Anno III              n.26                     Settembre 2011

Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere (Gustave Flaubert)                                                     Direttore responsabile: Luigi Grisolia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Culturalmente...

 

Paul Valéry, ispirato

 dal Mar Mediterraneo

 di Marco Gatto

Un prezioso libretto edito

 da Mesogea raccoglie il testo

 di una conferenza del 1933

 

 

 

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«Certo nulla mi ha più formato, impregnato, istruito – o costruito – di quelle ore rubate allo studio, distratte in apparenza, ma votate nel profondo al culto inconscio di tre o quattro divinità incontestabili: il Mare, il Cielo, il Sole». In questa confessione quasi diaristica sta il senso delle Ispirazioni mediterranee che Paul Valéry affida all’oralità nel corso di una conferenza tenuta all’Università des Annales nel 1933 e che ora sono disponibili nella nostra lingua in una preziosa e minuta edizione stampata da Mesogea, per la cura e traduzione di Maria Teresa Giaveri, che firma altresì un’utile Introduzione (pp. 80, € 6,00).

 

Non è difficile riconoscere in queste pagine il grande autore de Il cimitero marino. Ma quel che colpisce è la vasta attribuzione di senso storico e culturale che il poeta francese accorda al Mediterraneo, quale spazio in cui l’individuo riesce a intrecciare il proprio vissuto a un «io universale» carico di valori, capace di sopprimere la dannosa frammentarietà dell’esistenza e di restituire, con Protagora, la misura di tutte le cose, la misura davvero umana dell’esperienza.

 

Mediterraneo quale sinonimo naturale di incontro con l’altro, con ciò che viene chiamato diverso – e dunque possibilità di riconoscere nello sguardo verso l’altro il vizio occidentale della presunzione di superiorità o una costruzione ideologica in grado di perpetrare il potere e la subordinazione.

 

Ecco per quale motivo questo piccolo libretto di impressioni marine e mediterranee, entro cui è riassunta l’esperienza sensoriale del piccolo e poi giovane poeta, può piacere a chi oggi si fa assertore di una cultura diversa, fondata sull’incontro, che assume proprio nel Mediterraneo – quale propulsore di uno spirito europeo per Valéry del tutto distinto dal resto del mondo – il suo centro di gravitazione, nella tensione di un recupero di valori, risorse, relazioni che lo hanno caratterizzato e determinato.

 

Mondi mediterranei forse oggi inaccessibili ma che rappresentano una barriera di resistenza alla barbarie dell’Occidente odierno, purché non diventino anch’essi regioni specifiche di uno specifico consorzio umano. Perché in fondo questo le riflessioni di Valéry insegnano: che violenza delle affermazioni identitarie rappresenta nulla di più lontano dall’umanissimo senso di appartenenza che il Mediterraneo ispira.

 

Marco Gatto


(www.excursus.org, anno III, n. 26, settembre 2011)

 

 

                 

 

 

 

 

Redazione:

Silvia Tropea (coordinatrice)

Alessia Abrami, Marta Altieri, Linda Basile, Silvia Caristi, Maria Ficarra, Annalice Furfari,

Marco Gatto, Serena Intelisano, Roberto La Fauci, Giuseppe Licandro, Carmine Zaccaro

 

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