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Londra, dicembre 2009. L’Italia è considerata
all’estero come una sorta di Paese delle meraviglie,
gli stranieri amano la nostra cultura, la nostra
storia, la nostra arte, la nostra cucina.
Quasi con un pizzico di presunzione, convinti di
riscontrare lo stesso amore anche per la nostra
letteratura, ci siamo recati
da Waterstone’s, una delle librerie londinesi della
grande catena che ha aperto il suo primo negozio nel
1982 ed è oggi la principale azienda del settore nel
Regno Unito, per scoprire quali autori facciano
capolino tra gli scaffali.
La libreria si trova ad Euston, quartiere che
possiamo definire la “mente” di Londra in quanto vi
ha sede il luogo del “sapere”, ovvero l’University
College London, un prestigioso ateneo britannico
fondato nel 1826.
Quindi già ci possiamo fare un’idea sulla clientela,
ovvero studenti, docenti, il personale che ruota
attorno alle facoltà, ma anche uomini e donne
d’affari, perché in zona sono presenti molti uffici
Quello che ci colpisce subito di Waterstone’s è la
grandezza della struttura, composta da ben tre piani. Entriamo allora in quello che
potrebbe essere il paradiso di ogni avido lettore,
fatto di libri, libri e ancora libri.
Tante le sezioni tematiche. Iniziamo a curiosare tra
gli scaffali in cerca di autori italiani,ma non vi
nascondiamo che, al contrario delle nostre
aspettative, non è così facile trovarli. Ma ecco
che, all’improvviso, vediamo il primo nome noto:
Umberto Eco, il suo The name of the rose è
presente in varie sezioni. Poi sarà la volta di
Italo Calvino e Beppe Fenoglio.
La delusione però non è poca, poiché tranne
Giancarlo De Cataldo con The father and the
foreigner, non vediamo altri autori
contemporanei, ma solo i classici. Convinti che sia
troppo poco ci rechiamo al piano superiore, dove c’è
un’intera sezione dedicata alla Letteratura
Italiana, i cui libri, tuttavia, non sono tradotti
in inglese.
Stavolta troviamo gli autori contemporanei, tra cui
Dacia Maraini, Margaret Mazzantini, Loriano
Machiavelli, Valerio Massimo Manfredi, Carlo
Lucarelli, Saverio Lodato, Luciana Littizzetto,
Primo Levi, Giovanni Liccardo, Gianni Celati,
Massimo Carlotto, Romano Canosa, Alessandro
Cannevale, Erri De Luca, Luciano De Crescenzo,
Andrea De Carlo, Carlo Collodi, Andrea Camilleri,
Alessandro Baricco, Claudio Fava, Fruttero &
Lucentini, Ilaria Bernardini, Enzo Biagi. Ma uno
sguardo così passivo non ci basta, abbiamo bisogno
di saperne di più, di conoscere chi tra gli autori
italiani venda di più, e con quale costanza gli
inglesi leggano i nostri scrittori.
Così decidiamo di parlare con la responsabile del
reparto che, ovviamente, non può non essere
italiana. Non ci meravigliamo affatto quando ci dice
che tra gli autori, i cosiddetti “long sellers”
compaiono i grandi nomi di Italo Calvino, Primo
Levi, Tomasi di Lampedusa. Giorgio Bassani viene
richiesto ma non tanto quanto Calvino; più raramente
Alberto Moravia e Luigi Pirandello. Giovanni Verga
trova parecchi lettori vista la sua presenza in
tutti i corsi di Letteratura Italiana, al pari di
Dante Alighieri.
Tra gli autori di oggi un grande successo è stato
riscosso da Gomorra di Roberto Saviano così
come Gianrico Carofiglio, da quando è stato tradotto
in inglese (Involuntary Witness,
Reasonable Doubts, The past is another
country e A walk in the dark), e Ammaniti
(I’m not scared, Steal you away e
The Crossroads).
A quanto pare non c’è un autore che vende
particolarmente; addirittura si è verificato con
scrittori come Alessandro Baricco (Ocean Sea,
Silk, Without Blood) o Stefano Benni (Margherita
dolce vita e Timeskipper) che la libreria
ha dovuto restituire i volumi al distributore in
quanto rimasti invenduti. Un’autrice piuttosto
apprezzata dai lettori di Waterstone’s è la
Mazzantini (Don’t move), ma la responsabile
che ci fa da guida tiene a precisare che il motivo è
perché lei lo ha consigliato. I libri di Pier Paolo
Pasolini, invece (tra i titoli presenti A Violent
life e The ragazzi), avevano maggior
mercato quando erano disponibili in un’edizione
economica, rispetto ad ora che vengono pubblicati in
una collana di pregio. Un autore molto popolare in
Italia, Andrea Camilleri (sono tradotte praticamente
tutte le sue opere, tra cui ricordiamo The voice
of the violin, Excursion to Tindari e
The terracotta dog), trova molta difficoltà ad
affermarsi presso il pubblico per il caratteristico
uso di vocaboli siciliani difficili da comprendere
per chi non è italiano.
Infine, come nostra piccola curiosità personale le
chiediamo se Simonetta Agnello Hornby (presente con
The Marchesa e Almond Picker),
scrittrice siciliana trapiantata a Londra dal 1972,
abbia successo nelle vendite: la risposta è
negativa.
La responsabile del reparto ci fa notare che la
richiesta di Letteratura Italiana non è pari a
quella della letteratura spagnola, sudamericana o
francese; ne abbiamo conferma, quando, mossi da
curiosità, ci rechiamo nei reparti riservati a
quest’ultime dove effettivamente c’è molta più
disponibilità di opere e autori.
Ringraziamo la gentilissima ragazza che ci ha fatto
da guida tra gli scaffali della libreria e, quasi
feriti nell’orgoglio, usciamo da Waterstone’s.
Serena
Intelisano
(www.excursus.org,
anno II, n. 7, febbraio 2010)
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