Anno II              n.14                     Settembre 2010

Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come gli ambiziosi, per istruivi. No, leggete per vivere (Gustave Flaubert)                                                     Direttore responsabile: Luigi Grisolia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Culturalmente...

 

L'amore per la lettura

 di  un libraio vero

 di Luigi Grisolia

    L'Esperimento di Enzo Caccamo.    

 Passione per i libri e dura critica  

 alla mercificazione della cultura

 

 

 

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Leggendo le pagine del volume L’odore dei libri (Culture, pp. 148, € 18,00) traspare dopo poche righe un aspetto che, fondamentalmente, sarà il leit-motiv di tutta l’opera: un intenso, profondo, viscerale amore per i libri. Non potrebbe essere altrimenti, ci verrebbe da dire, se consideriamo chi è l’autore: Vincenzo Caccamo, storico libraio di Reggio Calabria (è titolare della libreria “Culture”). Purtroppo, ai tempi d’oggi, la passione per i libri e il mestiere di libraio non formano più un’equazione scontata. Tutt’altro. In un’epoca di continua e totale mercificazione della cultura, la figura, anzi, l’istituzione del libraio che legge tanto, che conosce i classici, capace di consigliarti, in grado di suggerirti testi magari poco noti, ma che si rivelano piacevoli sorprese, va sempre di più a scomparire.

 

Elio, alter ego di Caccamo nonché protagonista principale dello scritto, è un libraio vero: la sua libreria è ancora un’oasi culturale, nonostante la circondi un mondo dominato dal capitale e dalle sue logiche. Elio non mette i best-seller in vetrina (il fatto che un testo venda non significa che sia un buon volume), Elio è colui che se gli chiedi un libro te ne sa parlare, o te ne consiglia un altro di maggior valore. Elio è una persona che parla, che vuole comunicare con i clienti. Elio odora i libri, sempre: mentre discute di letteratura o filosofia con altre persone, mentre sistema un ripiano, mentre li porge alla gente. Una volta arriva addirittura ad odorare l’intero scaffale delle opere di Seneca. Nella sua libreria si alternano, richiamando il titolo di una vecchia opera di Montanelli, “figure e figuri”. Ci sono i clienti, certo, ma anche e soprattutto i suoi amici, in primis: Gianni, il Sognatore, il Professor Z., il Segretario Comunale Riccardo Meis, il Magistrato Santini Giustizia, il Maestro-Scultore.

 

Le cose non vanno bene secondo il libraio, il quale, tramite la sua attività, si rende conto della decadenza culturale che attanaglia la società. Ne sono un esempio lampante le due signore che, all’atto di acquistare due volumi, la prima cosa che chiedono è se ci sono o meno sconti; saputo che si può fare una tessera annuale da cinque euro che permette di avere il dieci per cento di sconto su ogni libro, le due signore concludono che non conviene, in quanto, per rientrare dalla spesa della tessera, dovrebbero comprare almeno tre libri all’anno. «Vede – dicono al povero Elio – abbiamo poco tempo; noi siamo delle insegnanti» (!). Ma c’è anche il ragazzo che, “tramortito” dai troppi consigli di lettura (era entrato solo per comprare un libro e andarsene, come si fa al supermercato con un pacco di patatine), acquista poco convinto una copia di Cuore di cane e, letteralmente, scappa via.

 

L’insofferenza di Elio cresce. La goccia che fa traboccare il vaso è una conferenza organizzata presso la sua libreria da Gianni su Dostoevskij e Tolstoj: un incontro culturale che anziché uno scambio sereno e dialettico di idee finisce per rivelarsi una gara a chi termina per prima alzando la voce e facendo prevalere quello che pensa. Così, dopo quell’evento, Elio scompare. All’amico Riccardo Meis aveva confessato che «poteva avere solamente relazioni superficiali e che si poteva permettere coi suoi simili solamente un breve scambio di parole aliene. [...] perché ogni giorno perdeva clienti; perché aveva quel vizio maledetto di spiegare alcuni classici. Allora i clienti si offendevano e non tornavano». Per questo motivo, «faceva finta di essere ignorante e chiedeva ai clienti se era bello l’ultimo libro che avevano letto e se avrebbe potuto capirlo anche lui, e loro, sentendosi così importanti, si sentivano felici.[...] si sentiva sprofondare di vergogna».

