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Il
Letteratitudine Book Award 2009 è giunto alle
sue battute finali. Fino al 15 settembre c’è il
tempo di votare il libro preferito, nella terzina
dei finalisti (2666 di Roberto Bolano, Il
fantasma esce di scena di Philip Roth e Via
Katalin di Magda Szabò), e sarà così decretato
il vincitore dell’ambitissimo premio.
Per votare, basta
collegarsi al seguente post e lasciare un commento:
http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2009/08/31/letteratitudine-book-award-2009
Lo può fare
chiunque.
Sì, perché
Letteratitudine, per chi non lo sapesse, è un
blog. Ovviamente di letteratura. Ideato da Massimo
Maugeri, in pochi anni si è ritagliato uno spazio
importante nella Galassia Web, attraverso la
proposizione di discussioni letterarie e interviste
a numerosi scrittori. Tanto per fare un esempio,
nelle ultime settimane si è sviluppato un
interessante e apprezzato
dibattito sul romanzo storico: Maugeri ha
invitato quattro importanti scrittori del genere
(Andrea Ballarini, Rita Charbonnier, Marco Salvador
e Cinzia Tani, a cui poi si sono aggiunti Andrea
Frediani, Giulio Castelli, Giorgia Lepore e Rino
Cammilleri) e ha posto loro sei domande. Da qui,
sono “partiti” oltre 500 commenti.
Ma tornando al
Book Award, si tratta naturalmente di un gioco:
«Per quanto concerne le modalità di voto... è
consentito il cambio di preferenza: per esempio… chi
un giorno vota per Roth, l’indomani potrebbe votare
per Bolano e il giorno successivo per la Szabò. La
parte più bella del gioco – anche in questa fase –
rimane la solita: siete invitati a convincervi
reciprocamente. Con ogni mezzo. Sono ammessi
tentativi di corruzione, organizzazioni di cordate,
scambi di preferenze, forme di sostegno incrociate,
pubblicità più o meno occulta. Insomma… tutto…
purché sia fatto alla luce del sole», scrive Maugeri.
Ma lo è fino ad un certo punto, perché anche in
questo post, in questo “gioco”, si è sviluppata una
discussione e uno scambio di opinioni tra le persone
che sono intervenute sui tanti libri citati (a
cominciare dalla risposta alla classica domanda “per
quale motivo ti è piaciuto questo libro?”).
Del resto, l’Award
è stato lanciato il 13 marzo 2009 e si è suddiviso
in tre fasi: nella prima, Maugeri ha chiesto di
segnalare i romanzi stranieri pubblicati in Italia
nel corso del 2008 meritevoli di entrare nella
classifica dei primi dieci. E via con il dibattito.
Il 19 maggio 2009 è partita la seconda fase:
selezionati i 10 titoli più votati, se ne dovevano portare in
finale tre. I dieci libri erano: 2666 di
Roberto Bolano (Adelphi), Ad un cerbiatto
somiglia il mio amore di David Grossman
(Mondadori), Firmino di Sam Savage (Einaudi),
Fuoco amico di Abraham B. Yehoshua (Einaudi),
I cani e i lupi di Irène Némirovsky
(Adelphi), Il fabbricante di eco di Richard
Powers (Mondadori), Il fantasma esce di scena
di Philip Roth (Einaudi), L’uomo che cade di
Don DeLillo (Einaudi), Uomo nel buio di Paul
Auster (Einaudi) e, infine, Via Katalin di
Magda Szabò (Einaudi). Ancora dibattito.
Il 31 maggio sono
stati dichiarati i tre finalisti (appunto Bolano,
Roth e la Szabò), e, dopo aver dato il tempo a chi
volesse di leggersi i libri per poter votare con
cognizione di causa, il 1° settembre si è aperta
l’ultima fase, che terminerà il 15, giorno in cui
sarà decretato il vincitore. Dopo quasi 800 commenti
totali, compresi, naturalmente, ironiche e
simpatiche punzecchiature e appelli al voto ben
conformi allo spirito del premio.
Luigi Grisolia
(www.excursus.org,
anno I, n. 2, settembre 2009)
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