuntary Witness, Reasonable Doubts, The past is another country e A walk in the dark), e Ammaniti (I’m not scared, Steal you away e The Crossroads).

 

A quanto pare non c’è un autore che vende particolarmente; addirittura si è verificato con scrittori come Alessandro Baricco (Ocean Sea, Silk, Without Blood) o Stefano Benni (Margherita dolce vita e Timeskipper) che la libreria ha dovuto restituire i volumi al distributore in quanto rimasti invenduti. Un’autrice piuttosto apprezzata dai lettori di Waterstone’s è la Mazzantini (Don’t move), ma la responsabile che ci fa da guida tiene a precisare che il motivo è perché lei lo ha consigliato. I libri di Pier Paolo Pasolini, invece (tra i titoli presenti A Violent life e The ragazzi), avevano maggior mercato quando erano disponibili in un’edizione economica, rispetto ad ora che vengono pubblicati in una collana di pregio. Un autore molto popolare in Italia, Andrea Camilleri (sono tradotte praticamente tutte le sue opere, tra cui ricordiamo The voice of the violin, Excursion to Tindari e The terracotta dog), trova molta difficoltà ad affermarsi presso il pubblico per il caratteristico uso di vocaboli siciliani difficili da comprendere per chi non è italiano.

Infine, come nostra piccola curiosità personale le chiediamo se Simonetta Agnello Hornby (presente con The Marchesa e Almond Picker), scrittrice siciliana trapiantata a Londra dal 1972, abbia successo nelle vendite: la risposta è negativa.

 

La responsabile del reparto ci fa notare che la richiesta di Letteratura Italiana non è pari a quella della letteratura spagnola, sudamericana o francese; ne abbiamo conferma, quando, mossi da curiosità, ci rechiamo nei reparti riservati a quest’ultime  dove effettivamente c’è molta più disponibilità di opere e autori.

 

Ringraziamo la gentilissima ragazza che ci ha fatto da guida tra gli scaffali della libreria e, quasi feriti nell’orgoglio, usciamo da Waterstone’s.

 

Serena Intelisano

 

(www.excursus.org, anno II, n. 7, febbraio 2010)

 

 

                 

 

 

 

 

 

Redazione:

Silvia Tropea (coordinatrice)

Linda Basile, Massimiliano Borelli, Maria Ficarra, Annalice Furfari,

Marco Gatto, Serena Intelisano, Roberto La Fauci, Giuseppe Licandro

 

 

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