 

Il nuovo direttore – un tipo tutto ingessato, a causa di un incidente, che è difficilissimo incontrare e che parla poco e niente – ha portato novità in libreria. Se ne accorge subito proprio Riccardo Meis, il primo giorno: «Nell’aria sentiva che qualcosa era cambiato: non si spiegava, innanzitutto, quella musica ad altissimo volume. E poi che tipo di musica! Essendo lui un intenditore di classica e jazz, a volte andava in libreria per sentire qualche brano a lui caro. Oggi, invece, sentiva più rumore che musica». Anche Santini Giustizia, nella sezione dedicata alle novità, «notò subito la diversa disposizione dei libri sui tavoli: pochi libri nuovi, ma tante copie dei titoli reclamizzati del momento; addirittura un libro, per condizionare il cliente nella scelta, occupava un intero tavolo. Al posto della panchina e delle sedie c’erano ora dei carrelli». Sei mesi dopo, presentazione ufficiale alla cittadinanza della nuova gestione della libreria. Ospite della serata il Comico, che ovviamente parlerà del suo libro e che, altrettanto ovviamente, farà una dedica a chi comprerà il volume. Il tutto, condito da una gara di barzellette e buffet.

 

Naturalmente, agli occhi degli amici di Elio questo nuovo corso è assolutamente negativo. A tutti, tranne che al Maestro-Scultore. Infatti, se gli altri, in un modo o nell’altro, cercano di reagire al dominio imperante della logica capitalistica, ricercando una qualche difesa della cultura allo stato puro (come Elio), il Maestro-Scultore invece rappresenta l’individuo che si piega completamente al potere del «vile denaro» e dell’apparenza. Esponeva da sempre le sue opere (o presunte tali, «dei mobili» a detta delle insegnanti di cui abbiamo parlato poco fa) nella libreria di Elio, non voleva che nessun altro esponesse e cercava sempre, sfacciatamente e narcisisticamente, di venderle. Capace di dire tranquillamente alla fine della conferenza, come se fosse la cosa più normale del mondo, che lui non ha capito niente di ciò che si è detto, perché lui non legge «queste cose» (ovvero i due scrittori russi...). E che, naturalmente, è felicissimo della nuova gestione.

 

Riccardo Meis, Gianni, il professor Z. e Santini Giustizia, nel corso della ricerca dell’amico scomparso, si imbattono nello Psichiatra Savio Gentile, il quale li informerà che il Maestro-Scultore ha subìto un’ischemia celebrale ed è stato salvato per miracolo. Si trova ricoverato nella sua clinica, sebbene in condizioni particolari: sostanzialmente, è un nuovo Gregor Samsa (protagonista della Metamorfosi kafkiana). Lo Psichiatra, infatti, con una sua equipe tenta degli esperimenti per trasformare le persone che altrimenti morirebbero in animali. Perché tornando animali, l’anima esce dal selvaggio stato umano e ritrova la sua naturalezza. Così si rende conto di come la società capitalistica e consumistica l’abbia corrotta, e si vergogna. Ed infatti, l’Insetto-Scultore si nasconde, in quanto la sua anima – ovvero la parte più profonda di ciascun essere vivente – si è resa pienamente conto della miseria della sua esistenza fino a quel momento. Allo stesso tempo, come spiegherà lo Psichiatra, si cerca di salvarli: davanti al Giudice Supremo, quando moriranno, si presenteranno come animali (e non uomini dall’anima corrotta), e ciò li favorirà nel ciclo di metamorfosi successive. L’intuizione che farà capire ai protagonisti dov’è finito Elio, nonché la “scoperta” di una sorta di testamento intellettuale e spirituale del libraio, chiuderanno quest’opera di Vincenzo Caccamo, la cui lettura è accompagnata dai simpatici disegni della figlia Alice.

 

Un romanzo che possiamo senza dubbio definire filosofico (un Esperimento di un libraio, come recita il sottotitolo del volume), e che espone una chiara idea della cultura: essa è fine a se stessa, deve cioè elevare l’individuo, permettendogli di prendere coscienza del suo essere. La lettura, i libri, perciò, svolgono nella società una funzione fondamentale. In un mondo dominato da una logica capitalistica, dove bisogna pensare solo ed esclusivamente al profitto, dove non c’è tempo di leggere e neanche di fermarsi a scambiare due chiacchiere con una persona (“il tempo è denaro”...), questa funzione si sta perdendo. La libreria non è un supermercato: è prima di tutto un luogo di cultura e riflessione. Il libraio non è un commerciante: è prima di tutto un amante dei libri. E il libro non è un pacco di patatine: è un mezzo per crescere spiritualmente ed intellettualmente, per affermare compiutamente la propria identità.

 

Luigi Grisolia

 

(www.excursus.org, anno II, n. 14, settembre 2010)

 

 

                 

 

 

 

 

Redazione:

Silvia Tropea (coordinatrice)

Linda Basile, Massimiliano Borelli, Silvia Caristi, Maria Ficarra, Annalice Furfari,

Marco Gatto, Serena Intelisano, Roberto La Fauci, Giuseppe Licandro

 

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