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Si
terrà a Molfetta, in provincia di Bari, presso il
Torrione Passari, la mostra Pulsioni performative
nell’arte contemporanea, a cura di Giacomo Zaza.
L’evento sarà inaugurato sabato 26 settembre 2009
alle ore 19:00; il pubblico lo potrà visitare fino
al 25 ottobre con i seguenti orari: mattina
10:30/12:30 e pomeriggio 18:00/21:00.
In
questa sede riportiamo il testo di presentazione
dell’esposizione presente sul portale
www.torrionepassari.it, al quale rimandiamo per
maggiori informazioni e per eventuali contatti.
(La Redazione)
Da
www.torrionepassari.it
Il
progetto espositivo Pulsioni performative
nell'arte contemporanea, pensato per gli spazi
del Torrione Passari, promosso dall'Assessorato alla
Cultura della Provincia di Bari e dal Comune di
Molfetta con il Patrocinio del Ministero dei Beni e
Attività Culturali e della Regione Puglia,
comprenderà un corpo di opere riferito ad alcuni
artisti stranieri attivi sulla scena
internazionale, cercando di individuare su pochi
autori alcune tappe importanti dell'arte
contemporanea degli ultimi anni.
Questo evento si caratterizza per una insolita messa
in relazione, ovvero la veicolazione di uno scambio
con le variegate espressioni dell’arte attuale,
all’interno degli spazi del Torrione - importante
luogo per il contemporaneo in Puglia, nei suoi
ambienti "austeri" e di grande impatto visivo.
Mobilità, defezioni sinuose e sensoriali, afflusso
pulsionale e contaminazioni tra sfere culturali
eterogenee, si proiettano, lungo il percorso del
Torrione Passari, in un itinerario performativo,
possibile di alterazioni, dove l’arte sembra basarsi
sulla instabilità delle sostanze e delle identità.
Intervento ambientale, “contesto concettuale” e
ulteriori media finiscono, oltre che ad amplificare
l’orizzonte artistico, anche a scuotere la scena
culturale sempre più monolitica della società
iper-consumistica, attraverso l'impulso, la spinta
verso una imprevedibile processualità dei materiali,
dei corpi, dei significati, dei rimandi
all'immaginario e all'impensato. L’evento espositivo
da estetico può diventare etico, autoriflessivo,
nonché acquistare consapevolezza politica, vedere e
rivendicare i valori della diversità dai quali
prendere le mosse. La scena dell’arte può apparire
come “situazionale” ed “esecutiva”.
Pulsioni performative è simile ad un
percorso in prospettiva. Crea un ponte verso il
monitoraggio delle ricerche “dall’estero”, al di
fuori di una asettica animazione culturale rivolta
in esclusiva ad artisti locali. Intende partire da
artisti che segnano la sperimentazione e lo
sconfinamento linguistico: Joseph Kosuth, Carsten
Nicolai, Mona Hatoum. E proseguire con un nucleo di
autori attivi attraverso l’utilizzo di vari media,
come H.H. Lim, Susanne Kutter e Vibeke Tandberg.
Inoltre, allarga lo sguardo a personalità
protagoniste, quali Rui Chafes, Wang Du, Kader Attia,
John Bock .
Arricchendo e problematizzando la visione del mondo,
il progetto esplora ed analizza ambiti diversi,
impegnato ad avanzare la possibilità di attitudini
comportamentali critiche, emancipate dalla
comunicazione massificata. Forme analitiche,
contesti fisici, esperienze percettive, indagano la
complessa realtà di oggi, all’interno e all’esterno
delle stratificate aree geo-culturali
d’appartenenza.
Questa idea di breve ricognizione su ciò che avviene
oltre i confini nazionali, giustifica le differenti
tappe della mostra Pulsioni performative, una
mostra pensata in conformità a tutte le sale del
Torrione Passari di Molfetta. Il progetto si orienta
nella presentazione di lavori mai esposti nel
territorio pugliese (quelli di Mona Hatoum, Susanne
Kutter, Vibeke Tandberg, John Bock, Joseph Kosuth),
insieme ad opere realizzate per l’occasione: una
grande scultura in ferro, alta più di tre metri, di
Rui Chafes in dialogo con una installazione “sinestetica”,
incentrata sul suono, di Carsten Nicolai nella sala
circolare del Torrione, inoltre un'installazione
ambientale realizzata con 100kg di Cous Cous da
Kader Attia, e un inedito pannello ligneo di H.H.
Lim; infine, con la collaborazione esclusiva di Wang
Du, l'affissione di un manifesto d'artista per le
strade della città di Molfetta, dal titolo “I'm the
reality”.
Quindi un aggiornamento internazionale che ci
immette in un più largo progetto di rivendicazione
dell’espressione come oggetto di conoscenza,
accompagnato dall’invasione-veicolazione di spazi
non solo fisici ma anche mentali, che parlano di
figurazione e di visioni, di transiti tra organico e
inorganico, di sperimentazioni e di linguaggi mai
formalistici o dediti all'effimero.
Un
progetto che “importa” la passione quanto
l’immaginazione, la fantasia primitiva quanto le
metamorfosi del vivere, esaltandone la componente
iconica e intellettiva. La mostra si pone quale
mimesi mentale ed emotiva del mondo, immedesimazione
“totale” nella linfa magmatica dell'essere, come
risposta a quell’esistenza intaccata dagli apparati
sterili del sistema economico/pubblicitario, prima
ancora che sociale, propagato dalla "global
company".
(www.excursus.org,
anno I, n. 2, settembre 2009)
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