Anno I              n.4                   

Novembre 2009

Alcuni libri sono immeritatamente dimenticati; nessuno è ricordato immeritatamente (Wystan Hugh Auden)                                                     Direttore responsabile: Luigi Grisolia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Attualità

 

Annunciata tragedia

a Messina, mentre

la classe dirigente...

di Luigi Grisolia

Tra immobilismo e indifferenza

le responsabilità di fantomatici

politici sono colossali. Intanto, 

della povera gente è morta!

 

 

 

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Dell’alluvione che ha colpito Messina – o meglio, alcune frazioni della periferia Sud della Città dello Stretto e il comune di Scaletta Zanclea – se n’è parlato tantissimo fino a qualche giorno fa. Excursus, rivista di Messina, non poteva, moralmente, non dedicarci alcune righe.  

Prima di tutto un pensiero va alle persone che non ci sono più, che hanno perso la vita quel tragico giorno, e alla gente che ha trascorso quei momenti terribili, che ancora non è potuta tornare a casa propria (sempre che ce l’abbia ancora).

 

Dopodiché, non inizieremo a sparare cifre milionarie che si dovevano spendere, o cifre milionarie che si dovranno investire per la ricostruzione, ad impiegare pagine per dire una cosa e pagine per dimostrarne il contrario, a lanciare accuse a quel politico, che poi li gira a quell’Ente, eccetera eccetera eccetera. Ci limiteremo, nel nostro piccolo, a fare una serie di brevi considerazioni che riteniamo, scusateci la presunzione, condivisibili da tutti, perlomeno in parte.

 

Si è parlato subito di tragedia annunciata. E abbiamo immediatamente sentito ”qualcuno” dire: «E smettiamola di dire che in Italia le tragedie (come le conseguenze del terremoto abruzzese) sono sempre annunciate!».

A quei “qualcuno” suggeriamo: guardate le seguenti quattro foto. Le prime due riguardano Scaletta Zanclea, la terza un tratto della Statale tra Scaletta e Alì Terme, la quarta un tratto della linea ferroviaria, sempre in prossimità di Scaletta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sicuramente “qualcuno” di voi starà pensando: «Beh? Sono foto viste e riviste in questi giorni»... NO!

 

Sono foto risalenti al 2007, per la precisione all’indomani del 25 ottobre 2007, quando un’alluvione colpì la medesima zona, da Giampilieri a Scaletta, che fu invasa da tonnellate di fango.

 

Poi, sempre ai “qualcuno”, facciamo vedere altre due foto, che rappresentano due pagine de la Gazzetta del Sud: la prima datata 29 ottobre 2007, la seconda 26 ottobre 2008.

 

 

 

 

 

Vogliamo porre l’attenzione – ma già l’avrete notato, cari “qualcuno” – sul titolo della prima foto: «Giampilieri Superiore: preoccupa la gran mole di fango che sovrasta l’abitato»... E cos’è successo il 1 ottobre scorso? Quella gran mole di fango – insieme ad una serie di altre frane – è venuta giù, con le conseguenze che tutti sappiamo e abbiamo, con la tristezza nel cuore, visto e rivisto in televisione.

Già, la televisione, la stessa televisione che, nel 2007, a parte un servizio – se non ricordiamo male – del Tg2, praticamente tacciò l’alluvione, e noi poveri abitanti di Messina restammo allibiti da tanta indifferenza (ma si sa, sono i morti a fare notizia).

 

Tornando agli amici “qualcuno”, la nostra risposta è ovviamente questa: è stata una tragedia annunciata, anzi annunciatissima.

 

In tutto ciò, la cosa più grave è che in questi due anni, nonostante alcune chiarissime avvisaglie, evidenti anche ai comuni mortali, non è stato fatto assolutamente niente!

Qui è ovvio che c’è una responsabilità abnorme della classe dirigente (tutta, dai sindaci ai consiglieri, ai presidenti di Regione, dagli oppositori di quello ai sostenitori di quell’altro, eccetera): si è lasciato che quello che è successo accadesse, nel menefreghismo e nell’indifferenza di questa fantomatica classe dirigente (e tra i “qualcuno”, qualche dirigente ci sarà sicuramente). E che nessuno ci metta davanti pratiche e tempi burocratici: sono passati due anni, non due mesi!!

 

In un territorio, com’è quello di Messina e Provincia – al pari di Reggio Calabria – che ha un fortissimo dissesto idrogeologico, e dove quindi servirebbero interventi per mettere in sicurezza diverse zone, per evitare che disastri come questo si ripetano, per evitare soprattutto che altre persone innocenti muoiano, anziché stanziare risorse – lasciamo perdere quelle per l’emergenza, ci mancherebbe non ci fossero – per fare questi lavori, si pensa a cosa? Al Ponte!! Ma scherziamo? Quanti miliardi di euro servono per costruirlo?

Qui non si tratta di essere a favore o contro il Ponte sullo Stretto. Per onestà intellettuale, diciamo subito che Excursus è contraria a quest’opera, ma qui, appunto, si tratta di intendere che prima ancora di poter pensare al Ponte, e quindi ragionare se è opportuno costruirlo o meno, bisogna, ed è lampante questo, fare interventi assolutamente più urgenti!
 

Ma, cari “qualcuno” (che magari tacceranno questa nostra considerazione di ideologia politica, e non è così), vi rendete conto che la tragedia si poteva evitare se solo si fossero fatte le necessarie opere? Senza contare poi la carenza di infrastrutture basilari (non il Ponte, ma strade!) di questo territorio – osiamo dire – abbandonato da Dio! Scaletta Zanclea, due chilometri da Messina, sul mare (non cinquanta chilometri nell’entroterra di tal catena montuosa) è rimasta isolata via terra per quasi 24 ore perché le uniche vie di accesso (cioè una strada e una ferrovia) erano state rese intransitabili dall’alluvione, e se non ci fosse stato il mare – i primi soccorsi sono arrivati con i gommoni – sarebbe stata totalmente isolata, come è drammaticamente accaduto per Giampilieri Superiore, e soprattutto per Altolia e Molino, in quanto l’unica, piccola strada di accesso a questi villaggi non era percorribile.

Vi rendete conto che, tanto per fare un altro esempio, la collina di Capo Alì, da anni e anni, appena cade un po’ più di pioggia del normale, frana, e la Statale viene interrotta puntualmente per giorni, isolando parzialmente gli abitati? Quando basterebbe fare una galleria che attraversi quella montagna, o comunque costruire una via di accesso alternativa!

Però accade che nel giorno stesso (il giorno stesso!) dei funerali delle vittime, c’è qualche politico che si appresta a dire che il Ponte non è in discussione, fregandosene di quelle bare che ha di fronte (perché, cari amici “qualcuno”, di questo si tratta a nostro parere).

 

E intanto, nell’immobilismo e nell’indifferenza della classe dirigente – l’unica in grado di decidere le opere da porre in atto – delle persone sono morte.

 

Luigi Grisolia

 

Ps: la foto di copertina è tratta dalla prima pagina della Gazzetta del Sud del 3 ottobre 2009.


(www.excursus.org, anno I, n. 4, novembre 2009)

 

 

 

 

 

 

 

Redazione:

Silvia Tropea (coordinatrice)

Linda Basile, Maria Ficarra, Annalice Furfari, Marco Gatto, Serena Intelisano,

Roberto La Fauci, Giuseppe Licandro, Giuseppe Martino, Antonella Rosanova

 

 

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