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Dell’alluvione che
ha colpito Messina – o meglio, alcune frazioni della
periferia Sud della Città dello Stretto e il comune
di Scaletta Zanclea – se n’è parlato tantissimo fino
a qualche giorno fa. Excursus, rivista di
Messina, non poteva, moralmente, non dedicarci
alcune righe.
Prima di tutto un
pensiero va alle persone che non ci sono più, che
hanno perso la vita quel tragico giorno, e alla
gente che ha trascorso quei momenti terribili, che
ancora non è potuta tornare a casa propria (sempre
che ce l’abbia ancora).
Dopodiché, non
inizieremo a sparare cifre milionarie che si
dovevano spendere, o cifre milionarie che si
dovranno investire per la ricostruzione, ad
impiegare pagine per dire una cosa e pagine per
dimostrarne il contrario, a lanciare accuse a quel
politico, che poi li gira a quell’Ente, eccetera
eccetera eccetera. Ci limiteremo, nel nostro
piccolo, a fare una serie di brevi considerazioni
che riteniamo, scusateci la presunzione,
condivisibili da tutti, perlomeno in parte.
Si è parlato subito
di tragedia annunciata. E abbiamo immediatamente
sentito ”qualcuno” dire: «E smettiamola di dire che
in Italia le tragedie (come le conseguenze del
terremoto abruzzese) sono sempre annunciate!».
A quei “qualcuno”
suggeriamo: guardate le seguenti quattro foto. Le
prime due riguardano Scaletta Zanclea, la terza un
tratto della Statale tra Scaletta e Alì Terme, la
quarta un tratto della linea ferroviaria, sempre in
prossimità di Scaletta.




Sicuramente
“qualcuno” di voi starà pensando: «Beh? Sono foto
viste e riviste in questi giorni»... NO!
Sono foto risalenti
al 2007, per la precisione all’indomani del 25
ottobre 2007, quando un’alluvione colpì la medesima
zona, da Giampilieri a Scaletta, che fu invasa
da tonnellate di fango.
Poi, sempre ai
“qualcuno”, facciamo vedere altre due foto, che
rappresentano due pagine de la Gazzetta del Sud:
la prima datata 29 ottobre 2007, la seconda 26
ottobre 2008.


Vogliamo porre
l’attenzione – ma già l’avrete notato, cari
“qualcuno” – sul titolo della prima foto: «Giampilieri
Superiore: preoccupa la gran mole di fango che
sovrasta l’abitato»... E cos’è successo il 1 ottobre
scorso? Quella gran mole di fango – insieme ad una
serie di altre frane – è venuta giù, con le
conseguenze che tutti sappiamo e abbiamo, con la
tristezza nel cuore, visto e rivisto in televisione.
Già, la
televisione, la stessa televisione che, nel 2007, a
parte un servizio – se non ricordiamo male – del
Tg2, praticamente tacciò l’alluvione, e noi poveri
abitanti di Messina restammo allibiti da tanta
indifferenza (ma si sa, sono i morti a fare
notizia).
Tornando agli amici
“qualcuno”, la nostra risposta è ovviamente questa:
è stata una tragedia annunciata, anzi
annunciatissima.
In tutto ciò, la
cosa più grave è che in questi due anni, nonostante
alcune chiarissime avvisaglie, evidenti anche ai
comuni mortali, non è stato fatto assolutamente
niente!
Qui è ovvio che c’è
una responsabilità abnorme della classe dirigente
(tutta, dai sindaci ai consiglieri, ai presidenti di
Regione, dagli oppositori di quello ai sostenitori
di quell’altro, eccetera): si è lasciato che quello
che è successo accadesse, nel menefreghismo e
nell’indifferenza di questa fantomatica classe
dirigente (e tra i “qualcuno”, qualche dirigente ci
sarà sicuramente). E che nessuno ci metta davanti
pratiche e tempi burocratici: sono passati due anni,
non due mesi!!
In un territorio,
com’è quello di Messina e Provincia – al pari di
Reggio Calabria – che ha un fortissimo dissesto
idrogeologico, e dove quindi servirebbero interventi
per mettere in sicurezza diverse zone, per evitare
che disastri come questo si ripetano, per evitare
soprattutto che altre persone innocenti muoiano,
anziché stanziare risorse – lasciamo perdere quelle
per l’emergenza, ci mancherebbe non ci fossero – per
fare questi lavori, si pensa a cosa? Al Ponte!! Ma
scherziamo? Quanti miliardi di euro servono per
costruirlo?
Qui non si tratta
di essere a favore o contro il Ponte sullo Stretto.
Per onestà intellettuale, diciamo subito che
Excursus è contraria a quest’opera, ma qui,
appunto, si tratta di intendere che prima ancora di
poter pensare al Ponte, e quindi ragionare se è
opportuno costruirlo o meno, bisogna, ed è lampante
questo, fare interventi assolutamente più urgenti!
Ma, cari “qualcuno”
(che magari tacceranno questa nostra considerazione
di ideologia politica, e non è così), vi rendete
conto che la tragedia si poteva evitare se solo si
fossero fatte le necessarie opere? Senza contare poi
la carenza di infrastrutture basilari (non il Ponte,
ma strade!) di questo territorio – osiamo dire –
abbandonato da Dio! Scaletta Zanclea, due chilometri
da Messina, sul mare (non cinquanta chilometri
nell’entroterra di tal catena montuosa) è rimasta
isolata via terra per quasi 24 ore perché le uniche
vie di accesso (cioè una strada e una ferrovia)
erano state rese intransitabili dall’alluvione, e se
non ci fosse stato il mare – i primi soccorsi sono
arrivati con i gommoni – sarebbe stata totalmente
isolata, come è drammaticamente accaduto per
Giampilieri Superiore, e soprattutto per Altolia e
Molino, in quanto l’unica, piccola strada di accesso
a questi villaggi non era percorribile.
Vi rendete conto
che, tanto per fare un altro esempio, la collina di
Capo Alì, da anni e anni, appena cade un po’ più di
pioggia del normale, frana, e la Statale viene
interrotta puntualmente per giorni, isolando
parzialmente gli abitati? Quando basterebbe fare una
galleria che attraversi quella montagna, o comunque
costruire una via di accesso alternativa!
Però accade che nel
giorno stesso (il giorno stesso!) dei funerali delle
vittime, c’è qualche politico che si appresta a dire
che il Ponte non è in discussione, fregandosene di
quelle bare che ha di fronte (perché, cari amici
“qualcuno”, di questo si tratta a nostro parere).
E intanto,
nell’immobilismo e nell’indifferenza della classe
dirigente – l’unica in grado di decidere le opere da
porre in atto – delle persone sono morte.
Luigi Grisolia
Ps: la foto di copertina è tratta dalla prima pagina
della Gazzetta del Sud del 3 ottobre 2009.
(www.excursus.org,
anno I, n. 4, novembre 2009)
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