Anno IV             

n.30                    Gennaio 2012

Quanti libri tiene il mondo / non saziar l'appetito mio profondo / quanto ho mangiato! e del digiun pur moro (Tommaso Campanella)                                                     Direttore responsabile: Luigi Grisolia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Appuntamenti

 

 
 

La mostra delle opere di Artemisia Gentileschi

al Palazzo Reale di Milano fino al 29 gennaio

di Gaetanina Sicari Ruffo

 

 

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Sarà visitabile fino al 29 gennaio la mostra sulla pittrice seicentesca Artemisia Gentileschi, allestita presso il Palazzo Reale di Milano. Un evento memorabile, realizzato in collaborazione con 24ore è già disponibile il catalogo, dal titolo Artemisia Gentileschi. Storia di una passione, a cura di Roberto Contini e Francesco Solinas.

 

La mostra vuole essere un omaggio alla donna ed all’artista insieme, nella quale si riconoscono i tratti di un grande vigore e di una avventurosa trama di vita. Non è la prima volta che Artemisia si affaccia all’immaginario collettivo per il connubio tra passione e pittura. Già nel 1947 Anna Banti, nome d’arte di Lucia Lopresti, aveva scritto un romanzo, intitolato appunto Artemisia, stesso titolo anche per l’opera di Alexandre Lapierra pubblicata nel 1990 da Mondadori, mentre Susan Vreeland ha chiamato il suo libro La passione di Artemisia, recentemente ripubblicato in Italia da Beat. Infine, la regista francese Agnes Melet ha fatto della vicenda della pittrice un film, Artemisia. Passione estrema.

 

Che cosa attrae così tanto della sua vicenda umana ed artistica?

 

Artemisia è nata a Roma da un padre pittore, Orazio, e ne ha condiviso l'amore per l’arte. È falsa la notizia che ci fosse rivalità artistica tra i due. Nella sua bottega, frequentata anche dal Caravaggio, era cresciuta manifestando una grande capacità di assimilare forme e stili pittorici, tanto da potersi misurare con gli artisti del tempo, nonostante la sua condizione di donna la tenesse lontana dalla scena pubblica. Tuttavia si sa che era ricercata anche da committenti per le opere che sapeva creare.

 

Il nobile siciliano don Antonio Ruffo, che aveva una rinomata pinacoteca a Messina, le commissionò numerose tele, tra le quali, pare, il Trionfo di Galatea del 1649 e il David e Betsabea e Lot e le sue figlie, purtroppo andate perdute. Lo testimoniano alcune lettere pubblicate da Vincenzo Ruffo della Floresta, nel 1917, in cui si discute dell'acquisto. Rimase a Roma  finché non scoppiò uno scandalo per il suo stupro ad opera di un pittore che frequentava la bottega del padre, che lo denunziò, per cui ci fu un processo in cui lei fu chiamata a testimoniare. L’accusato, un tale Agostino Tassi che era già sposato, ebbe una leggera condanna, ma Artemisia dovette trasferirsi per sottrarsi ai pettegolezzi.

 

A Firenze si sposò con un pittore ed ebbe quattro figli e riscattò così la sua reputazione. Fu in corrispondenza con Galileo Galilei e frequentò la famiglia di Buonarroti. Continuò a dipingere con successo, ma lei sembrò trasferire nelle tele la vendetta per la mortificazione subita, raffigurando eroine della mitologia rapite e tormentate: Corisca e il satiro, Susanna e i vecchioni ,Danae o donne della storia  intrepide come la famosa Giuditta che decapita Oloferne che è ora l'insegna della mostra milanese o Giaele e Sisara. Trasferì la sua immagine in autoritratti,come Autoritratto in forma di Pittura, che si trova a Londra, dove l’artista si recò con il padre, ospiti entrambi del sovrano Carlo I per realizzare degli affreschi. Qui rimase per circa tre anni. Lavorò a Napoli dove conobbe Velasquez e fece degli affreschi a Pozzuoli per la Chiesa di San Gennaro. Trattò tanti altri temi religiosi e profani con i tratti chiaroscurali tipici del Caravaggio, ma pure assorbendo le novità della scuola bolognese del Carracci. La figura femminile è sempre preminente nelle sue tele espressa con vigoria  e forte realismo.

 

Gaetanina Sicari Ruffo

 

Notizie utili

Orari: Lun 14:30-19:30; Mar-Dom 9:30-19:30; Giov e Sab 9:30-22:30.

Biglietti: intero € 9,00; ridotto € 7,50; gruppi € 7,50; ridotto speciale € 4,50.

 

(www.excursus.org, anno IV, n. 30, gennaio 2012)

 

 

 

 

 

 

 

Redazione:

Silvia Tropea (coordinatrice)

Alessia Abrami, Marta Altieri, Silvia Caristi, Maria Ficarra, Annalice Furfari,

Marco Gatto, Maria Gerace, Serena Intelisano, Pamela La Camera, Roberto La Fauci,

Giuseppe Licandro, Marco Mazzi, Domenica Riggio, Carmine Zaccaro, Ivana Vaccaroni

 

 

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